DIES ATER
Out Of The Dark
(MCD)
Etichetta: Black Attakk
Anno: 2004
Durata: 21 min
Genere: death/gothic/black melodico
I Dies Ater si sono formati nel novembre del 1994 ed hanno pubblicato ben tre CD ufficiali: "Reign Of Tempests" (1998), "Through Weird Woods" (2000) e "Chanting Evil" (2003). Ognuno di questi lavori si è distinto per la progressiva mutazione del suono della band, passato dal black dei primordi ad uno stile più raffinato ed epico.
La line-up attuale vede Ole C. alle tastiere, Impurus alla batteria e alla chitarra, Nuntius Tristi alla voce e alla chitarra ed infine Torgrim al basso e alle vocals pulite.
"Out Of The Dark" è il MCD che segna il nuovo corso dei Dies Ater. Il gruppo infatti non ha mai voluto fossilizzarsi sui cliché di un genere. La Black Attakk ha colto l'occasione per promuovere il quartetto con quest'uscita di facile presa e di ampia digeribilità.
La qualità sonora è ineccepibile, merito anche dell'ottimo lavoro in studio di Andy Classen.
Il MCD si apre proprio con la title-track, che per chi non lo sapesse è una cover di quella buon anima di Falco. Ve lo ricordate? Bene, questa versione è oscura, evocativa, schiettamente commerciale. Il black metal degli esordi ha lasciato posto ad una musica molto melodica, caratterizzata da un ampio uso della tastiera e suoni caldi. L'unico legame col passato è la voce digrignata. Pur con tutte le differenze del caso, il nuovo stile dei Dies Ater è ruffiano tanto quanto quello dei ben più famosi Crematory (per rimanere tra band crucche). Gli amanti del gothic potrebbero apprezzare tantissimo questa cover, se riescono a digerire il cantato in tedesco.
"Death To Last" è invece una traccia inedita. Proprio in quanto tale, sancisce in maniera netta l'adesione a un suono più gentile, mitigato dalle delicate note della tastiera. La melodia è sempre in primo piano. Si tratta di un gothic/death metal melodico che ambisce al successo. Sono convinto che, se il gruppo giocherà bene le sue carte, potrebbe togliersi parecchie soddisfazioni. Si sente che i Dies Ater sanno essere pesanti all'occorrenza, ma non lo fanno. Si tratta di una scelta ponderata che può essere condivisibile o meno. Ma denota almeno una certa volontà di prendere il music business per la gola, senza farsi affondare.
"Ewiges Eis" mostra invece il lato più oscuro e pesante del quartetto tedesco. Data la scelta dei suoni mi sembra che il titolo, "Ghiaccio Pesante", sia abbastanza azzeccato. E' un brano malinconico, meno commerciale dei precedenti, ma pur sempre in grado di tener sveglio l'interesse dell'ascoltatore.
"Dethrone The Weak Mortality" è invece una canzone vecchia, tratta dall'album precedente "Chanting Evil". L'elemento black è molto più evidente sebbene sia mescolato con diverse influenze. Si può individuare un forte richiamo agli ultimi Immortal, come struttura della prima parte del brano, pur con le molte differenze del suono. La traccia è stata registrata nuovamente per darle una miglior presentazione, grazie all'ottimo lavoro del già citato Andy Classen. "Dethrone The Weak Mortality" è una traccia lunga e strutturata, di ottima fattura.
"Out Of The Dark" è, a mio avviso, una buona occasione per conoscere i Dies Ater. Le quattro canzoni mettono in luce sia il percorso evolutivo della band (ad eccezione degli esordi), sia le loro potenzialità interpretative. In tutta sincerità, non sono molto soddisfatto della svolta commerciale del gruppo. E' però un'opinione personale, dettata dal gusto. Altre persone apprezzeranno di sicuro. Obiettivamente i Dies Ater sono un gruppo valido ed intelligente. Il tempo dirà se riusciranno a diventare famosi o importanti.
(Hellvis - Novembre 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
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Sito Black Attakk: ttp://www.black-attakk.de/