DER HENKER
Annihilation In Blasphemy
Etichetta: Haarbn Productions / Evil Distribution
Anno: 2008
Durata: 43 min
Genere: black metal
Der Henker è un musicista italiano, noto tra i fan del black metal per
aver suonato con i norvegesi Massemord. "Annihilation In Blasphemy" è
il suo primo lavoro solista, pubblicato dalla Haarbn Productions. Nel
libretto di otto facciate non ci sono notizie relative alla
registrazione, però troviamo stralci dei testi accostati a immagini di
natura, o di esplosioni atomiche. Il senso di inquietudine comunicato
dalle foto del libretto, in rigoroso bianco e nero, è confermata dalla
copertina: una pila di teschi abbandonata in un paesaggio desertico,
con i corvi che banchettano sui resti. In un lato, due monaci hanno lo
sguardo rivolto ai teschi.
Der Henker si è occupato in prima persona della voce e delle
tastiere, ma per questo suo primo lavoro si è avvalso di parecchi
ospiti. Ecco quindi, dai Massemord, Lord Hastur Warmachine alla
batteria e l'altro italiano Mike Barren alla chitarra. Dagli
Svartskogg, Disease al basso ed al piano e Forrykt alle backing vocals.
Infine, sempre alla chitarra, Herr Sykdom dei Sykdom (non quelli di
Arendal, gli altri).
A parte quindi Der Henker e Mike Barren, tutti gli altri musicisti sono norvegesi.
Il disco è aperto dall'introduzione di rito, che sfocia nella
title-track. Il suono delle chitarre è gelido, la batteria è distante.
La voce è un digrigno aspro ed ostile. Il ritmo non è veloce, però ha
un certo dinamismo. La canzone è abbastanza lineare, costruita su
successioni armoniche minimali e malinconiche. Stilisticamente, questa
canzone è legata alla tradizione del black metal scandinavo, ed ha
pochi spunti realmente personali. Si segnala comunque l'utilizzo della
tastiera, che arricchisce l'arrangiamento senza appiattire
eccessivamente il suono.
L'utilizzo delle tastiere assume un ruolo più consistente in
"Shapeless Abyssal Void", una canzone profondamente diversa dalla
precedente. Anche in questo caso, il ritmo non è veloce e, addirittura,
in molti passaggi rallenta ulteriormente, creando un'atmosfera morbosa.
Der Henker si dimostra un artista duttile, in grado di dare espressione
alla propria musica, ma anche capace di passare con tranquillità da
urla aspre ad un gutturale rabbioso. Il pianoforte, ma soprattutto il
modo in cui viene utilizzato, mi ha ricordato vagamente il primo
Morgul.
"Inhuman Breed Of Death", sin dalle sue prime battute, appare come
una traccia intensa. Il suono è molto comunicativo, sia nei momenti più
arrembanti che nei rallentamenti. Il black puro della parte iniziale,
assume diversi sviluppi nel corso della composizione. Le successioni
armoniche lasciano spazio a riff propriamente detti, ad un sound più
pesante caratterizzato sia dal timbro delle chitarre, sia dal tipo di
vocalizzi. Vi è sempre, comunque, un ritorno al riff principale. Molto
accentuate le influenze thrash, soprattutto verso la fine. Si segnala
un buon lavoro della chitarra solista.
Un po' più scontata è "The Realm Of Ice", una canzone dai tratti
fortemente pagani e viking. Ritmo deciso e fiero, riffing tipicamente
nordico come da copione. Non discuto sul potenziale evocativo del
brano, però è stato composto sui clichè tipici del genere. La canzone
risulta prevedibile sin dal titolo, ahimè. Meglio la seconda parte, dal
suono più pieno, che però non riesce a guarire "The Realm Of Ice" dalla
sua banalità. Non che sia malfatta, no... però da un artista come Der
Henker sarebbe lecito aspettarsi di più.
Una virtuosa melodia barocca suonata dal pianoforte apre
"Demonized". La canzone è violentissima, distruttiva, un vero assalto!
Black rabbioso, ben realizzato, suonato con la giusta attitudine. Si
segnala anche un rallentamento melodico, che rende più varia la
struttura della canzone, e fa da giusto contraltare alla violenza cieca
delle battute iniziali. "Demonized" conferma nuovamente l'eclettismo di
Der Henker.
Lenta e morbosa, "Suicide" mette in mostra il lato più oscuro
dell'artista. Non si tratta, come il titolo potrebbe suggerire, di un
brano costituito da melodie tristissime. Piuttosto, il lento scorrere
della musica è vivacizzato dal lavoro nervoso della tastiera, che
alterna note lunghe ad altre corte e staccate. L'effetto è straniante e
malato. Bella canzone.
"Aa Drepe Og Skrike" ha un ritmo lento, ed è un brano black dalle
suggestioni pagane. Il lavoro delle chitarre è sicuramente più
interessante rispetto a quello di "The Realm Of Ice". La canzone si fa
apprezzare per la sua capacità espressiva.
"The End..." è una canzone triste e pesante, molto espressiva
grazie anche al lavoro della tastiera. Der Henker si dimostra capace di
creare atmosfere suicide molto convincenti, con la consueta perizia.
A chiudere il CD, proprio una cover dei Massemord: "Demon Storm".
"Annihilation In Blasphemy" è un lavoro interessante e vivace. Pure
troppo vivace direi, visto che Der Henker ha messo tantissima carne al
fuoco. Le canzoni infatti sono diversissime le une della altre, e se
questo è sintomo di un invidiabile eclettismo, dall'altro porta con sè
gli svantaggi di un sound non personale. Infatti, è difficile dire
quale di queste canzoni rappresenti meglio lo spirito di Der Henker: si
passa con nonchalance dal viking di "The Realm Of Ice" al black puro
della title-track, dalla ballata suicida "The End..." alla misteriosa
"Inhuman Breed Of Death". Probabilmente, l'artista ha realizzato questo
CD sfogando liberamente la propria creatività, senza badare tanto ad
una coerenza di fondo."Annihilation In Blasphemy" quindi va preso ed
apprezzato per la sua spontaneità, senza tanta puzza sotto il naso.
Rimando giudizi più severi in vista del prossimo album, nel quale sarà
lecito aspettarsi una maturazione consistente.
Per ora, apprezziamo questi quaranta minuti e più di buon black metal.
(Hellvis - Maggio 2008)
Voto: 7
Contatti:
Sito Der Henker: http://www.myspace.com/derhenkermetal
Sito Haarbn Productions: http://www.haarbn.com/
Sito Evil Distribution: http://www.evildist.com/