DICTATOREYES
Gegen Alles

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 40 min
Genere: death/thrash/black metal


I Dictatoreyes (com'è scritto sul CD e sul logo, sul sito c'è scritto Dictator Eyes) sono una band abruzzese composta da Jonny Moretti (batteria), Remo Kostli (basso, backing vocals, anche negli Sturmkaiser - sul sito il cognome è riportato come Kosli, quale sarà quello reale?) e Marco Kostli (voce e chitarre, anche nei Draugr). I tre musicisti fanno parte anche di un progetto chiamato Vrasthema (http://www.vrasthema.interfree.it/), nato nel 2005 per promuovere la scena metal estrema dell'Abruzzo.
Dopo due demo ("Untergang" del 2003 e "Im Schatten Des Todes" del 2004), i Dictatoreyes sono entrati allo studio Acme nel giugno del 2005, per registrare l'album d'esordio. Buona la scelta dello studio, che ha garantito una qualità di registrazione sufficientemente energica.
"Gegen Alles" è corredato da una confezione in cartoncino abbastanza spesso. In copertina figura una croce dalle braccia tutte uguali. I colori sono tutti lividi, dal blu freddo al verdastro. Nel libretto non ci sono i testi, ma le foto dei musicisti.
"Massengrab" è un buon biglietto da visita: violenta e dalla melodia oscura, esemplifica chiaramente quale sia la proposta musicale del gruppo. I Dictatoreyes suonano una musica estrema ed aggressiva, che trova le sue radici principalmente nel death metal, e in qualche misura anche nel thrash e nel black. Il suono complessivo è molto coerente, ed il songwriting fluente. E' possibile però isolare passaggi appartenenti ad un genere o ad un altro. Il growling di Marco è indubbiamente death, così come la pesantezza di certe soluzioni sonore. Il ritmo varia spesso, e strizza l'occhio un po' a tutti i generi. Talvolta, quando il riffing si fa melodico, è il black metal a salire in cattedra. Quindi, la musica di questi Dictatoreyes non si pone limiti espressivi, purchè si rimanga su territori estremi. E "Massengrab" è un gran bel pezzo: non originale, ma coinvolgente.
"Blutender Tod" è una traccia molto pesante, profondamente death, dal piglio risoluto e quasi marziale. Il riffing della chitarra è cupo, e l'esecuzione serrata e priva di compromessi. I musicisti sono competenti, abili a prendere tanti spunti dalla tradizione, mettendoli assieme per creare qualcosa di buono. C'è spazio anche per qualche strizzatina d'occhio al black, soprattutto quando la ritmica accelera. In genere, comunque, "Blutender Tod" avanza cadenzata ma implacabile, come un carro armato.
"Totenkopf" ha un'andatura più spedita, tra il thrash ed il death. E' un brano convincente, che non teme di guardare al passato. Ecco, probabilmente i detrattori di queste sonorità potrebbero puntare il dito proprio contro questo punto. Io credo, comunque, che sia molto difficile scrivere una musica innovativa, soprattutto quando questa non rientra nei programmi di un gruppo. Sarebbe importante piuttosto scrivere canzoni valide, ed i Dictatoreyes riescono abbastanza bene in questo. "Totenkopf" è una traccia abbastanza lunga (sette minuti), che però non annoia, ma coinvolge dalla prima all'ultima nota.
"Der Gesang Der Toten" ripropone caratteristiche già ascoltate nelle tracce precedenti. Un brano carino, che paga il suo piccolo tributo ai generi sopracitati, tenendo d'occhio coerenza ed equilibrio. La strofa è piuttosto nervosa, mentre il ritornello, più lento, fa subito colpo. Bravi, davvero!
"Frontlinie" riprende un po' di spunti black, e li riinserisce nel contesto energico e tirato tipico di quest'album. Mano a mano che l'ascolto del CD prosegue, l'abilità del gruppo si fa sempre più evidente. "Frontlinie" non presenta elementi particolarmente distintivi rispetto alla altre tracce, e diventa difficile per me commentare la canzone senza ripetere frasi che ho già scritto in precedenza. Ciò nonostante, e nonostante anche il fatto che i Dictatoreyes non siano la band più originale della terra, la musica mi piace. Cioè, mi intriga, mi coinvolge, mi spinge al headbanging! Beh, allora vuol dire che il gruppo abruzzese è efficace! Io credo di sì! Da critico, ho il dovere di segnalare i limiti di tale proposta musicale; da metallaro, non posso che farmi trascinare dalla ritmica puntuale, dal tiro, dalla cattiveria della band!
"Kriegslied", almeno nelle sue battute iniziali, è nervosa. Se devo essere sincero, il missaggio di questo brano non mi piace per nulla. Lo trovo goffo e confuso. Non so cosa sia successo in questo caso. Potrebbe anche darsi che il CDr in mio possesso sia danneggiato, perchè... boh, non so come spiegare. Anche perchè la traccia dopo è di nuovo OK. Comunque sia, "Kriegslied" tende a preferire i tempi più moderati. Insomma, non che il ritmo sia lento, ma non si tratta delle cavalcate arrembanti ascoltate in precedenza.
"Im Auge Des Diktators" è la traccia più breve dell'album, ed è una sfuriata strumentale melodica che però non rinuncia a qualche rallentamento. Il tiro è comunque sempre presente, perchè i Dictatoreyes non amano le mollezze!
"Gegen Alles" contiene anche il videoclip di "Massengrab".
Dunque, un buon lavoro questo dei Dictatoreyes. Mi lascia un po' perplesso l'utilizzo dei titoli in tedesco, ma non ho ben presente il concept della band, perciò evito di pronunciarmi. Ribadisco comunque quanto ho affermato nel corso della recensione. Non saranno originali, non porteranno nulla di nuovo nella scena metal, ma hanno tiro, grinta e sanno come comporre brani entusiasmanti! Dal metal non si vuole energia? Beh, eccovi serviti!
(Hellvis - Giugno 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Marco Kostli
c/o C/da
Montupoli 148
66010 Miglianico (CH)
ITALIA
Mail: dictator@interfree.it
Sito internet: http://www.dictatoreyes.com/