DEVILISH IMPRESSIONS
Plurima Mortis Imago
Etichetta: Conquer Records
Anno: 2006
Durata: 48 min
Genere: black metal d'avanguardia e sinfonico, con spunti death
Chi avesse letto la mia vecchia recensione del demo dei Devilish
Impressions, si ricorderà di una mia affermazione, ovvero che il
cantante Quazarre mi ricordava in maniera incredibile Przemyslaw Olbryt
dei polacchi Asgaard. Il demo, tra l'altro, l'avevamo ricevuto proprio
da quell'artista. Ebbene, tempo dopo, ho avuto la conferma dei miei
sospetti: Quazarre è proprio Przemyslaw. Non solo, ho avuto anche
un'altra conferma: questi Devilish Impressions non sono affatto un
progetto laterale, ma sono allo stato attuale il suo gruppo principale.
Il fatto che questa band sia di base a Londra rende difficile una
collaborazione continuativa con gli Asgaard. Ciò nonostante, il gruppo
rimane polacco in quanto è formato da musicisti di quella nazionalità.
In più, le registrazioni sono state effettuate in Polonia, sotto la
supervisione di Maciek Mularczyk (Behemoth).
Finiamola con i preamboli, quindi, e passiamo a commentare
"Plurima Mortis Imago" nello specifico. La formazione che ha inciso
l'album vede Quazarre alla voce ed alla chitarra ritmica, Turquoissa
alle tastiere, Starash alla chitarra solista, Adrian Nefarious al basso
e Dragor alla batteria.
In copertina, dalle calde tinte legno, compare un particolare
della Madonna piangente con Gesù Cristo fra le braccia. Dietro di lei,
un angelo. Il libretto, di sedici facciate, contiene tutte le foto dei
musicisti ed i testi. Il tema principale è la caduta di Dio, e le
esortazioni all'uomo a non credere in nessun altro Dio all'infuori di
sè stesso.
Dopo un'introduzione sinfonica intitolata "Lunarium", ecco partire
"Rebellion Of Will Manifesto". La parola "manifesto" ci sta proprio
bene. In questa traccia infatti, i Devilish Impressions snocciolano
tutta una serie di caratteristiche che ne inquadrano lo stile musicale.
Innanzitutto l'arrangiamento sempre eccessivo e magniloquente, dove la
tastiera di Torquoissa intesse trame molto interessanti. Poi le
chitarre violente e pesanti, e molto ecelettiche: passano infatti da un
riffing tipicamente black sinfonico a vere e proprie mazzate death
metal. La sezione ritmica è puntuale e potente, peccato per la batteria
eccessivamente triggerata di Dragor. A causa dei trigger, le pelli
hanno un qualcosa di sintetico che rovina il suono d'assieme, facendolo
sembrare meno "vero". E poi c'è la voce di Quazarre, in questo caso
assestata su timbri estremi: urla e gutturali si sprecano, e le poche
volte che tenta di intonare una melodia lo fa con voce ruvida. Nel suo
insieme comunque, questa prima traccia non delude.
All'inizio di "Visions Of Kingdom To Come", il cantante sembra
ricordarsi delle sue prestazioni negli Asgaard, sfoderando vocalizzi
isterici con tanto di falsetto (non lo userà spesso in questo CD). La
seconda traccia è più propriamente black della precedente. Però,
cercare di inquadrare la musica dei Devilish Impressions in un genere
ben preciso è sempre azzardato. A questo gruppo non piacciono gli
steccati, perciò prendono spunti un po' qua ed un po' là. Ecco quindi
che in "Visions Of Kingdom To Come" possiamo trovare blastbeat
iperveloci, ma anche improvvisi rallentamenti che lasciano spazio
all'atmosfera. Bello il finale marziale, perfettamente idoneo alle
parole del testo, che dà al tutto un alone di severità.
