DESTRUCTION
Release From Agony

Etichetta: Noise
Anno: 1988
Durata: 36 min
Genere: Thrash Metal


Continua l'epopea dei Destruction, ora arrivati al terzo album. Sulle spalle di questo disco grava l'onere di essere il successore dell'EP "Mad Butcher", a mio parere l'episodio migliore della discografia dei tedeschi. Chiariamo sin da subito che "Release From Agony" non è un lavoro che si può avvicinare al suo predecessore, pur essendo senza dubbio buono. Qui i Destruction sembrano meno ispirati, come nel successivo "Cracked Brain", facendo in modo che "Mad Butcher" resti un episodio isolato. Peccato, perché se avessero sviluppato lo stile dell'EP probabilmente ne avremo visto delle belle.
Ma cazzo, accontentiamoci di ciò che abbiamo tra le mani, e sistemiamo il disco sul piatto, please! Ad aprire le danze ci pensa una intro, "Beyond Eternity", con una chitarra dal forte sapore classicheggiante. Non c'è il tempo per distrarsi che subito subentrano gli stacchi della title-track, un brano veloce che si dimezza nel pre-ritornello con una potente doppia cassa, e diventa spigoloso nel refrain, ben puntualizzato da degli accenti sui piatti della batteria.
Il pezzo successivo mi manda in estasi! Trattasi di "Dissatisfied Existence", con un ottimo Olly dietro le famose pelli, che rullando ad incastri segue il riff iniziale. Proseguendo nella canzone, il tempo cambia spesso e con apparente facilità, dal mid della strofa al veloce ritornello. Belli anche gli assoli ad inseguirsi e duettare, come facevano un tempo i Judas Priest. Invece il brano seguente, "Sign Of Fear", è un po' noioso; pensate ad un inizio che fa ben sperare, con un solo di chitarra acustica, ma che si tramuta poi in un pezzo ben cadenzato per quasi 7 minuti.
Il tempo di girare facciata, che parte un altro dei miei brani preferiti dei Destruction, ossia "Unconscious Ruins". Pezzo molto vario, si passa dagli stacchi dell'inizio a degli assoli dannatamente veloci, a dei riff dal forte alone Bay Area (soprattutto Exodus). credetemi, un pezzo che più thrash non si può!!! Davvero bellissimo! Il disco poi prosegue con gli ultimi 3 episodi, non esattamente quelli che si possono definire "brani memorabili". Ciò non toglie che "Incriminated" sia tutto sommato un bel brano, che alterna momenti lenti ad altri veloci ad altri mid-tempo, molti dei quali scanditi dalla doppia cassa del buon Oliver Kaiser. Anche "Our Oppression" non è cattiva, un puro assalto frontale, con un coro nel ritornello preso pari-pari dai dimenticati Vio-lence.
La produzione dell'album è un passettino avanti a quella di "Mad Butcher", della serie non-male-ma-neanche-il-massimo. Ma va benissimo così com'è, ai Destruction servono suoni grezzi, infatti gli ultimi 2 dischi ("All Hell Breaks Loose" e "Antichrist") hanno una produzione potente ma fanno cagare! Nella copertina c'è disegnato un tizio al quale, non so perché, son stati trapianti gli occhi nei dorsi delle mani; è una cover davvero orribile!
Tirando le somme, "Release From Agony" è un disco che si lascia apprezzare senza eccessivi problemi. I Destruction hanno fatto certamente di meglio, però se già avete i lavori vecchi procuratevi anche questo qui, non fosse altro che per la title-track e per le memorabili "Dissatisfied Existence" e "Unconscious Ruins".
(Randolph Carter - Agosto 2003)

Voto: 8