DESPAIRATION
A Requiem In Winter's Hue
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2008
Durata: 58 min
Genere: rock malinconico
I Despairation sono una vecchia conoscenza di Shapeless e se vi va di
fare un giro nel nostro archivio troverete già il loro precedente
lavoro, "Music For The Night" (2004), recensito dal nostro MoonFish.
D'altra parte questo gruppo tedesco ormai è in circolazione da un
decennio e "Requiem In Winter's Hue", il loro quinto album, porta
avanti una formula fatta di stili diversi, stati d'animo multiformi e
influenze tra le più disparate.
Se rileggete le parole di MoonFish vedrete come la band aveva messo
davvero di tutto in "Music For The Night" e, anche se adesso la loro
musica è più omogenea, di certo non manca la varietà in questo nuovo
capitolo. Il CD si apre con "Kiss Of Ashes" e già possiamo iniziare a
tracciare le coordinate dei Despairation, che sembrano prendere la via
imboccata dagli ultimi Anathema e dai Porcupine Tree meno metallici, il
tutto riletto e cantato da un emulo di David Bowie. Il pezzo è
decisamente interessante, perché riesce ad essere malinconico e diretto
allo stesso tempo, con un buon lavoro di chitarra e un pianoforte che
per tutta la durata dell'album farà la differenza.
"A Lovelorn Requiem" viaggia più o meno sugli stessi binari ma, a parte
il ritornello, non presenta grandissimi spunti di interesse; al
contrario "The Man Who Ceased To Breathe" è certamente uno degli
episodi più riusciti: un bel lento, malinconico e arioso, con un
bellissimo intrecciarsi tra gocce di chitarra elettrica e un hammond a
dare un tocco vintage al tutto.
Continuiamo con "Musique De La Décadence" e "Farewell In Blue", due
pezzi molto diversi tra loro: nel primo la musica diventa quasi
ubriaca, con piano e batteria a dettare un ritmo sghembo e saltellante;
mentre il secondo è il classico brano malinconico che viene fotografato
perfettamente già dal titolo.
Le atmosfere dolci e cullanti continuano a farla da padrone anche in
"The Shallow Sea", una delicata ballata per piano e voce che sarà pure
la più classica delle canzoni, ma riesce a toccare le giuste corde del
cuore, e in "Letters From A Coffin", che resta in equilibrio tra la
mesta tristezza del lutto e sporadici interventi elettrici.
Ancora un paio di brani tutto sommato superflui, "Cathartic Revelation"
e "Humanity As A Child" (quest'ultima impreziosita da un bel violino) e
poi si arriva all'ultimo colpo di coda dei Despairation: "Lucid
Lullaby" è una lunga composizione di otto minuti che riesce a mettere
insieme il meglio di questa band, con arrangiamenti curati, ottime
melodie e atmosfere malinconiche.
"A Requiem In Winter's Hue", quindi, sembra un lavoro decisamente
più lineare del precedente, eppure sono ancora molte le idee che la
band cerca di convogliare nel proprio progetto. Tirando un po' le somme
devo dire di averlo ascoltato con piacere ma di non esserne stato
rapito: personalmente credo che il problema sia la sensazione di
incompiutezza che questo CD mi ha lasciato. È come se la band non
sappia ancora bene dove collocarsi, se giocare la carta dell'intensità
emotiva, cavalcando questo filone del rock più malinconico, oppure se
puntare a melodie quasi pop, di facile presa. Naturalmente non ci
sarebbe niente di male in nessuna delle due cose, così come un giusto
tra le parti; purtroppo, però, i Despairation sembrano ancora troppo
concentrati a giocare sulla forma, sugli arrangiamenti (spesso ottimi,
intendiamoci) e su tutti quegli aspetti che fanno da contorno alla vera
sostanza delle canzoni. Normalmente la colpa viene imputata
all'inesperienza, ma i Despairation ormai sono cresciuti, la loro
carriera avviata e quindi potrebbe essere questa la strada che vogliono
intraprendere. Nonostante questo, comunque, "A Requiem In Winter's Hue"
resta un lavoro piacevole e ben costruito: magari non cambierà la
storia, ma non merita nemmeno di essere lasciato a prendere polvere
sugli scaffali.
(Danny Boodman - Maggio 2008)
Voto: 7
Contatti:
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Sito Despairation: http://www.despairation.com/
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/