DEVIATED PRESENCE
Eerie Sphere
Etichetta: Limited Access Records / Hardebaran
Anno: 2006
Durata: 75 min
Genere: death metal tecnico e melodico
Ho recensito l'album d'esordio dei Deviated Presence, "Fall's Passage",
nel maggio del 2004. A due anni esatti di distanza, eccomi qui a
recensire il nuovo lavoro della band tedesca. Racchiuso in una
suggestiva copertina rossastra, che ritrae quella che sembra la foto
sfocata di un cielo, "Eerie Sphere" è un CD che mi ha incuriosito sin
dal momento in cui l'ho ricevuto. Perché tutta questa curiosità? Beh,
per una buona serie di motivi. Nella mia recensione di "Fall's
Passage", ho affermato che i Deviated Presence fossero un gruppo
notevole e ricco di talento, le cui realizzazioni musicali erano
purtroppo penalizzate da un'eccessiva aderenza al modello Opeth. Dalla
prima all'ultima nota, "Fall's Passage" mi è sembrato un lungo tributo
alla band svedese! Sebbene i Deviated Presence mi fossero parsi
validissimi sia esteticamente che tecnicamente, non sono riuscito a
perdonargli la cronica mancanza di personalità. Le mie prime domande,
quindi, sono state queste: come suoneranno i Deviated Presence a due
anni dal loro ultimo album? Saranno ancora copie carbone dei vecchi
Opeth, o avranno sviluppato finalmente un loro stile?
Dando poi un'occhiata al libretto, otto pagine azzurrine con i testi
ben stampati, ho scoperto che la formazione è passata, nel frattempo,
da quattro a tre elementi. Il batterista Hartmut Stoof ha infatti
lasciato la band. La line-up attuale vede quindi solo più il
chitarrista, cantante e fondatore Felix Gebhart, il bassista Frank
Pinay ed il chitarrista/cantante Hubert Popiolek. A tenere il ritmo ci
pensa quindi una drum-machine, già utilizzata da Felix ai tempi in cui
i Deviated Presence erano una one-man-band. Questo mi ha fatto storcere
il naso sulle prime: ho sempre preferito batteristi in carne ed ossa!
Sono però consapevole del fatto che non sia affatto facile trovare
musicisti in grado di suonare una musica così complessa ed espressiva.
Dunque, con due anni di maturità in più ed un musicista in meno in
formazione, sarebbe lecito aspettarsi qualche cambiamento! Infatti,
qualche cambiamento fortunatamente c'è stato! Forse memori dei continui
accostamenti al gruppo svedese, Felix e soci hanno deciso finalmente di
camminare con le proprie gambe. Ho accolto la cosa con entusiasmo, come
un papà quando vede che il suo bambino sta smettendo di gattonare.
Certo, i passi sono ancora tentennanti e spesso ci sono dei tonfi per
terra, ma ogni piccolo progresso è una grande soddisfazione!
"Eerie Sphere" dura ben settantacinque minuti, suddivisi in otto
tracce (più una ghost-track). Si tratta di un lavoro ambizioso,
difficile, dalla fruibilità non facile. La prima volta che l'ho
ascoltato, mi ha immediatamente intrigato grazie alle trame complesse
suonate dalle chitarre e dal basso, all'alternarsi intelligente di
growling e cantato pulito, all'attenzione assoluta al particolare ed
all'arrangiamento d'effetto. Ho subito pensato: "Però, questa volta i
Deviated Presence hanno registrato un capolavoro!". In realtà, mano a
mano che l'ascolto è proseguito, mi sono reso conto di due cose. La
prima è che il gruppo tedesco ha fatto sì dei passi in avanti, ma non è
ancora maturato al 100%. La seconda è che "Eerie Sphere" non è un disco
facile da affrontare. "Hostile (Eerie Sphere Pt.1)", la canzone
d'apertura, dura la bellezza di dieci minuti abbondanti. Non è
velocissima, e di sicuro non è noiosa. E' ricca di sezioni molto
complesse, buoni assoli, cori con voce pulita e tante altre cose. E' un
brano generoso di sfaccettature ma... non è una canzonetta, ecco! Fin
qui, niente di male. Però, se si considera il minutaggio di altre
tracce, dai quattordici minuti di "Hope" ai dieci minuti e passa di
"Storm (Eerie Sphere Pt. 2)", è facile intuire come un ascolto
integrale possa risultare difficoltoso. Il mio giudizio su questo album
è stato quindi ridimensionato mano a mano che i minuti sono trascorsi.
