DESTYNATION
Rising Up

Etichetta: Sonic Age Records
Anno: 2006
Durata: 52 min
Genere: power metal


Le uscite della Sonic Age Records che ho avuto modo di ascoltare negli ultimi due anni mostrano un'etichetta con una mentalità abbastanza conservatrice, legata ai canoni estetici del metallo più incontaminato, figlio diretto degli anni '80. Anche per i Destynation il discorso non cambia: la band svedese, infatti, nonostante il periodo d'oro del genere sia già trascorso, si cimenta in un power metal piuttosto canonico, in linea con quanto fatto da innumerevoli altre band degli ultimi dieci anni.
I Destynation, formati da Anders Haggkvist (voce), Ronny Blylod (chitarra e tastiere), Daniel Niemann (chitarra), Patrik Nordendahl (basso) e Magnus Larsson (batteria), nascono dalle ceneri degli Eternia nel febbraio 2005: gli Eternia avevano già pubblicato un demo, "The Guardian Of The Treasure" nel 1999, un primo full-length, "Tales Of Power", nel 2002, e un MCD l'anno successivo, "Shadow Gate". Dopo questa prima fase della loro carriera, però, decidono di cambiare nome in Destynation, chissà, forse per non ricordare il pianeta di He-Man... Il risultato di questa nuova incarnazione è proprio "Rising Up", un album che se fosse uscito otto anni fa avrebbe potuto riscuotere un discreto successo, mentre adesso, purtroppo, si ritroverà davanti ad una strada tutta in salita, benché la proposta del gruppo sia comunque positiva.
La musica del quintetto è un discreto power metal a metà strada tra le formazioni tedesche meno rocciose e più melodiche, tipo gli Edguy di "Vain Glory Opera", e il tipico stile scandinavo di formazioni come Nocturnal Rites, Dream Evil e, in parte, anche Europe.
Le coordinate stilistiche, quindi, sono abbastanza prevedibili: la sezione ritmica si mantiene molto spesso su velocità sostenute, con frequente utilizzo della doppia cassa stile 'elicottero', le chitarre si intrecciano su melodie potenti ma sempre melodiche e catchy, mentre la voce di Anders si assesta sulle solite tonalità alte, con linee vocali di facile presa e ritornelli facilmente memorizzabili. Di tanto in tanto, poi, affiora qualche tappeto di tastiere, soprattutto nei pezzi più catchy e rallentati, mid-tempo adattissimi al contesto live grazie al loro incedere saltellante. I brani, più o meno, restano tutti ancorati a queste due tipologie: tra i pezzi sparati in doppia cassa troviamo le discrete "Shadowgate", "Back From The Dark" e "Thrashold Of Pain"; mentre per i mid-tempo vale la pena citare "Evil Tonight", " The Shadows Remain" e "Signs".
Insomma, i cinquantadue minuti di "Rising Up" scorrono senza problemi, però raramente (ma diciamo anche mai) fanno sussultare: il tutto è ben fatto, ben suonato, ben prodotto, ma un po' privo di mordente, di quella scintilla che riesce ancora a far funzionare un album power metal nel nuovo millennio. Così, se band come Nocturnal Rites e Firewind, pur senza stravolgere niente nel loro sound, danno vita a lavori freschi e attuali, i Destynation si accontentano di vivacchiare nel marasma delle band clone. Vedremo se sapranno uscirne col prossimo disco: per ora consiglio questo CD solo ai fan ultra conservatori.
(Danny Boodman - Settembre 2006)

Voto: 7


Contatti:
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Sito Destynation: http://www.destynation.com/

Sito Sonic Age: http://www.sonicagerecords.com/