DEVILISH ERA
The Deiphobic Syndrome

Etichetta: Forgotten Wisdom Prod.
Anno: 2005
Durata: 47 min
Genere: black metal


"The Deiphobic Syndrome" segna il ritorno sulle scene dei Devilish Era, la one-man-band di Germain "Mrik" Eymeric, in arte Lord Naggaroth. I lettori di Shapeless avranno imparato a conoscere questo nome, dato che la nostra webzine ne ha proposto l'intera discografia. Evito quindi di spendere parole sulle notizie biografiche di questo progetto musicale: il lettore può trovare tutte le informazioni che gli occorrano semplicemente spulciando le vecchie recensioni presenti in archivio.
"The Deiphobic Syndrome" si presenta in maniera del tutto professionale. La copertina, in rigoroso bianco e nero, raffigura un uomo incatenato. Alle sue spalle, campeggia parte della decorazione di una cattedrale. Il libretto, di quattro pagine, è ricco di note e contiene anche una foto dell'artista. Tra le varie frasi si viene a sapere che questo CD è un inno all'ateismo e che alla resa definitiva del suono ha partecipato anche Luc Mertz degli Zarach'Baal'Tharagh. Un inciso a piè di pagina mette in guardia l'ascoltatore sulla bassa fedeltà del suono. Lord Naggaroth afferma: "[...] non sono un ingegnere del suono professionista ed i miei metodi di registrazione sono ancora vecchio stile... [...]". Evviva la sincerità!
Passiamo subito al commento dell'album. "Agnostic Supremacy" è introdotta da una malinconica melodia per chitarre acustiche. Quando inizia la canzone vera e propria, l'atmosfera rassicurante dell'introduzione viene spazzata via da un soffio di aria gelida. Il suono creato da Lord Naggaroth è secco, freddo, ostile. Le chitarre, ora distorte, propongono una serie di riff che riprendono, in parte, la melodia delle battute introduttive. Il basso è assente. A tenere il ritmo, una drum-machine dal suono amatoriale. L'effetto complessivo è disturbante, scarno. Ogni nota di questa composizione comunica disperazione e tormento. Anche la voce del cantante è torturata, e raggiunge vertici di grande espressività quando il ritmo rallenta. Improvvisamente la canzone si interrompe, lasciando il posto ad una successione di accordi suonati dalla chitarra acustica. Formalmente, "Agnostic Supremacy" è molto semplice, nel pieno rispetto dei canoni del black metal ortodosso. Quando la canzone finisce, nel cuore dell'ascoltatore non rimane che desolazione.
La title-track è, senza dubbio, più legata allo stile dei Devilish Era. Il suono, pur sempre sottozero, si è fatto più corposo. L'arrangiamento è efficace, grazie ad una drum-machine ottimamente programmata ed a dei riff dalla spiccata melodia. Questo particolare mi spinge ad una riflessione. Più di un anno fa Lord Naggaroth ha vissuto per sei mesi in Svezia, ad Uppsala se non erro. In quel periodo, è entrato in contatto con tutta una serie di gruppi del luogo, ed ha seguito con passione la scena underground locale. Che questo soggiorno abbia influenzato il songwriting dell'artista più del previsto? Alcune scelte melodiche, soprattutto nella prima parte del brano, hanno un che di "svedese". Va comunque detto che la composizione, in seguito, si evolve alla ricerca di soluzioni più personali, dal fascino indubbio. Tutto d'un tratto, "The Deiphobic Syndrome" muta d'atteggiamento. Un arpeggio di chitarra crea un'atmosfera tristissima. Le urla straziate di Lord Naggaroth diventano un vero e proprio lamento, con tanto di singhiozzi. La tensione che si viene a creare sfocia nell'esplosione sonora della coda finale, lenta ed astiosa. Pochi artisti riescono, al giorno d'oggi, a creare un black tanto intensamente malinconico. Grande prova, davvero!
Si passa ora ad un classico dei Devilish Era: "Under The Aegis Of The Megathropist". La versione originale del brano è apparsa nel lavoro omonimo del 2004 e, più di recente, ha fatto registrare la sua presenza nella compilation della WarKult Productions "Evil Reigns Supreme Vol. 1". Ambedue i CD sono stati recensiti su Shapeless. Cosa potrei aggiungere in questa sede, che già non ho avuto modo di scrivere in precedenza? Si tratta di una canzone di valore, una delle migliori di questa one-man-band. I riff sono tutti azzeccati, sia quelli melodici che quelli dissonanti. Nella prima parte del brano ci sono più cambi ritmici. La seconda sezione è invece assestata su un'andatura decisa, epica. "Under The Aegis Of The Megathropis" è pregna di spirito battagliero; la sua risolutezza si oppone alla rassegnazione della title-track.