In effetti l'attenzione dell'ascoltatore tende inevitabilmente a
distrarsi.
Prese singolarmente, le tracce sono tutte estremamente valide.
"Restart" e "Failure" sono brani molto violenti, che fanno doppia
coppia con "Circles" e "Caos". Sono meno ambiziosi e più fruibili della
tracce mastodontiche citate in precedenza, tra l'altro belle anch'esse.
Il fatto è che, messe così una di seguito all'altra, pesano come
macigni: per apprezzare "Eerie Sphere", ci vuole un minimo di
preparazione!
Gli ascolti successivi, comunque, mi hanno fatto conoscere
abbastanza bene questo lavoro. Gli Opeth non sono un ricordo, anzi,
fanno capolino ancora in quasi ogni traccia (perciò, la maturità è a
buon punto ma non è ancora completa!). Ma, a fianco degli svedesi, si
intuiscono ora altre influenze, non so se volute o meno. Molti passaggi
tecnici, soprattutto in occasione di vocals pulite, mi hanno ricordato
i Lunatic Gods periodo "The Wilderness", mentre i cori a due voci
sembrano ispirati ai Solefald di qualche anno fa. Il death metal
melodico e "versatile" (com'è definito dagli stessi artisti) è sempre
portato ai suoi limiti espressivi, assumendo in sé elementi black,
thrash, progressive ed anche jazz. Come esempio di duttilità, si
consideri "Rest": totalmente acustica, dall'ottimo utilizzo della
chitarra. Oppure la ghost-track, dove la voce del cantante è
accompagnata solo dal pianoforte.
La drum-machine non disturba più di tanto. Si sente che non c'è un
batterista umano, ed il suono non è il massimo, ma è stata programmata
molto bene. Con un batterista vero, comunque, tutto l'album ne avrebbe
guadagnato alla grande.
Le due chitarre svolgono un lavoro pazzesco, ed il basso non si
limita mai solo ad accompagnare. Ogni strumento ha il suo momento
solista, ed a volte le trame create sono molto, molto complesse. Mai
virtuose, ma tanto intricate.
Ottime le vocals distorte ed i coretti alla Opeth/Solefald. Un po'
meno invece la voce pulita, talvolta tentennante e dal timbro flebile.
Su di essa bisogna ancora lavorare.
A conti fatti, il trio tedesco ha dato vita ad un lavoro buono,
ricco di idee interessanti e promettente per il futuro. Un CD che
meriterebbe un voto molto alto, se non fosse per tanti piccoli
difettucci che lo ridimensionano. Ne ho scritto in precedenza, non è il
caso di rielencarli. A dire il vero, mi sento ancora indeciso se dargli
un 8 o un 7.5. Opterò comunque per questo secondo voto, anche se certe
trame musicali sono veramente geniali. I Deviated Presence possono dare
di più. Sono certo che, visti i miglioramenti, si ritaglieranno uno
spazio di tutto rispetto. L'importante è che continuino per questa
strada: personalizzando sempre più il loro stile e, magari, curando la
fruibilità delle canzoni. E se le canzoni fossero bellissime ma lunghe
e complesse, beh, dovrebbero considerare l'impostazione dell'album,
evitando di mettere tante composizioni pesanti l'una di fianco
all'altra, dando vita così ad un album-mattone.
"Eerie Sphere" è comunque un disco consigliato agli amanti della musica intelligente e del death metal melodico ed evoluto.
(Hellvis - Maggio 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Hubert Popiolek
Prinzerstr. 10
D-37073 Göttingen
GERMANY
Mail Deviated Presence: info@deviated-presence.com
Sito Deviated Presence: http://www.deviated-presence.com/
Sito Limited Access Records: http://www.la-records.com/
Sito Hardebaran Management & Promotion: http://www.hardebaran.com/