DEMIMONDE
Mutant Star
Etichetta: Epidemie Records
Anno: 2000
Durata: 43 min
Genere: avantgarde black
Questo è il secondo album dei Demimonde (il primo era autoprodotto e fu stampato solo su MC), un gruppo ceco che ci propone una sorta di black metal d'avanguardia, poco black e tanto d'avanguardia. Il riferimento principale per quest'album secondo me è sicuramente "La Masquerade Infernale" degli Arcturus, sia come attitudine che come stile. Quindi troviamo del black metal miscelato a musica classica, voci operistiche sia maschili che femminili, parti psichedeliche, parti elettroniche, parti derivate dalla musica araba, parti melodiche, e molto altro. Un bel calderone poco definibile, se non appunto come figlio de "La Masquerade Infernale", e senza molti punti di riferimento, visto che ci troviamo di fronte a 5 canzoni della durata minima di 6 minuti, tutte molto intricate e senza un vero filo conduttore. La line-up è composta da 6 elementi: chitarrista solista, bassista, chitarrista ritmico e cantante, tastierista, cantante ragazza (veramente gnocca!!! hehehehe) e batterista.
Nello stile dei Demimonde trovano spazio tutti gli strumenti senza far emergere nessuno di questi: il continuo alternarsi di stili e miscele diverse fa in modo che ognuno abbia il suo spazio, e che si possa mettere in evidenza quando serve per poi tornare al servizio della canzone. La varietà è il punto focale su cui si basa l'album: la batteria passa da parti in doppia cassa martellante a parti tranquille suonate coi piatti ed i tom, le chitarre passano da fraseggi arabi a parti in puro stile black, le voci usano praticamente tutti gli stili possibili (pulito, lirico, growl e screaming), le tastiere usano una vasta gamma di suoni (dal piano a suoni elettronici tipo musica techno-dance da discoteca). Se da una parte questa enorme varietà è un pregio, dall'altra risulta essere un difetto, perché in alcuni punti (pochi per fortuna) non capisco bene dove vogliano andare, non credo lo sapessero nemmeno loro...
La produzione è molto buona, con dei suoni puliti e mixati a perfezione. Manca la potenza delle iper-produzioni, ma in fin dei conti va benissimo così. La confezione è molto carina, con un'ottima grafica ed una bella immagine di copertina fatta al computer. Nel libretto sono compresi anche i testi, ma purtroppo in alcuni punti si fa fatica a leggerli. Nel CD c'è pure una sezione ROM veramente ben curata, con un sacco di immagini e notizie sul gruppo, dei video in cui li si vede suonare nella sala prove (una vera cantina, yeah!) e gli mp3 del loro primo album "The Warrior's Poets" (che era un gothic sullo stile dei primi Theatre Of Tragedy), insomma tanta manna!!!
In conclusione questo è un album che punta tutto sull'originalità e sull'eterogeneità. Il secondo obiettivo l'hanno centrato in pieno, il primo per me non proprio. Ho comprato questo CD dopo aver letto in giro varie recensioni entusiastiche per l'originalità dell'album, a me onestamente non sembra ci sia nulla di nuovo, dopo aver sentito "La Masquerade Infernale" degli Arcturus, i primi due dei Solefald, "Theli" dei Therion, "Enchiridion" dei Will 'O' Wisp, e soprattutto gli immancabili Celtic Frost (credo sia impossibile fare metal d'avanguardia senza subire la loro influenza), non mi sembra che questo album abbia detto nulla di nuovo rispetto a quelle opere. Comunque sia, resta un lavoro suonato e registrato molto bene, quindi molto godibile. Se vi piacciono gli Arcturus ed i Solefald fateci un pensierino, ne vale la pena, a patto che non vi aspettiate qualcosa di clamorosamente nuovo.
(teonzo - Settembre 2002)
Voto: 8
Contatti:
Pavel Pavlik
Habova 10
Praha 5, 155 00
CZECH REPUBLIC
Mail: demimonde@centrum.cz
Sito internet: http://demimonde.sinister.cz/
Sito mp3: http://www.musicserver.cz/
Altro filone sensibilmente hot del momento (e che presto soppianterà
l'mtv-shit-pop - come no) è quello del black d'avanguardia, ma come la stessa
etichetta ricorda, essenziale è il saper andare al di là di qualsiasi schema
di maniera. I Demimonde in questo riescono sì e no, mescolando tutta una
serie d'influenze d'ampio raggio: alcune linee melodiche sanno di folk e
soprattutto sanno di buono, i registri cambian pelle in continuazione, le
tastiere creano senza parsimonia e, in mezzo a certi elementi elettronici un
po' plastificati, eccone di brillanti. Ma ciò che diventa decisivo è
stabilire che farsene del santino dei "più grandi" (Celtic Frost e loro
progenie - Therion - sono ingombranti), io direi di riporlo in un cassetto e
di muoversi del tutto con le proprie gambe.
(Orion - Ottobre 2002)
Voto: 7.5