DESCENDING DARKNESS
Gevatter Hein
(Ristampa)
Etichetta: Ashen Productions
Anno: 2008
Durata: 44 min
Genere: black metal
Nelle ultime settimane sto ascoltando tantissimo black metal, di tutte
le qualità. Dall'avanguardia all'ortodosso più ignorante e primitivo.
Lo sto ascoltando sia per motivi professionali, sia per piacere
personale. Gli austriaci Descending Darkness hanno incontrato quindi un
periodo favorevole, per capitare tra le mie mani. Il gruppo, fresco
fresco di contratto con la Ashen Productions, ha confezionato un CD
d'esordio tradizionale sin dalla copertina. Gli intenti musicali del
gruppo sono chiarissimi, anzi, scurissimi! Nessuna concessione alla
moda, e nemmeno all'alta fedeltà. D'altro canto, la stessa Ashen
Productions li presenta come "probabilmente il gruppo black metal più estremo e rozzo mai emerso dall'underground austriaco".
Ci sarà da crederci? Beh, come dicevo l'artwork non lascia tanto spazio
all'immaginazione. Bianco e nero di rigore, un teschio che fa capolino
tra le foglie morte, un libretto di due pagine privo di testi ma
recante un'immagine di cadaveri ammucchiati, e zero informazioni.
"Gevatter Hein" è, in realtà, una specie di ristampa. E' il CD
d'esordio degli austriaci, ma in pratica riprende pari pari il demo
omonimo del 2002, pubblicato come autoproduzione in cassetta. Prima di
quel demo, gli austriaci avevano pubblicato il demo "Descending
Darkness", uscito nel 2001 a tre anni dalla formazione della band.
Forse il lettore avrà storto il naso leggendo che il materiale
presente nel CD risale al 2001/2002. A conferma comunque che il gruppo
sia realmente attivo, è atteso per il 2009 un MCD che sarà intitolato
"Blutrausch".
Comunque, lasciamo da parte il futuro, è concentriamoci su
"Gevatter Hein". A quanto pare, le tracce sono state suonate da Arngrim
(strumenti) e Gevatter (voce). Non saprei dire se all'epoca ci fossero
altri musicisti ma, sinceramente, non è che la cosa rivesta una grande
importanza. Il black degli austriaci, infatti, è così mal prodotto e
anticommerciale che ogni particolare risulta secondario. Che siano in
due o in cinque, la cosa è poco evidente dalla musica, dato il suono
zanzaroso, superdistorto e rovinato dal fruscio. Le parti vocali sono
state incise sicuramente in un secondo tempo, e la cosa si sente dalla
differenza fra i volumi. E, insomma, qui ci troviamo di fronte al più
classico prodotto di black ortodosso che si possa immaginare, secondo i
canoni ormai in voga in questo sottogenere. Quindi, il lettore avrà già
indovinato che questa è un'uscita che può piacere o far schifo. Senza
una via di mezzo. E' inutile, di fronte ad un disco di questo tipo,
giudicare in termini assoluti, o tirare in ballo chissà quali paragoni.
Questo è un genere che va giudicato secondo i suoi criteri, dato che è
chiuso in sè stesso. Molti recensori, soprattutto nelle riviste
musicali italiane, fanno paragoni balzani tra i prodotti di questo
genere e le altre uscite musicali del mese, senza che ci sia un legame
fra i generi. Chi suona questo tipo di black, non ha alcuna intenzione
di essere personale, originale, creativo, tecnico, ben prodotto. No.
Chi suona black metal ortodosso vuole semplicemente ricreare un certo
tipo di sonorità. E rivolge la sua musica ad un pubblico ben
determinato, che in questo genere trova espressa la propria ideologia,
il suo amore per l'oscuro e tutto ciò che è di nicchia, la sua
nostalgia per i tempi del tape-trading (magari mai vissuti
effettivamente) e così via. Pertanto il voto finale che assegnerò al
CD, dovrà essere inteso solo relativamente all'ottica black ortodossa.
Tanto, i detrattori odieranno questo disco a prescindere, ma preferisco
essere chiaro comunque.
"Gewatter Hein" è un viaggio lungo quarantaquattro minuti nel
black più cattivo e misantropico, scandito da ben otto tappe. Queste
canzoni sono tutte di buona fattura, e spesso e volentieri la chitarra
accenna a riff veri e propri, alternandoli quindi alle solite
successioni armoniche. La voce passa dal growling profondo stile
Beherit e Profanatica, a grida più acute, rese lancinanti dalla cattiva
registrazione. Una registrazione pessima, ma che comunque risulta
ascoltabile secondo gli standard del genere. Certo, i suoni sono più
lividi e sicuramente violenti. Ed il tutto suona così underground.
"Gevatter Hein" è un prodotto tipico del suo genere. Oscuro,
violento e malato. Culto per alcuni, tormento per altri. Non un'uscita
per tutti, com'è ovvio.
Non c'è molto da scrivere, a dire il vero. Se per caso foste dei
frequentatori di questo genere, beh, i Descending Darkness non sono tra
i peggiori, perchè le loro canzoni sono variegate, interessanti, non
eccessivamente ripetitive. Ecco, non sono mai troppo minimali. Amano
donare una certa vivacità alle loro canzoni, che preferiscono
dimostrarsi aggressive ed arrembanti anzichè deprimenti e suicide.
Di conseguenza, un'uscita di buon livello che sicuramente
appassionerà gli amanti del black ortodosso, privo di fronzoli e di
compromessi.
(Hellvis - Gennaio 2009)
Voto: 7
Contatti:
Mail Descending Darkness: Descending_Darkness@gmx.net
Sito Descending Darkness: http://www.descending-darkness.net/
Sito Ashen Productions: http://www.ashenproductions.net/