D-FORM
Art Of Thinking (MCD)

Etichetta: Nosferatu
Anno: 1995
Durata: 20 min
Genere: death atmosferico


Questa credo sia l'unica uscita discografica dei romani D-Form, perlomeno io ho cercato dappertutto informazioni su di loro e ho solo trovato qualche accenno all'esistenza di questo MCD e nulla più... se qualcuno ha qualche informazione al riguardo e me la può scrivere via mail mi farebbe un piacere!
Lo stile dei D-Form è molto personale, suonano un death metal molto atmosferico, visto che sono presenti parti di chitarra acustica, degli assoli suonati senza distorsione e che privilegiano il feeling alla violenza, e ci sono pure delle tastiere in sottofondo in alcune parti.
Nel CD sono comprese 4 canzoni ed un breve intermezzo strumentale. Le canzoni sono una continua variazione da parti violente di puro death metal a parti atmosferiche, questo grazie all'opera di tutti gli strumenti. La bravura del gruppo sta nel riuscire a far scorrere lisce queste variazioni: non si sentono mai dei bruschi passaggi dalle parti death a quelle atmosferiche, ma sono sempre graduali, in quanto i 4 componenti del gruppo non passano mai assieme da una fase all'altra. Ad esempio mentre stanno suonando una parte puramente death la chitarra solista comincia un assolo atmosferico, e la ritmica e la batteria continuano a pestare, per poi arrivare anche loro a suonare delle parti calme e sognanti. Anche la voce si divide in questo doppio ruolo, passando da un growl ad una voce pulita ed evocativa.
La produzione è molto buona: tutti i suoni sono molto puliti e curati, e soprattutto le parti cattive e quelle tranquille sono bilanciate in maniera perfetta. La confezione è bella e strana... bella perché è curata e la copertina ha un'ottima immagine (due bambini deformi ovviamente); strana perché è l'unico CD in mio possesso ad avere un libretto composto da una pagina e mezza... ebbene sì, c'è il foglio con la copertina con attaccato un mezzo foglio con stampate le foto dei 4 ragazzi (2 da un lato e 2 dall'altro). Una confezione strana ma d'effetto!
In conclusione questo è un miniCD molto buono, sempre in bilico tra la violenza e l'atmosfera, senza mai scivolare completamente da una parte o dall'altra. Fa parte di una bella serie di miniCD di gruppi death italiani usciti a metà degli anni '90: in Italia avevamo un arsenale molto promettente, ma solo un paio di questi gruppi sono arrivati sino ad oggi, gli unici ad aver riscosso un po' di successo sono i Node, che per me erano i peggiori del lotto... Consiglio questo mini agli amanti del death metal atmosferico e melodico, non è un capolavoro ma presenta delle canzoni molto buone e personali.
P.S. Mi ha scritto un ragazzo di nome Fabrizio (che ringrazio) facendomi notare che 3 componenti su 4 dei D-Form suonavano nei Desecration di "The Valley Of Eternal Suffering", e che decisero di cambiare nome del gruppo in D-Form, quindi i D-Form vanno considerati come la prosecuzione dei Desecration. Se qualcuno sa che fine abbiano fatto per piacere mi scriva, grazie!!!
P.P.S. (05 Gennaio 2003) Ho appreso oggi che questo è l'unico lavoro dei D-Form, poi si erano sciolti e da poco si sono riformati i Desecration. Per ulteriori dettagli consultate il sito linkato sotto.
(teonzo - Agosto 2002)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.jurij.net/desecration/pagine/cds/dform.htm




Leggo con stupore il P.S. del buon teonzo (vivendo col naso all'insù, neanche il sottoscritto aveva notato nulla): ed io che stavo già per commentare i Desecration descrivendo come siano purtroppo spariti dopo un promettentissimo mini d'esordio, ed invece. Ed invece, disgraziatamente, non cambia poi molto: musica di alta qualità (e quindi di scarso avvenire? un' equazione che funziona fin troppo ahinoi) proponevano i Desecration, musica di alta qualità propongono i D-Form (anche se sensibilmente inferiore a quella della loro prima incarnazione). Entrambi, sconosciuti ai più, entrambi, con dei mini che lamentano sprazzi di grande talento. E nel mentre ascoltiamo l'intenso "Art Of Thinking", egregiamente sospeso tra irruenza e melodia, in un fluire coerente ed emozionante, siamo costretti a lanciare proclami ai lettori nella speranza che, magari con un altro nome ancora, stiano ancora facendo grande musica.
(Orion - Settembre 2002)

Voto: 7.5