DESIRE
Locus Horrendus - The Night Cries Of A Sullen Soul...

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 69 min
Genere: doom/death metal


Mi arriva questo disco credendo fosse un demo, e invece si tratta di un album vero e proprio, autoprodotto dai finlandesi Desire. Almeno credo che siano finlandesi, visto che ci tengono a far notare (con un adesivo sulla copertina) che il CD è stato masterizzato presso i Finnvox Studios di Mika Jussila... Anche ascoltando l'album mi danno l'impressione di essere finlandesi. Poi apro il booklet e mi vedo la loro foto: ma che facce da portoghesi, sembrano i Moonspell!... Vado a vedere e... Sono portoghesi davvero!!! Tutto ciò non c'entra nulla con la recensione, ma era una cosetta simpatica che vi volevo raccontare.
Questo "Locus Horrendus" è la terza uscita dei portoghesi Desire (precedentemente noti come Incarnated, e prima ancora come Putrid Cadaver!!), che segue l'album d'esordio "Infinity..." ed il mini "Pentacrow". Non ho mai ascoltato prima questo gruppo, per cui non so farvi dei paragoni coi precedenti lavori, però posso dirvi come suona questo! Si tratta di un doom/death metal di stampo primordiale, come suonavano i primissimi Anathema (ma meno espressivi), come suonavano i primissimi Celestial Season (ma meno ricercati), come suonavano i primissimi Decoryah (ma meno floydiani), come suonavano i primissimi Thergothon (ma meno putridi). Entrando nel dettaglio, il disco si apre con un'intro in stile horror, molto teatrale, un po' banale ma di sicuro effetto, a cui segue un campionamento dal film "Hellbound - Hellraiser II" ("No! It is not hands that call us... It is Desire!") ed inizia una carrellata di brani lunghissimi, riccamente elaborati e saturi di disperazione. La voce di Tear (tutti i membri del gruppo hanno pseudonimi simili: Tear, Mist, Tempest, Ashes e Flame!) recita i propri testi con molto trasporto, passando con non-chalance da growling marcissimi (e talvolta effettati) ad uno screaming soffocato, al tradizionale recitato afflitto e patetico (in senso buono).
Gli arrangiamenti di chitarra, basso e batteria sono drammatici, romantici e sontuosi, e rispondono esattamente ai canoni tipici del genere, anche nel suono e le tastiere di Ashes conducono pomposamente le orchestrazioni, ed in questo mi ricordano un po' le tastiere di "Wolfheart" dei Moonspell (ecco il Portogallo!). I brani sembrano essere il seguito di un concept iniziato in qualche album precedente, visto che nel booklet i brani vengono numerati a partire dal Capitolo VIII, ed i testi parlano tutti (tutti!!!) di aspirazioni amorose frustrate, di abbandoni e di privazioni affettive... Insomma, presentano tutti i sintomi di un innamoramento grave, come buona parte dei testi del genere! Ricorrono (forse è questo l'elemento principale del concept) citazioni da poesie del loro connazionale Fernando Pessoa (certo che se fossero stati davvero finlandesi, di Pessoa gli sarebbe fregato poco!...), che viene anche ritratto nell'ultima pagina del booklet. Booklet che si presenta davvero ricco, con tutti i testi rigorosamente in corsivo e con bagliori diffusi... Le immagini a corredo rappresentano alberi morti, mari in tempesta, corpi femminili avvolti da veli, nubi minacciose, antiche partiture in decadimento e dell'immancabile arte funeraria. Il tutto, ovviamente, in bianco (ma domina il grigio) e nero. Penso che sarebbe bastato descrivervi il booklet per farvi capire che musica conteneva questo CD! Ah, dimenticavo la copertina, che raffigura un corvo (i corvi sembrano essere un'altra ossessione della band!) che spicca il volo da dei rami secchi.
Credo di essere stato chiaro sui contenuti di questo disco, e che dopo aver letto questa recensione saprete se doverlo ricercare disperatamente o evitarlo come la peste. Si tratta di un vero proprio esercizio di stile doom/death dei primi anni '90! E forse è proprio questo il peggior difetto dell'album: è un genere piuttosto datato ed abusato che viene riproposto nel 2002 esattamente come sarebbe stato proposto allora. Intendiamoci, il disco si mantiene su ottimi livelli, però manca quel qualcosa in più che mi permette di esaltarmici o di nominare un brano preferito. Per questo non me la sento di dar loro un 8, ma un 7 e mezzo sì!
(MoonFish - Settembre 2002)

Voto: 7.5


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Sito internet: http://crowshelter.net/