DEPTHS OF DEPRAVITY
Insensible Extinct Mechanical World

Etichetta: Terranis Productions
Anno: 2006
Durata: 34 min
Genere: brutal death metal


Alcune etichette riescono sempre a sorpendere per la qualità delle proprie pubblicazioni. L'ungherese Terranis Productions è una di queste, e questo CD dei Depths Of Depravity non fa che confermare la cosa. Il gruppo in questione si è formato nel 1996 con il bel nome di Brutal Masturbation, da un idea di Laszlo Spirk (chitarra), Zsolt Menyhart (basso) e Peter Jakab (voce). Attorno a loro suono ruotati vari musicisti. Un demo ha visto la luce nel 1999.
L'arrivo del batterista David Gregus ha permesso alla band di trovare stabilità e, nel 2000, il gruppo ha deciso di cambiare nome. La scelta, Depths Of Depravity, sembra omaggiare i Suffocation: se non erro, c'è una canzone intitolata così in "Pierced From Within". Comunque, nel 2002 il gruppo ha esordito finalmente su album con l'autoprodotto "Into The Decay". Questo lavoro ha ottenuto un buon successo di critica, subito consolidato con una serie estenuante di concerti.
Nel settembre del 2005, il gruppo è entrato nello Home Studio di Bertalan Domby, per registrare il suo secondo full-length. "Insensible Extinct Mechanical World", questo è il titolo della nuova fatica, ha subito convinto la Terranis Productions, che si è offerta di pubblicarlo.
"Insensible Extinct Mechanical World" è in possesso di una copertina molto professionale, raffigurante un miscuglio di immagini e colori inquietanti, appropriata allo stile della band. Il libretto, di otto pagine, riprende grosso modo l'artwork della copertina, e contiene tutti i testi nonchè una foto della band.
E' presente anche la copertina del vecchio album "Into The Decay"... Perchè? Semplice! Data la qualità dell'album d'esordio, e la sua difficile reperibilità (è un'autoproduzione), il gruppo e l'etichetta hanno deciso di riproporlo nella sua interezza come bonus, in formato mp3! Una scelta a mio avviso intelligente ed interessante, anche perchè mi ha permesso di valutare l'evoluzione stilistica dei Depths Of Depravity.
La prima cosa che salta all'orecchio, è l'estremizzazione della proposta del gruppo ungherese. La musica si è fatta più brutale, nervosa ed intricata. La qualità di registrazione, oltretutto, tende a rendere i suoni maggiormente secchi, abrasivi, mentre in "Into The Decay" le sonorità risultavano smussate. Questo non toglie che l'album del 2002 fosse un lavoro veramente interessante! Canzoni come l'inquietante "Angel", la potente e velenosa "Living Dead" e l'ottima "In Your Shade" sono tre esempi (su otto) di come i Depths From Depravity fossero abili già quattro anni fa. Eppure, in questo nuovo lavoro il quartetto non si è limitato a riproporre quegli schemi vincenti, ma ha provato a cambiare. Ecco che quindi i tempi si sono velocizzati, talvolta in maniera furiosa. Ecco che il gutturale di Peter si è fatto più marcio, con le backing vocals isteriche di David sempre più presenti. Ma non è solo questo. I Depths Of Depravity hanno cercato nuove soluzioni musicali, hanno provato addirittura a sperimentare (vedi "Unescapable"), nel difficile tentativo di proporre un qualcosa di nuovo in un genere abusato come il brutal death metal. Il risultato si è rivelato soprendentemente convincente! Le dieci tracce del CD mettono in mostra un potenziale creativo inesauribile, e fanno ben sperare per un futuro roseo! Sì, non si tratta di una pietra miliare del brutal death europeo, ma è comunque un album di uno spessore notevole! Non annoia, sorprende, stimola tanti ascolti! La proposta musicale del gruppo è complessa, talvolta addirittura arzigogolata ("Reflect"), ma non scade mai nell'esibizione. Certo però che i musicisti non sbagliano un colpo: picchiano, si infuriano, ma il suono rimane sempre compatto e gli interventi puntuali. Gran tecnica quindi, ed idee fresche. In generale, le canzoni sono molto veloci e sanguinarie, faccio alcuni esempi: "On The Land Of Hate", "Lying In Stain" (dagli inaspettati inserti melodici), "Scars In Sense" e "For An Empty World". Questi sono i titoli degli episodi spaccaossa. Ci sono poi tracce più lente, sebbene questo aggettivo vada preso con le pinze. "Buried Alive", almeno l'inizio di "Unescapable" e "The Releasing Resignation" sono tracce inquietanti, negative, oscure come non mai. La struttura complessa include anche accelerazioni frequenti, ma nel complesso queste canzoni hanno una spinta meno distruttrice. Non vorrei comunque che il lettore intendesse questo termine nell'accezione di "caotico". No, no. Anche nei momenti più furiosi, i Depths Of Depravity mantengono sempre saldo il controllo di tutto. Ogni singolo passaggio è studiato con una precisione maniacale. Questo permette all'ascoltatore più attento di apprezzare l'album a lungo, perchè è una fonte inesauribile di sorprese. Ma permette anche al quartetto di creare arrangiamenti sopraffini, mai banali, da ascoltare e riascoltare. Due su tutti? Quelli di "Awake" e di "Unescapable". In questi casi il gruppo "osa" addirittura utilizzare suoni morbidi, e si notano influenze progressive, sorpattutto nella seconda canzone.
"Insensible Extinct Mechanical World" è un lavoro molto interessante, ed i Depths Of Depravity appaiono ricchi di talento. Per gli amanti del brutal death metal, un gruppo da scoprire! Il CD può essere acquistato direttamente dal sito del gruppo a soli 12$ spese postali incluse.
(Hellvis - Luglio 2006)

Voto: 8


Contatti:
Depths Of Depravity
Mosonmagyarovar
Kormos Istvan ltp.10
H.9200
HUNGARY
Mail Depths Of Depravity: depthsofdep@freemail.hu
Sito Depths Of Depravity: http://depthsofdepravity.tk/

Sito Terranis Productions: http://www.terranisproductions.hu/