DEFECT DESIGNER
Wax
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2009
Durata: 50 min
Genere: death metal tecnico e moderno
I Defect Designer sono un gruppo proveniente dal cuore della Siberia
(precisamente dalla città di Novosibirsk), nel quale sono coinvolti
Dmitry Sukhinin dietro il microfono, Kirill Skorobogatov e Paul Popov
alle chitarre, Victor Komarov alla batteria e Paul Grivin al basso.
Dopo la pubblicazione del promo "W", datato 2007, il gruppo ha deciso
di fare le cose sul serio andando a registrare l'album di debutto
addirittura ai famigerati Hertz Studio, ai quali si sono affidati
gruppi del calibro di Vader, Behemoth e Decapitated. Deve essere stata
una spesa davvero ingente per il quintetto, vista la distanza che li
separa e tenuto conto del basso costo della vita in Siberia. Il
risultato tiene fede alla fama degli studio polacchi, anche se
personalmente lo trovo troppo perfettino e leccato e, a volte, poco
versatile, tanto che in certi frangenti più rilassati il suono mi pare
fin troppo potente.
L'album è composto da ben dodici brani di roccioso e moderno death
metal. Pur non proponendo nulla di innovativo al 100%, i Defect
Designer tentano di ritagliarsi un proprio spazio ricorrendo a
partiture atipiche e a un approccio vagamente progressive. Il gruppo si
dimostra abile nel creare un tessuto sonoro stratificato, nel quale le
chitarre svolgono compiti diversi, rendendo lo stile poliedrico,
contorto e ricco di poliritmie. Anche in fase di assolo i chitarristi
si dimostrano creativi ed estrosi. Il basso si fa notare per merito di
una certa indipendenza rispetto alle chitarre, concedendosi pure
qualche fugace attimo da solista.
La voce di Dmitry è grave e profonda, forse l'elemento più estremo
se si considera il CD nel suo insieme. La batteria, molto precisa,
passa dai classici tempi death ad altri più particolari, che si
adattano bene alla musica. Le chitarre, invece, mescolano spesso
influenze e generi anche molto diversi, passando per parti ora pesanti
e lente, ora veloci, ora melodiche. Si tratta, comunque, di una melodia
stravagante, difficile da etichettare.
I Defect Designer hanno dalla loro un bagaglio tecnico di tutto
rispetto, che permette loro di disimpegnarsi bene attraverso ritmiche
complesse e canzoni molto dinamiche. Alla band, però, manca ancora
qualcosa. Nel corso di questi dodici brani, infatti, incontriamo
passaggi poco comunicativi, nel quale il gruppo sembra puntare più che
altro alla tecnica fine a se stessa e a sfornare qualcosa di personale
a tutti i costi, che però tende ad annoiare e far perdere il filo.
Prendiamo, ad esempio, le tracce d'apertura, "Stillborn" e "You Are No
More": in esse, gli armonici sono presenti in quantità esagerata, a tal
punto da far sospettare una certa mancanza di fantasia, ma soprattutto
svuotano i riff della loro carica. Inoltre, anche dopo tanti tanti
ascolti, per la maggior parte questo album non riesce ad entrarmi in
testa. Per quanto ci sia una certa varietà di riff e soluzioni,
ascoltando "Wax" d'un fiato sono davvero pochissimi i momenti che
saltano subito all'occhio. Tutto l'album sembra scorrere sulla medesima
falsariga dall'inizio alla fine. Bisogna porre davvero molta attenzione
a quello che i nostri amici russi stanno suonando, perché la loro
musica non è affatto facile ed istintiva. Nel complesso, le canzoni
risultano omogenee, così tanto da sembrare fin quasi troppo simili,
anche se di fatto non lo sono punto. Il problema principale sta nella
mancanza di immediatezza. Non c'è un riff uno che abbia un tiro
sufficiente da smuovere l'ascoltatore. I Defect Designer sono bravi,
bravissimi nel prendere di sorpresa l'ascoltatore, a non offrirgli
punti di riferimento mescolando continuamente le carte, ma questa loro
attitudine, alla lunga, si rivela una pericolosa arma a doppio taglio.
Non è detto che tutti siano disposti a stare al gioco, e sicuramente ci
saranno quelli che si stancano subito e gettano la spugna, delusi dalla
mancanza di canzoni aggressive e di facile presa.
Posso indicarvi alcuni brani che ho apprezzato più di altri, anche
se in fin dei conti è solo questione di gusti: "Heads", l'alienante
Choice Cuts" e "Almost Ready" (quest'ultima termina sulle note di una
diffusa canzone da stadio, non chiedetemi come mai!!!).
"Wax" è destinato ad incontrare i favori incondizionati degli
amanti del metal cervellotico ad ogni costo, contrapposti alle critiche
di coloro che in esso non vedranno altro che un unico, monolitico
blocco di riff privi di significato.
Secondo me, il gruppo ha delle potenzialità, delle doti rare, ma
dovrebbe riuscire a mantenere sempre alto il livello d'interesse nei
confronti di ciò che sta suonando. Se i Defect Designer si
dimostreranno capaci di stregare l'ascoltatore con musica non solo
tecnica, ma anche deviante, delirante, subdola, allora li vedremo
compiere un salto di qualità immenso. Per ora, "Wax" è e rimane un
album eclettico, che potrebbe suscitare l'interesse di una ristretta
cerchia di fan (incuriositi, magari, anche dalla provenienza geografica
del combo).
(BRN - Febbraio 2010)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Defect Designer: http://www.myspace.com/defectdesigner
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/