DEVASTER
Infernal March (Promo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 27 min
Genere: thrash metal


Come riporta la biografia allegata al CD, i Devaster nascono da una passione comune per il metal, in particolare per il thrash metal più vero... mai affermazione è stata più azzeccata.
Il CD è una vera e propria furia, e durante l'ascolto non vi dà un attimo di respiro.Un duro e puro heavy metal ci schiaccia con riff serratissimi, una batteria che non si perde un colpo tra rullate fulminee e tempi al cardiopalma, e una voce urlata e strozzata che si avvicina in alcuni frangenti agli Slayer. La band è chiaramente influenzata nel modo di comporre canzoni sia dai già citati Slayer, che da Sodom o Destruction; insomma sano e vecchio thrash anni ottanta! Sia chiaro, non siamo di fronte ad una band che ha inventato qualcosa, ma certamente la grinta e l'attitudine che tendono ad emergere ascoltando il promo è già qualcosa di incoraggiante. Le canzoni forse soffrono di un unico difetto, la lunghezza legata soprattutto alla dilatazione un po' eccessiva di assoli e strutture portanti che sembrano ripetersi all'infinito, di questo un chiaro esempio è la seconda traccia dove il solo finale (secondo me troppo lungo) si dilata eccessivamente con tanto di fade out. Se nella prima traccia, "The March" si capisce l'intento bellicoso e violento (musicalmente parlando... vero!!!) della band - l'intro né è un chiaro esempio -, nella seconda "Feverish Commando" queste idee vengono più o meno ribadite aggiungendo qua e là parti un po' più melodiche. La terza traccia "Persecution" invece è un piccolo gioiellino. I riff compatti della ritmica, le accelerazioni stupende e qualche black-scream, creano un muro sonoro invalicabile che sembra crollare solo nella parte centrale quando atmosfere più soft, donate da una chitarra acustica arpeggiata danno un attimo di sosta. Molto bello anche il solo melodico all'interno del pezzo, che ci riconduce alle parti veloci iniziali, veramente un grande pezzo, bravi!
Con la seguente "Infernal Evocation" si confermano le cose dette finora, senza infamia e senza lode; il pezzo dall'inizio molto "Kill Em All", con tanto di assoli con wah wah (Kirk Hammet docet!?), è l'ennesimo pugno in faccia che la band rifila all'ascoltatore.
La velocità come al solito è elevata e i riff non fanno prigionieri. Hardcore Thrash Metal (lo definerei!!!), con un finale che ammicca alla melodia pura, dove il bassista, finora schiacciato dalla produzione, che tende ovviamente a mettere in risalto chitarre e batteria, ci regala un paio di preziosismi.
Con "Necrothrash", ultimo pezzo, si sfiora l'arrangiamento black nella parte iniziale e si gioca ancora la carta melodica nella parte centrale. Non male come connubbio, poiché se inizialmente si è spiazzati per i riff un po' troppo monolitici e veloci, nella seconda fase la canzone si apre oltre a soluzioni melodiche anche ad un up-tempo con un buon riff da mosh estremo, per poi risfociare nella velocità pura che chiude il pezzo con un grandioso "urlettino" alla Araya... Sublime!!
Per concludere devo dire che la band mi è piaciuta; forse ci vogliono diversi ascolti per assimilare bene la proposta, che apparentemente sembra un po' troppo ripetitiva. Le idee, buone, ci sono... purtroppo ci sono anche un paio di ingenuità, come ad esempio la tendenza di tirare un po' troppo per le lunghe la canzone con gli stessi riff. Un consiglio, snellite gli arrangiamenti: se il riff dura otto battute, riducetelo a quattro, e non perdetevi più di tanto nei soli. La strada per il successo è lunga e il tempo per migliorare sicuramente ci sarà... che il metallo sia con voi!
(Hellcat - Agosto 2005)

Voto: 7


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