DEINONYCHUS
After The Rain Falls... An Empty Sky Remains

Etichetta: Guttural Records
Anno: 1993 (uscita originale, recensita la versione del 1996)
Durata: 27 min
Genere: Black Metal


Si tratta della stampa su CD limitata a 1000 copie, uscita nel 1996, del demo registrato nel 1993 di questa particolare one man band (oramai non più) olandese, incentrata sulla figura di Marco Kehren, in arte Odin. Odin è autore di tutte le musiche e liriche, canta e suona tutti gli strumenti, ad eccezione delle tastiere, affidate a John Bartels, e le co-vocals, ad opera di Sephiroth (Occult). La proposta musicale è catalogabile come Black Metal con tocchi sinfonici, dovuti alla presenza delle tastiere, ma questa definizione non mi soddisfa appieno, il progetto Deinonychus si distingue nettamente dal resto dei gruppi black, ed è anche per questo che sono in pochi ad apprezzare i primi lavori di questa band, e tra quei pochi ci sono io.
La produzione è essenziale, come l'esecuzione, il suono impastato e marcio, le vocals di Odin terrificanti, lamentose e agghiaccianti. Se avete presente lo screaming di Burzum, potete farvi una vaga idea: Odin infonde nelle sue vocals una disperazione ed angoscia veramente ineguagliate, è incredibile come riesca a modulare e far vibrare la voce, anche nelle parti in chiaro (una sorta di parlato che denota una infinita tristezza e sofferenza). Ho letto recensioni in cui si bollavano i suoi primi lavori come inascoltabili per via del cantato...
Il MCD inizia con una intro strumentale di tastiera, molto semplice, dal feeling cupo e leggermente epico. Segue "A Throne On My Long Awaited Desires", introdotta da urla disumane. E' un pezzo molto veloce, ed è quello che denota i maggiori contatti con il black metal. Come nei pezzi successivi, Odin e Sephiroth si alternano nelle vocals, creando un muro sonoro squarciante, che non dà tregua all'ascoltatore. Le tastiere sono sempre in sottofondo e non guidano mai l'evoluzione del pezzo. La successiva "I, Ruler Of Paradise In Black" è decisamente più lenta, con le tastiere maggiormente in evidenza, ad intrecciare scale molto oscure. Il testo è all'insegna della blasfemia più totale. Lenta anche "A Shining Blaze Over Darkland", dal lavoro di chitarra più incisivo. Anche qui molto d'effetto il doppio cantato, particolare che contraddistinguerà anche alcuni pezzi del primo album, "The Silence Of December". Conclude "Tears Will Flow", una semi-strumentale molto bella adattata da un'opera lirica suppongo: suona una orchestra con cori inizialmente, sulla quale si inserisce un arpeggio e le vocals sussurrate di Odin.
E' un lavoro di non facilissima reperibilità vista l'edizione limitata, ma tuttavia ugualmente consigliato, Odin riesce a tramutare la sofferenza e angoscia in musica come pochi.
(Killer - Gennaio 2003)

Voto: 8


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