DEMETRA SINE DIE
Council From Kaos
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2008
Durata: 46 min
Genere: alternative dark metal
La My Kingdom Music è da sempre un'etichetta attenta a portare sul
mercato dei progetti intelligenti, diversi e fuori dalla norma;
progetti che, con i loro alti e bassi, hanno il pregio di cercare una
via personale, in modo da ritagliarsi un proprio spazio in un mondo
sempre più frammentato e, allo stesso tempo, omologato. Anche i Demetra
Sine Die appartengono a questa categoria e, pur avendo ben presenti le
radici che portano al loro sound, il loro "Council From Kaos" resta uno
di quei lavori che vivono sul confine, tra generi ed atmosfere diverse.
La band nasce nel 2003 per mano di Marco Padeddu (voce, chitarra)
e Marcello Fattore (batteria), a cui poi si aggiungerà Adriano
Magliocco (basso). Dopo qualche anno di gavetta i Demetra Sine Die
arrivano alla pubblicazione di un primo demo eponimo, seguito ora dal
debutto vero e proprio. "Council From Kaos" è un lavoro che al suo
interno riesce ad unire realtà molto diverse: tra le note delle otto
canzoni troviamo l'approccio cerebrale e progressivo dei Tool, ma anche
la malinconia umbratile dei Katatonia e degli Anathema. Questa alchimia
è sicuramente uno dei punti di forza del lavoro, anche se, a conti
fatti, non sempre la band si dimostra capace di gestire questa formula.
Di questo, comunque, ne parleremo dopo: adesso invece cerchiamo di
definire un po' cosa potrete trovare in "Council From Kaos".
Le composizioni dell'album sono tutte piuttosto omogenee; variano
d'intensità e colore, ma la struttura resta quasi sempre la medesima.
Grande importanza viene data al fattore ritmico, con la batteria a
costruire uno scheletro dinamico e potente, con suoni caldi e quasi
'tribali' (in questo mi hanno ricordato i Deadsoul Tribe di "The Dead
Word"); allo stesso modo anche il basso e la chitarra ritmica seguono
molto bene questo andamento, giocando su suoni grassi e profondi, quasi
stoner. Quello che non mi convince, invece, è la voce di Marco, che
cerca di conferire intensità e sofferenza alla sua performance con uno
stile che, alla fine, risulta troppo impostato e recitato, perdendo di
spontaneità.
Fin qui, comunque, va tutto bene e la formula sembra reggere, però
con il trascorrere dei minuti il meccanismo si inceppa e il disco perde
di mordente. Molto probabilmente la causa e quella omogeneità di cui
parlavo, fatto sta che la seconda metà del disco pesa molto di più
della prima, portando un certo senso di noia durante l'ascolto. Ecco
quindi che i difetti che, prima, sembravano le normali asperità di una
band che sta collaudando il proprio stile, ben presto si fanno più
insistenti creando un certo disagio. I riferimenti alle altre band
sembrano più marcati, la voce convince meno e anche i riff diventano un
po' più ripetitivi. Forse è solo una sensazione, ma resta il fatto che
in un lavoro pienamente riuscito questo non dovrebbe accadere.
Va da sé che, come sempre accade in questi generi che lavorano molto
sulle atmosfere, lo stato d'animo con cui si procede all'ascolto può
sempre fare la differenza e non nego che molti amanti delle band citate
potranno trovare molti spunti interessanti nei Demetra Sine Die; però
comunque la sensazione è quella di avere a che fare con una band ben
avviata verso una propria individualità, che deve ancora affinare
quelle sfumature e quella cura negli arrangiamenti che potranno fare la
differenza. Ciononostante brani come l'iniziale "Blood And Water",
"Ethik" o "Dilemma" restano decisamente al di sopra della media.
(Danny Boodman - Maggio 2008)
Voto: 7
Contatti:
Mail Demetra Sine Die: demetrasinedie@yahoo.it
Sito Demetra Sine Die: http://www.myspace.com/demetrasinedie
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/