DEMOLITION HAMMER
Epidemic Of Violence
Etichetta: Century Media
Anno: 1992
Durata: 39 min
Genere: thrash/death
Dopo due anni tornano i newyorkesi Demolition Hammer col loro secondo album "Epidemic Of Violence". La formazione è rimasta invariata rispetto all'album precedente, mentre lo stile si è spostato verso il death metal, come d'altronde era tendenza all'epoca. Il risultato finale è un thrash/death diretto e sparato, che può essere accostato a quanto facevano i Sepultura, ma soprattutto li paragonerei agli Epidemic di "Decameron" ed ai No Return di "Contamination Rises".
L'album comprende 9 canzoni, di cui una è un breve intermezzo strumentale. Come era successo per il precedente "Tortured Existence", anche stavolta i Demolition Hammer non perdono un colpo per tutta la durata dell'album: pestano come dannati dall'inizio alla fine, senza cadere in parti ripetitive e mantenendo alta l'attenzione dell'ascoltatore. Le canzoni sono un po' più raffinate rispetto al loro esordio, nel senso che si sentono dei miglioramenti esecutivi da parte del gruppo, specie negli assoli, che stavolta sono molto più curati e precisi. Vinny Daze alla batteria conferma quanto di buono aveva fatto, legnando ancora più violentemente. I riff sono più cupi e serrati, più sullo stile death appunto, ma anche stavolta non ce n'è uno sotto la media. Il basso resta quasi sempre in secondo piano, ma contribuisce a fare muro. La voce è rimasta simile a quella di "Tortured Existence", è sempre un vocione grezzo ed urlato, forse un pochettino più rauco.
La produzione è molto buona, hanno cambiato lo studio ed il produttore, ma il risultato finale è adattissimo al genere, con dei suoni potenti e spaccaossa. La copertina rappresenta degli scheletri impalati a fianco di un muro crollato (presumo buttato giù dal "martello della demolizione", hehehe), sullo sfondo c'è una gradinata poco rassicurante. Il libretto contiene i testi, che parlano di violenze, carneficine e spappolamenti vari.
In conclusione, con questo album i Demolition Hammer hanno aumentato la violenza ma hanno mantenuto l'alta qualità delle canzoni. Nemmeno stavolta siamo di fronte ad un capolavoro storico, non c'è niente di originale, resta però un album ottimo, senza sbavature né indecisioni. Se vi piace il thrash/death allora dovete averlo nella collezione, il godimento è assicurato! Personalmente non saprei dire quale sia il miglior album tra i primi due dei Demolition Hammer, un giorno preferisco uno, il giorno dopo l'altro... va a momenti! Sono due ottimi album di genere, quindi per par condicio 9 anche a questo.
(teonzo - Luglio 2003)
Voto: 9