DIO
Holy Diver
Etichetta: Warner Bros
Anno: 1983
Durata: 40 min
Genere: Heavy Metal
Posso affermare senza timor di smentita che la prima testimonianza solista di Ronnie James Dio appartiene alla ristretta cerchia di dischi che possono vantarsi di essere etichettati come classici del metal. Dopo aver marchiato a fuoco una serie di lavori omai imprescindibili per ogni metallaro che si definisce tale, come i primi tre lavori dei Rainbow ("Rising" è la bibbia del power moderno), passando per il periodo Sabbathiano con il monumentale "Heaven And Hell"
(forse il mio disco preferito in assoluto) e il bellissimo "Mob Rules", il piccolo grande vocalist approda alla carriera solista dopo la separazione con i Black Sabbath, avvenuta, si narra, per cause riguardanti le registrazioni del sottovalutato "Live Evil", unica testimonianza live di quel magico periodo.
Con una formazione inattaccabile che comprendeva il chitarrista Vivian Cambpell, l'ex drummer dei Black Sabbath Vinnie Appice ("Mob Rules", "Live Evil") e l'ex bassista dei Rainbow Jimmy Bain, il piccolo Ronnie era pronto a conquistare il mondo. Era il 1983 quando quasi contemporaneamente uscirono "Holy Diver" e "Born Again", primo disco dei Black Sabbath senza Dio. Se l'ottimo "Born Again" fu all'epoca accolto da una tiepida accoglienza, dovuta a mio parere da un allontanamento dal suono medievaleggiante, che caratterizzava soprattutto "Mob Rules", in favore di un suono più dark ed opprimente (sicuramente inusuale per quel periodo), "Holy Diver" venne accolto dai fan come il vero seguito dei Black Sabbath era Dio, decretandone un successo impensabile per un esordio e catapultando l'italo/americano tra i massimi esponenti dell'heavy metal mondiale.
L'epic sound che determinò il successo di "Heaven And Hell" e "Mob Rules" viene reso più dinamico ed immediato con l'aggiunta di melodie più ariose, non tralasciando comunque pezzi più cadenzati come la sabbathiana "Shame On The Night" o la stessa title-track, due autentiche perle, immancabili in tutti i concerti a venire.
Il disco è un concentrato di classici senza tempo, a distanza di 20 anni dalla sua uscita "Holy Diver" mantiene intatta quella magia e quella freschezza che solo i grandi dischi sanno mantenere con il trascorrere degli anni.
L'iniziale "Stand Up And Shout" è la degna erede delle sabbathiane "Turn Up The Night" e "Neon Knights". E' ormai storico il riff selvaggio che apre questa canzone splendida, perfetta in ogni sua nota, con Dio che ribadisce, se ce n'era ancora bisogno, di essere uno dei più grandi singer che il metal abbia mai partorito. Esiste solo una parola per descrivere "Don't Talk To Strangers": capolavoro. Una delicata introduzione vocale funge da preludio ad un riff spezza collo, inutile dire che l'interpretazione di Ronnie è inarrivabile sia per qualità canore sia per l'enfasi che riesce a trasmettere, e se non ne siete ancora convinti ascoltate ed inginocchiatevi al cospetto della già citata "Shame On The Night", dove la voce tra il cantato e il recitato tocca il suo zenit. Non ci sono parole per descriverla, si ascolta e si gode. Definire con la parola classico "Rainbow In The Dark" mi sembra riduttivo, caratterizzata da un ruffiano giretto di tastiera, è forse la canzone più famosa di Dio (non la più bella) con quel ritornello che si stampa in testa al primo ascolto.
Tutte le canzoni meriterebbero una menzione ma comprarlo a scatola chiusa mi sembra il suggerimento più ovvio per questo disco, senza dubbio il capolavoro di Ronnie, che pur incidendo altri ottimi dischi come "Last In Line" e "Dream Evil", non riuscirà mai a raggiungere questo picco qualitativo.
(Stefanungol - Luglio 2003)
Voto: 10
Contatti:
Sito internet: http://www.ronniejamesdio.com/
Un album capolavoro questo di Dio, una grande prova solista
a dimostrare che anche da solo "aveva la stoffa". Peccato che
il momento d'oro sia durato cosi' poco, giusto ancora un album
(lo splendido "Last In Line") per poi infilarsi nel tunnel dei
dischi fotocopia. Qui ci sono pezzi bellissimi, ma anche pezzi
inutili: a me "Shame On The Night" non e' mai piaciuta per niente
e la salto sempre ogni volta che riascolto l'album. E Jimmy Bain
al basso mi ha sempre fatto cagare, sia coi Rainbow sia con Dio.
Eccellente la title-track e l'opener "Stand Up And Shout", una combo
d'apertura superata solamente dalle ancor piu' spettacolari "We Rock"
e "The Last In Line" del disco successivo. Chi non ha mai ascoltato
questo album deve assolutamente correre a comperarlo perche' e' un
caposaldo imprescindibile del metal di tutti i tempi.
(Mork - Luglio 2003)
Voto: 9.5
La perfetta fusione tra heavy metal e hard rock "epico" alla Rainbow. Un album stupendo che il tempo non ha minimamente scalfito. Un classico... e non occorre aggiungere altro.
(Linho - Luglio 2003)
Voto: 10