"Dracula's Mechanized World" è certamente una delle composizioni
più evocative del CD. Anche se a volte fanno capolino gli Arcturus,
oppure (come riffing) gli Emperor, questa canzone riesce comunque a
comunicare sensazioni piuttosto intense. Ottima la prova di Quazarre,
ma anche il riffing di Starash. Peccato per i richiami eccessivi ad
altri gruppi, soprattutto norvegesi. Questo è sempre stato il limite
dei Devilish Impressions. Ecco che infatti, ad un certo punto, parte un
coretto che fa molto Solefald. Tutto bello sì, ma dimostra come il
quintetto non sia ancora riuscito a trovare un proprio stile. Ed è un
peccato. Tanto per fare un esempio, la fine del brano è molto più
personale, con tanto di inserti elettronici, e ne risolleva la caratura
artistica.
Uno dei brani migliori del CD è "Funeral Of God": oscura, cupa,
perfettamente equilibrata. Ed inoltre, in questa occasione, il gruppo
mostra carattere. Ecco, questa è la strada che la band dovrebbe
seguire: farsi forza, e provare a camminare con le proprie gambe.
Quando tentano di farlo, ecco risultati validissimi come questa
"Funeral Of God". Impeccabile, dall'arrangiamento sopraffino, a metà
strada tra il gotico e lo spaziale. Ma anche decadente, pazza, capace
di legare strutture death a tastiere sinfoniche, ed in grado di
concludersi con ardite strizzate d'occhio al progressive.
Eh sì, tecnicamente i Devilish Impressions sono preparatissimi ed
ineccepibili. A volte è solo l'originalità a mancare. Per il resto,
sono incriticabili.
Dopo un breve intermezzo sinfonico, ecco partire la violenta "Crowned
To Be Crucified". Violenta come attitudine, soprattutto durante le
accelerazioni devastanti e nel suono possente. Ritornano a farsi vivi i
coretti alla Solefald, che comunque stanno bene nell'insieme. La
traccia è molto creativa, come al solito duttile e incapace di
soffermarsi su uno stile. E' un tripudio di inventiva, così come la
successiva "Smell Of Death". Molto oscura e cattiva, non delude ma non
fa nemmeno stupire eccessivamente. E' una canzone in linea col resto
dell'album. Oddio, non si pensi che questo sia un giudizio negativo,
anzi! E' solo che si avverte il grande potenziale del gruppo, così come
si avverte come non sia ancora espresso al meglio. Guardando la cosa da
un altro punto di vista, ce ne fossero di gruppi in grado di comporre
composizioni così! Le tracce mediocri dei Devilish Era potrebbero
figurare tra le cose migliori per tante altre band. Se sono così severo
con loro è perchè ne intuisco il talento, ma anche perchè conosco bene
le cose fatte in precedenza da Quazarre negli Asgaard, e conosco la
bravura dell'artista. Il quale, dal canto suo, è l'unico che non delude
mai. Abile ad esprimersi in qualunque maniera, è un esempio di follia
costante ed imprevedibilità.
L'album si conclude con la buona "SataniCaoSymphony", della quale
è stato tratto anche il video presente nel CD (ben realizzato, con
scene di tortura e i musicisti in corpsepaint). E' stranamente
malinconica, e a volte assume dei toni quasi sacrali. E' una
conclusione adeguata, dopo il carnevale di suoni che abbiamo ascoltato.
Il momento della riflessione finale, della conclusione apocalittica:
affascinante.
"Plurima Mortis Imago" è un bell'album, e questa cosa non si può
negare. Mette però in mostra i medesimi difetti che già avevano
penalizzato il pur ottimo demo precedente. In particolare, i Devilish
Impressions tendono ad essere derivativi spesso e volentieri. Lo so che
è difficile scollarsi di dosso influenze ingombranti, ma bisogna
provarci per raggiungere un suono unico e personale. Sarebbe grandioso
se un giorno qualcuno potesse dire: "Senti questo gruppo, suona proprio
come i Devilish Impressions!". Purtroppo, la cosa non è ancora
possibile. Per ora, comunque, è possibile ascoltare ottima musica, e
speriamo di poterli vedere presto dal vivo, con l'esperienza maturata
dopo il lungo tour europeo di qualche mese fa!
(Hellvis - Gennaio 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Devilish Impressions: quazarre@wp.pl
Sito Devilish Impressions: http://www.devilish-impressions.com/
Sito Conquer Records: http://www.conquerrec.com/