DEICIDE
Deicide
Etichetta: Roadrunner
Anno: 1990
Durata: 33 min
Genere: Death Metal
Questo è il primo lavoro della terribile band capitanata dall'oscuro Glen Benton, personaggio controverso e ambiguo della scena Death Metal floridiana dei primi anni '90.
Nati dalle ceneri degli Amon alla fine degli anni '80 (con la quale furono registrati i primi demo), questi quattro 'bravi' ragazzi uscirono nel 1990 con un disco dalla ferocia inaudita.
La carriera di questa band è stata caratterizzata da un'aura di malvagità e di amore/odio da parte degli estimatori di questo genere, a causa dell'atteggiamento oltranzista del suo leader, famoso per la croce rovesciata marchiata a fuoco sulla fronte e per la sua passione per la vivisezione di poveri animaletti. In ogni caso l'iper satanismo portato agli estremi (che col passare del tempo ha reso i Deicide sempre più noiosetti e ridicoli) non influisce sul valore indiscusso della band, che assieme a Morbid Angel, Death, Malevolent Creation e Obituary, ha rappresentato un valido punto di riferimento per la musica estrema made in Usa.
Il lavoro in questione è una poderosa mazzata di Death Metal selvaggio e brutale e va preso per questo, per la sua immensa cattiveria e per la potenza senza compromessi.
Le canzoni si snodano su ritmiche tiratissime e violente, con rallentamenti cadenzati e rapide velocizzazioni sincopate che saranno il marchio infernale anche nei lavori successivi.
L'atmosfera che si respira ricorda gli Slayer e i primissimi Dark Angel, in chiave ancora più distruttiva, grazie alla voce particolarissima di Glen, roca e profonda ma non troppo, con l'alternanza di vocalizzi striduli, in alcuni casi aiutati penso da qualche tipo di effetto che lo fanno ruggire come un demonio uscito dall'inferno!
La produzione è grezza, marcissima, e a seconda dei casi può essere un pregio come un difetto, a me il disco piace parecchio, è bello tosto, con il suo sapore thrasheggiante che risulta sempre vincente.
Che altro dire? I Deicide sono la Death Metal band più satanica e cattiva di questo pianeta, a tratti un po' ripetitiva, ma sicuramente quest'album vi farà sbatacchiare allegramente la testa!
(Muad'Dib - Maggio 2002)
Voto: 9
Quest'album è fondamentale sia per la sua portata storica che per la carica che il gruppo è capace di trasmettere, pezzi come "Lunatic of God's creation" o "Dead by dawn" rimangono devastanti a distanza di anni, nessun death metaller può prescindere da questo disco.
(Hatebreeder - Maggio 2002)
Voto: 9
Il disco più vario dei Deicide, dove Benton offre la prestazione che
preferisco, e anche quella più varia e "demoniaca". Intrecci di growl
alti e scream che si alternano, si rincorrono, viaggiano insieme,
latrati, ringhi, insomma si impegna molto per dare al tutto
un'atmosfera musicalmente infernale, non c'è dubbio che questo sia il
disco che puzza di zolfo, a differenza degli altri. Tempi non
velocissimi, chitarre improntate al trapassamento, riff come pugnali
girati e rigirati nella carne, assoli di chiara derivazione Slayerana
e ottimo drumming che aumenta la potenza del disco, altrimenti
relegata in secondo piano rispetto all'aggressività e alla
taglientezza (grazie anche ai suoni secchi e decisi). Difficile
sceglierne uno tra i primi 3 del gruppo, comunque questo è da avere.
(bist - Giugno 2002)
Voto: 9
Anche Glenn Benton è un bel personaggino. La filosofia che abbraccia ad ogni
livello la musica dei Deicide ha caratteristiche fortemente rigide ed
oltranziste, filosofia che si rispecchia appunto nel sound stesso della
band, ossessivo, compatto, saturo, energico, ma per il sottoscritto fin
troppo monocorde. La loro scelta di reiterare costantemente la stessa
formula non può che produrre fan accesi e detrattori convinti, difficile
sistemarsi nel mezzo. Questo lavoro d'esordio è così l'unico che apprezzo,
seppur minimamente.
(Orion - Luglio 2002)
Voto: 6