DESTRUCTION
Eternal Devastation

Etichetta: Steamhammer
Anno: 1986
Durata: 36 min
Genere: Thrash Metal


Secondo album per i tedeschi Destruction, che paiono ora finalmente maturati dalla proposta degli esordi. Se infatti i primi 2 lavori ("Sentence Of Death" e "Infernal Overkill"), per quanto importantissimi per il germogliare della scena estrema europea (sopratutto quella tedesca), erano comunque abbastanza ripetitivi e piatti (a parte qualche episodio), con questo disco Schmier e compagni ci consegnano un ottimo lavoro, molto più vario e strutturato dei precedenti.
Il compito di iniziare spetta a "Curse The Gods", brano che diventerà poi storico: un energico mid-tempo per spezzarci il collo a forza di headbanging! Bello anche il testo, una esortazione a dimenticarci "Allah, Buddha, Jesus Christ" e tutti questi idoli, frutto di menti bacate.
Le successive "Confound Games" e "Life Without Sense" dimostrano appunto il miglioramento che è avvenuto nel songwriting: non più 2 o 3 riff ripetuti all'infinito, ma grandi capacità nel variare soluzioni, da quelle veloci a quelle più ragionate. Rimane sempre forte l'influenza slayeriana, ma almeno cambia il metodo di concepire la forma canzone, con dei gradevoli cambi che senza dubbio mantengono viva l'attenzione. Anche "United By Hatred" non è da meno, con un assolo iniziale che mi ricorda sempre, guarda caso, l'inizio di "Captor Of Sin" degli Slayer, seguito da un solenne riffone, puntualmente scandito dalla batteria.
Ma viene ora il momento di "Eternal Ban", una delle song preferite dei Destruction per il sottoscritto! Bellissimo il mid-tempo del ritornello che spezza un brano prevalentemente veloce, grandioso quando dice: "United We Stand - Eternal Ban - Together We Are Strong - Eternal Ban". il testo parla infatti di noi metallari, con frasi del tipo "I am looking differently" o "I don't fit into the general rules". grande!!!
Menzione per il brano finale "Confused Mind", introdotto da un avvolgente arpeggio, ma che poi si fa molto molto veloce, con il riff portante ancora più figo. Insomma, un pezzo perfetto per chiudere un gran disco.
Direi che "Eternal Devastation" si può benissimo considerare uno dei migliori dischi dei Destruction, e non solo. Un album fondamentale, vitale per la scena estrema europea, che nel 1986 aveva già vomitato fuori qualche gruppo, ma che era in ogni caso alle sue prime urla. La produzione continua a essere grezzissima, sulla scia dei primi 2 dischi. Soprattutto il suono della chitarra è vomitevole, sembra il rumore di una vecchia motosega arrugginita! Anche la copertina è della serie "più thrash non si può", infatti ritrae una città minacciata da un tornado provocato dalle testoline dei 3 Destruction.
Che volete di più? Compratelo adesso, o, se già l'avete, andate ad ascoltarlo nuovamente!!!
(Randolph Carter - Agosto 2003)

Voto: 9.5