"Bemoaning The Loss Of Belligerent Atheists" altro non fa che confermare le novità stilistiche già avvertite in "The Deiphobic Syndrome". Ad una successione armonica tipicamente black viene alternato uno sviluppo melodico quasi ruffiano. L'esecuzione non è precisissima ma, come gli amanti del black ben sanno, non fa altro che accentuare l'aspetto istintivo della musica. A metà il brano rallenta, e la musica si fa nera come la gola dell'inferno. L'atmosfera di male palpitante prosegue per un bel po' di battute. Infine, il brano ritorna sui suoi passi. Si riparte da capo e la traccia si conclude sui buoni riff melodici.
E' ora il turno di "No God, No Icon Slavery". In questa canzone ritorna alla luce quella sensazione di disperazione totale che si era avvertita all'inizio del CD. Il ritmo è lento e costante. La musica, dissonante all'inizio, tende ad assestarsi su territori più melodici. Questa formula si ripete un paio di volte, prima che "No God, No Icon Slavery" si apra a tutta una serie di variazioni, il cui denominatore comune è l'assoluta intransigenza. La musica si fa sempre più difficile ed ostile; i cambi si succedono in una maniera del tutto irrazionale. L'interpretazione vocale di Lord Naggaroth è estrema. Tra tutte le tracce, è quella che più si risente dell'influenza immancabile dei mitici Zarach'Baal'Tharagh.
"Conjuring Up The Plague Of All Plagues" ci riporta su territori più tradizionali. La successione armonica non è particolarmente originale, ma dovrebbe appagare gli amanti del black ortodosso. Eppure, anche in questo caso, c'è un qualcosa di malsano che rende così avvincente la proposta dei Devilish Era. In più, questa canzone è la dimostrazione di come Lord Naggaroth non abbia dimenticato le sue radici. Un tributo al passato, sia della one-man-band che del genere musicale.
Le chitarre acustiche poste in apertura a "Conspicuous Bigotry Of Humbled Masses", creano un'atmosfera delicata, quasi pagana. E' quindi una conseguenza che i riff e la ritmica successive siano mossi da una verve epica. Musica e voce comunicano una sensazione di gelo annichilente. Nonostante il lungo titolo, la canzone è molto breve. E molto, molto semplice.
"Begrime The Tomb Of A Lunatic Saviour" vede seguire, agli arrembanti riff iniziale, una sezione cadenzata e cantilentante. L'arrangiamento è più scarno del solito. Chitarre e voce si aiutano reciprocamente a creare atmosfere squallide e pagane. Non si è lontani dai territori di un certo Burzum. La musica si conclude così, sulle sole note degli strumenti a corda. Se possibile, una canzone ancora più minimale di quella che l'ha preceduta.
Il CD si conclude con un'outro senza titolo, suonata dalle solite chitarre acustiche. "The Deiphobic Syndrome" abbandona l'ascoltatore in uno stato di introspezione. Il progressivo semplificarsi delle tracce, via via più corte e meno strutturate, lascia interdetti. Ad ogni brano, si ha sempre l'impressione di essersi lasciati qualcosa alle spalle. O meglio, di aver perduto qualcosa. L'inaridimento della struttura compositiva rappresenta l'inaridimento delle anime. Tutto questo è voluto da Lord Naggaroth, che con "The Deiphobic Syndrome" ha dato vita al suo lavoro più maturo. La sua creatura, i Devilish Era, stanno compiendo un prodigioso percorso evolutivo che, anno dopo anno, li vede in costante miglioramento. Talento e passione: ecco le formule vincenti!
Il CD è stato prodotto dalla Forgotten Wisdom Prod. . Può essere acquistato direttamente dalla band o visitando il sito dell'etichetta.
(Hellvis - Luglio 2005)

Voto: 8


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Mail Devilish Era: Devilishera@aol.com
Sito Devilish Era: http://devilishera.free.fr/

Sito Forgotten Wisdom Prod.: http://www.forgottenwisdomprod.fr.st/