DEINONYCHUS
Warfare Machines
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2007
Durata: 33 min
Genere: black apocalittico e doomeggiante
Non credo servano parole per introdurre Marco Kehren e il suo progetto
Deinonychus. Si tratta ormai di una realtà stabile del panorama
black/doom internazionale, e questo "warfare Machines" sigilla per la
terza volta il connubio con l'etichetta italiana My Kingdom Music. Per
l'occasione, Marco è coadiuvato da ospiti di tutto rispetto: Giuseppe
Orlando (Novembre) alla batteria e Jürgen Bartsch (Betlehem) al basso.
Marco si è occupato come al solito del microfono e delle chitarre.
L'immagine sulla copertina cartonata del promo in mio possesso, mostra
dei soldati in piedi vicino ad un ordigno bellico. Su uno sfondo
ocra-giallastro, con le grinze tipiche di una fotografia invecchiata,
l'immagine dei soldati compare come un gioco d'ombre.
Il disco è stato registrato allo studio The Outer Sound, sotto la supervisione dello stesso Giuseppe Orlando.
"Krematorium" apre questa danza macabra. Dai titoli delle canzoni e
dallo stesso titolo dell'album, è facile intuire come Marco Kehren
abbia rivolto la sua attenzione al tema della guerra e dell'aggressione
nazista. "Krematorium" è una sorta di introduzione, dove alle bordate
del gruppo al gran completo risponde il gutturale feroce del cantante.
Non c'è melodia, nè uno sviluppo. La nota suonata è sempre la stessa,
mentre rimangono costanti i fischi delle chitarre distorte. Il finale,
con Marco che sbraita: "There's no God to witness this relentless horror" è da brividi!
"Carpet Bombing" parte in maniera abbastanza vivace, sempre
nell'accezione con la quale questo termine possa essere applicato alla
musica di Deinonychus. Alla sezione principale cadenzata, ma
dall'incedere testardo, segue un passaggio più movimentato, con la
batteria in blastbeat. Il lavoro delle chitarre è abbastanza semplice,
ma di buon gusto, mentre trovo ottima la prova alla batteria di
Giuseppe Orlando. Le urla di Marco sono rabbiose e disperate come non
mai.
"Manoeuvre East" ci porta su territori più lenti e deprimenti. Ci
troviamo di fronte ad una ballata suicida, dove le successioni
armoniche di derivazione black prendono il posto dei riff fatti e
finiti di "Carpet Bombing". La canzone poi procede in tutta una serie
di variazioni sul tema, e a poco a poco acquisisce in intensità.
Malinconia e disperazione procedono a braccetto.
"NaPolA" ha una ritmica regolare e distesa, e la melodia è di più
facile presa rispetto ai brani precedenti. C'è anche spazio per un
coretto pulito, in questa breve descrizione dell'indottrinamento
ariano. Con i testi, e lo specifico perchè in ambito black è sempre
meglio essere chiari, Marco denuncia gli orrori della seconda guerra
mondiale e del regime nazionalsocialista in Germania.
"MG-34" parte in maniera violentissima, con un blastbeat
devastante e urla viscerali. Il testo stesso esprime un'aggressività
palpabile, nella sua descrizione di un soldato gettato in mezzo alla
battaglia. Anche questa composizione, come le precedenti, è
contraddistinta da una certa semplicità strutturale, e quasi
sicuramente anche esecutiva. Però i Deinonychus sono il perfetto
esempio di come si possa scrivere buona musica senza chissà quali
artifici tecnici o di arrangiamento. Questo perchè Marco Kehren sà
scrivere belle canzoni, una qualità che non è da tutti. Tra l'altro,
l'ottima qualità di registrazione dona all'album una potenza
invidiabile. Bella canzone, comunque, questa "MG-34".
"False Flag" avanza con un ritmo testardo e incisivo, quasi
marziale. La tensione comunicata è spaventosa, anche grazie alle
leggere dissonanze che rendono il tutto così negativo. Comunque sia,
come sono i belli i passaggi in cui la ritmica cessa il suo avanzare, e
rimangono solo le note di chitarra ad accompagnare la voce! Ecco,
queste sezioni vibrano di puro spirito doom. Un doom funereo,
mastodontico, che riporta in mente quanto ha fatto il gruppo in
passato. E' troppo bello lasciarsi stritolare dalle spire di queste
sonorità, anche se presto il ritmo torna a farsi teso e meno regolare.
Ottimo brano.
"Nerve Agent" è una traccia oscura, negativa, ostile. Il testo
narrato è amaro, e di un realismo raggelante. Le parole recitate da
Marco potrebbero essere le medesime di qualunque vittima di attacchi
con i gas nervini. Presto le urla del cantante prendono il posto della
voce narrante, ed il suono si fa più corposo e cattivo. In seguito, le
due interpretazioni si alternano, mentre gli strumenti insistono con il
loro incedere lento e malefico. Questa traccia mi ha riportato indietro
nel tempo, ai primi anni '90. Si tratta forse del brano più
tradizionalmente black funereo di tutto il CD. Ha richiamato alla mia
mente un artista molto noto della Norvegia di quegli anni. Non lo cito
perchè sarebbe inutile farlo, e perchè richiamare nomi così lontani nel
tempo sarebbe stupido. Però mi ha ricordato molto le composizioni più
lente e disperate di quell'artista.
Di una lentezza distruttiva, "Morphium" chiude il lavoro con il
suo spirito deprimente, e le sue atmosfere apocalittiche. E'
impossibile non restare annichiliti dalle sensazioni comunicate dal
sussurro del cantante, dalla pesantezza della chitarra e dal ritmo
monolitico. Si è schiacciati da tanta pesantezza. Una sigla di chiusura
ideale, sulle immagini di un mondo desolato, vuoto, tra rovine,
macerie. I titoli di coda di un apocalisse.
Gran bel disco, questo nuovo lavoro di Deinonychus. Non porta
chissà quali innovazioni sulla scena, sebbene ci presenti un
songwriting più vivace del solito. Però è un lavoro valido, capace di
comunicare sensazioni e suonato alla perfezione. I testi sono forse un
po' didascalici, però stanno bene nel contesto e traggono vantaggio
dalla bontà della musica. "Warfare Machines" non potrà deludere i fan
di Deinonychus, e nemmeno tutti quelli che apprezzano il black lento,
funereo e dalle tematiche apocalittiche.
L'ennesima buona uscita per la My Kingdom Music. Avanti così!
(Hellvis - Gennaio 2008)
Voto: 8
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Sito Deinonychus: http://wwww.deinonychus.net/
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/