DEMON
Night Of The Demon
Etichetta: Carrere (recensita la ristampa su CD della Record Heaven - 2001)
Anno: 1980
Durata: 45 min
Genere: NWOBHM
Un'intro davvero orrorifica introduce l'ascoltatore in questo disco, uno dei masterpiece della NWOBHM, suoni spettrali e una voce dell'oltretomba creano l'atmosfera della notte del demone.
Gruppo inglese nato nel finire degli anni '70, che con l'esordio del 1980 rielabora le lezioni di Deep Purple e di certo hard rock a forte caratura melodica per generare un metal di stampo classico e impreziosito di barocchismi, frutto della vena molto ispirata del chitarrista Spooner, e circondato da un'aura di malvagita' (il cantante Hill era solito presentarsi ai concerti con una maschera da capro).
Night of the Demon e' una vera e propria gemma, che brilla per la presenza di canzoni fantastiche, sulle quali e' la chitarra da far padrone, tra riffs aggressivi e veloci (la title track, Decisions), cadenze trascinanti (Big Love), atmosfere sognanti (Father of Time), assemblando ritmiche abbastanza intricate sulle quali inserire cameo e assoli di pregevole fattura, il tutto secondo un gusto melodico tutto particolare.
I pezzi seguono la forma canzone, delegando a Spooner e a Hill il ruolo di far decollare la musica, toccando picchi altissimi con Liar, Big Love (dal refrein davvero accattivante) e One Helluva Night; insomma un disco imperdibile per chi ama la musica trasudante di melodia da tutti i pori, secondo le linee tracciate da Saxon e dai gia' citati Purple.
(Melix - Febbraio 2002)
Voto: 7.5
Un gran bell'album di sano hard-rock, la band ha
realizzato un disco d'esordio più che dignitoso, proponendo delle composizioni
musicali di tutto rispetto, accompagnate da strumentisti
capaci nell'inserire spontaneità e venature blues in ogni traccia del
disco.
(metalchurch - Aprile 2002)
Voto: 9
Un ottimo esordio per la prolifica band inglese (che io continuo
a considerare hard rock piu' che nwobhm). La title-track e'
un classico, e tutto l'album e' di quelli da ascoltare senza mai
stancarsi. Avrebbero in seguito prodotto lavori altalenanti come
qualita', alcuni molto buoni altri decisamente trascurabili,
ma questo disco e' uno dei capolavori minori del rock duro, che
chiunque dovrebbe ascoltare per capire cosa vuol dire scrivere
canzoni compatte e incisive, e soprattutto ognuna con la sua
identita'.
(Mork - Aprile 2002)
Voto: 8