DESTRUCTION
Live Without Sense
(live)
Etichetta: Noise
Anno: 1989
Durata: 57 min
Genere: Thrash Metal
Per ogni band che si rispetti ad un certo punto della carriera deve per
forza arrivare il disco dal vivo. E' stato sempre così e sempre sarà, non c'è
bisogno di citare gli illustrissimi esempi che tutti noi conosciamo. E
siccome i Destruction sono una band "che si rispetti", dopo 5 lavori in
studio, di cui 3 full-length e 2 EP, ecco il live. E che live, cazzo! Sì,
perché "Live Without Sense" non teme di uscire a testa bassa dal confronto
con album storici come "Live After Death", "Priest... Live!" e simili. E non
sto scherzando, semplicemente perché tutto in questo live è perfetto, dai
suoni, uguali a quelli in studio, quindi grezzi ma non caotici,
all'esecuzione dei brani. E' proprio questa combinazione che nobilita
quest'album, i Destruction appaiono al massimo della loro forma, e infatti non li
rivedremo mai più così! Dopo l'ultima, convincente prova in studio, "Release
From Agony", i 4 sono veramente al top della loro carriera. Dopo questo
disco, il bassista/cantante Schmier abbandonerà per poi ritornare molti anni più tardi, e i
Destruction rimasti annasperanno nel vano tentativo di risalire la china e
scuotere i kids dal disinteresse legato al mitico gruppo tedesco.
Che c'è da
dire su questo live? Ho già detto che la produzione è buona, e che
soprattutto l'esecuzione dei brani lascia stupefatti per precisione e grinta
profuse. E se questo non bastasse per convincere qualche scettico, al quale
il mio paragone con i classici live dei Maiden e dei Priest avrà sicuramente
provocato acidità di stomaco, c'è la scaletta dei brani proposti. E qui ogni
dubbio cade, perché siamo di fronte alla quintessenza del thrash europeo, a
canzoni che sono incastonate nella storia del genere estremo. Incredibile,
non c'è respiro in questa scaletta, ci sono TUTTI i classici, nonché i brani
più fighi, quelli che mi mandano sulla luna!
Si inizia con "Curse The Gods"
e si prosegue con "Unconscious Ruins". I battiti del mio povero cuore
intanto son saliti verso i 120. La terza traccia è "Thrash Attack", e qui ho
rischiato di spaccarmi le ossa pogando contro il muro! Poi è il momento di
"Invincible Force" (madonna!!!) e soprattutto di "Dissatisfied Existence";
iniziano le crisi epilettiche. Con la successiva "Reject Emotions" ho
rischiato un prematuro collasso, ma per fortuna son riuscito a resistere,
seppure con fatica e con iniezioni di morfina per calmarmi! Ma poi, cazzo,
quando parte "Eternal Ban" ogni resistenza è vana, il mio cuore batte
all'impazzata e iniziano i sintomi di un collasso cardio-respiratorio (come
quello di Fantozzi!). Collasso che arriva con "Mad Butcher": è
indescrivibile la potenza sprigionata quando parte il pezzo, dopo il riff
iniziale! Sentite il boato della folla! Mentre sono tra la vita e la morte,
accasciato nel pavimento della mia stanzetta, riesco ancora a sentire il
tema della "Pantera Rosa" sulla fine di "Mad Butcher", poi "Life Without
Sense", qualche giro della cover "In The Mood", "Release From Agony" e la
finale "Bestial Invasion", che mi riporta in vita come una scarica di
fibrillatore! (porca puttana, sei ancora vivo??? - nd teonzo)
Ho reso l'idea dell'immensità di questo live? Cazzo, spero di
sì! Stavo per morire!!! Nella copertina c'è il macellaio pazzo che gioca con
i fili dei Destruction ridotti a mò di marionette, mentre loro suonano asce
e mannaie! Che altro c'è da dire? Ah sì, che nell'edizione in vinile manca
"Thrash Attack"; insomma, è come se a Clint Eastwood in "Per un pugno di
dollari" mancasse un proiettile alla pistola!
(Randolph Carter - Agosto 2003)
Voto: 10