DESECRATION
The Valley Of Eternal Suffering (MCD)

Etichetta: Zasko Lab
Anno: 1993
Durata: 19 min
Genere: techno-death


Questo MCD è l'unica uscita discografica dei romani Desecration. Occhio che questi sono i Desecration di Roma ed ormai sono sciolti da tempo, e non vanno quindi confusi con il gruppo brutal di Genova o con l'altro gruppo brutal straniero (al momento non ricordo di dove sono questi ultimi).
In TVOES sono comprese 6 tracce, che nell'ordine sono: una intro, 2 canzoni, un intermezzo ed altre 2 canzoni. Lo stile è un techno-death cadenzato con degli assoli neoclassici. Sicuramente i Desecration erano influenzati dai DEATH di "Human" e dai Pestilence di "Testimony Of The Ancients", ma erano riusciti a sfornare delle canzoni molto personali grazie all'uso degli assoli di stile neoclassico, una caratteristica che purtroppo non è più stata seguita da nessuno, a parte i tedeschi Necrophagist (ma questi sono più brutal che techno-death).
Tutte le canzoni sono molto complicate, soprattutto grazie all'ottima sezione ritmica, che riesce a creare delle trame belle incasinate senza andare su tempi iperveloci. Il batterista Gaetano suona delle parti molto tecniche ma senza strafare, visto che le canzoni mantengono un bell'impatto; il bassista Fabio fa delle cose spettacolari, passando dagli accompagnamenti suonati con la distorsione, a parti in slap e anche ad assoli, quindi non si può certo dire che sia monotono! Anche il lavoro delle chitarre è ottimo, visto che si scambiano sempre il ruolo rincorrendosi continuamente, e riescono sia a sparare dei riff violenti di puro death metal sia a lanciarsi in assoli neoclassici. La voce è un buon growl, molto gutturale, anche se purtroppo la pronuncia non è perfetta. Il risultato finale è un death metal intricato e cadenzato, con delle parti tirate che spingono la gente a fare headbanging, ed anche delle parti melodiche date dagli assoli neoclassici e dall'uso sporadico delle tastiere.
La produzione è molto buona e con dei suoni sono molto puliti, e regge tranquillamente i 10 anni di età. La confezione è buona, visto che nel libretto sono compresi tutti i testi, e l'immagine di copertina è un bel disegno che rappresenta il titolo.
In conclusione consiglio agli amanti del techno-death di cercarsi questo lavoro, visto che il risultato finale è ottimo, e si tratta anche di un lavoro con una propria personalità e che non scopiazza quanto fatto dai maestri del genere. Anche questo "The Valley Of Eternal Suffering" fa parte della serie di MCD di gruppi death italiani usciti a metà anni '90, ed è sicuramente uno dei migliori 3 assieme a quelli dei Thy Nature e dei D-Form. Purtroppo questi 3 gruppi non hanno inciso altre uscite ufficiali, ed è un vero peccato. Comunque possiamo sempre goderci quel poco che hanno fatto.
P.S. Mi ha scritto un ragazzo di nome Fabrizio (che ringrazio) informandomi che in seguito alla pubblicazione di questo MCD 2 componenti lasciarono il gruppo, e poi i rimanenti decisero di cambiare nome in D-Form, quindi gli autori di questo "The Valley Of Eternal Suffering" e quelli di "Art Of Thinking" vanno considerati come lo stesso gruppo. Chiedo scusa per questa cappellata ma non avevo mai fatto caso che chi suonava nei D-Form aveva suonato in precedenza nei Desecration...
P.P.S. (05 Gennaio 2003) Ho appreso ora che i Desecration si sono riformati, per ulteriori informazioni consultate il loro sito linkato sotto.
(teonzo - Agosto 2002)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito internet: http://www.jurij.net/desecration/




Periodo: metà anni novanta. Luogo: Italia. Cosa: metal estremo costruito secondo architetture varie e stimolanti. Destino: maledetto. Facile riassumere l'essenza di una scena florida e promettente che ci siam fatti scappare quand'era il momento e che ora rimpiangiamo su questi mini che potete trovare sparsi per la zine. Dopo i Thy Nature, i Desecration erano senza dubbio i migliori della truppa, capaci di un death decisamente vario, a cui non mancava nulla: potenza, melodia, tecnica, eterogeneità, intensità, e poi c'erano gli assoli in stile neoclassico, che non si sentono, in questi territori, quasi da nessuna parte. Ma, come detto, la sorte è quella che è, confidiamo almeno che il capitolo D-Form non abbia lo stesso epilogo.
(Orion - Settembre 2002)

Voto: 8