DESTROY
Access Denied
(MCD)
Etichetta: Guardians Of Metal
Anno: 2003
Durata: 19 min
Genere: grindcore
I Destroy si sono formati oltre sei anni fa, per la precisione il 13 febbraio 1998. All'epoca il gruppo era un duo costituito da Armindo Jorge alla chitarra e voce e Raúl Filipe alla batteria. Negli anni sono entrati in formazione un altro paio di chitarristi, che in seguito sono stati allontanati. Uno di questi, Oscar Costa, ha anche partecipato alle registrazione del MCD "Access Denied", primo e ad oggi unico lavoro dei Destroy. In seguito la band è tornata ad essere un duo. Le ultime notizie riguardo il gruppo dicono che al momento è in corso la registrazione di un nuovo lavoro in studio.
Il MCD in questione è stato dapprima registrato nel 2002 ai Grave Studio, e quindi, dopo che la band ha firmato per la Guardians Of Metal, è stato pubblicato nel novembre dello scorso anno.
Sono presenti dieci canzoni di grindcore tradizionalissimo e abbastanza involuto, dai suoni sporchissimi. Dieci canzoni dirette, veloci e prive di tecnicismi, suonate con sincerità da tre ragazzi che hanno questa musica nelle vene. Nulla di nuovo, siamo dinnanzi alla solita mazzata, anche se stavolta l'operazione non è riuscita al meglio. Colpa, soprattutto, di una voce poco incisiva, confusionaria e monotona. La produzione grezzissima, invece, non penalizza eccessivamente questo lavoro.
Al di là di questo, "Access Denied" farà la gioia dei fan del grind, grazie alle sue accelerazioni secche e brucianti e a quei riff tipici del genere, semplici e con un gran tiro. Troviamo svariati stop and go, stacchi di basso, chitarra e batteria, giri al limite del crust e la classica canzone da tre secondi (intitolata "Kill Your Past"). La batteria non verte su ritmiche complicate, ma tutto sommato è sufficientemente varia e dinamica. Non ci sono variazioni sul tema, i pezzi si assomigliano abbastanza, come si è soliti nel genere, ma non così tanto. C'è spazio anche per una traccia abbastanza improvvisata e totalmente priva di una benché minima struttura, nella quale le chitarre si limitano a fischiare e giocare sulla distorsione, mentre il cantante urla qualcosa e il batterista improvvisa qualche ritmo spezzettato. Neanche in questo caso la band ricerca la tecnica, sia chiaro. Visto che la canzone si intitola "Chaos", i Destroy han pensato bene di lanciarsi in un'improvvisazione confusionaria e caotica.
Pure l'artwork è semplice ed efficace al pari della musica. Il colore dominante è il bianco. In copertina c'è un divertente fotomontaggio, frutto della sovrapposizione di una foto del pianeta terra con una mela marcia. Il libretto è di quattro pagine e non contiene i testi.
Da segnalare, infine, che il pezzo "Society Burns" è apparso anche nella compilation "Hellish Arts...#2", uscita per l'etichetta bielorussa Flaming Arts.
(BRN - Novembre 2004)
Voto: 7
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