DESTRUCTION
Cracked Brain
Etichetta: Steamhammer
Anno: 1990
Durata: 37 min
Genere: Thrash Metal
Ci sono alcune band che si trovano costrette a sciogliersi all'apice del
successo, vuoi per cause non legate alla propria volontà (leggi: morte di
qualche componente), vuoi per mille altre situazioni.
Ma quanti sono quei gruppi che capiscono quando è il momento di mollare, per
lasciare di sé un ottimo ricordo, invece di infangare il proprio nome con
dischi merdosi? Veramente pochi, forse nessuno. Non l'hanno capito i
Metallica, i Megadeth, gli Slayer, i Sepultura, gli Iron Maiden, i Judas
Priest, i nostri Death SS... cazzo, non fatemi continuare, che mi vien voglia
di piangere!
Tra questi grossi nomi figurano anche i Destruction, per un
solo e semplice motivo: cosa sono i Destruction senza Schmier? Facile:
niente! E un disco come "Cracked Brain" lo dimostra ampiamente.
Terribilmente piatto, scialbo a dir poco, impastato, confuso, copione. Se
guardiamo all'illustrissimo passato dei tedeschi, uno dei primi gruppi a
suonare metal estremo in Europa e nel Globo, un album come questo è da
considersi una regressione da uno stato di semi-dei ad uno barbarico!
Il compito di sostituire Marcel Schmier tocca ad Andrè Grieder, cantante che
militava anche nei Poltergeist. La sua scelta non mi pare
del tutto azzeccata, a me la voce di sto qua, a metà strada tra uno Schmier
spento e un Mustaine degli inizi, non piace manco per il cazzo.
Ma le
canzoni sono quelle che preoccupano di più. Abbandonato ogni residuo di
melodia, anche di armonizzazione, il duo Sifringer/Wilkens si cimenta con
sonorità vagamente americane, che vorrebbero essere incisive ma che in
realtà creano un indigesto polpettone sonoro (ah?). Sentite come scopiazzano
gli Annihilator nel ritornello della title-track, o come avanzano pretese
alla Coroner su "S.E.D.", con parti (secondo loro) dispari; gli assoli non
c'entrano un cazzo, essendo una cascata di sweep senza cervello. Oppure,
udite udite! I Destruction che giocano a fare i primi Megadeth su "When Your
Mind Was Free". E che dire della cover "My Sharona"??? Meglio tacere! Forse,
tra la merda generale, possiamo salvare "Time Must End", dotata di ottimi
riff, e "Die A Day Before You're Born", dall'anthemico ritornello. Il resto
è totalmente mediocre, senz'anima. I Destruction si son ridotti a suonare
come una band thrash americana di Serie B, come tante ce ne sono state.
L'unica cosa veramente bella di questo
disco è la copertina, opera del maestro Andreas Marshall, in puro stile
Metal!
Dopo "Cracked Brain" i tedeschi modificheranno il monicker in
"Neo-Destruction", e continueranno più o meno con questa formazione
(cambiando cantante e, mi pare, anche chitarrista) per 3 ulteriori dischi,
ossia i 2 EP "Destruction" e "Them Not Me" (1994 e 1995), e il full-length
"The Least Successful Human Cannonball" del 1998. Il monicker storico verrà
rispolverato in seguito, quando nel 2000 tornerà Marcel Schmier e la
formazione ritornerà al trio degli esordi (il fido Mike Sifringer alla
chitarra e Sven Vormann alla batteria). Ritorno che puzza di mossa
commerciale, anche perché i tre si sono accasati presso la Nuclear Blast. E
anche perché i 2 dischi dopo il come-back, "All Hell Break Loose" e "The
Antichrist", fanno schifo!!!
Addio Destruction, è stato stupendo finché è durato, ma ora seppellitevi!!!
(Randolph Carter - Agosto 2003)
Voto: 5