DEDKOR
Dedkor
Etichetta: Heavy Lead Records
Anno: 2007
Durata: 42 min
Genere: power metal americano con influenze prog metal
Il genere suonato dai Dedkor, band di Chicago, deve molto al miglior
power/speed americano degli anni '80, per esempio quello degli Wild
Dogs di "Reign of Terror", arricchito dal lavoro chitarristico
iper-tecnico presente in band come Racer-X e da sfumature epiche e
progressive che caratterizzano i primi due lavori degli Heir Apparent o
l'esordio degli Exxplorer... in poche parole metal con i
controcoglioni. Un po' quello portato avanti da band quali Morgana
Lefay e Tad Morose. Del resto Christopher Sheldon (chitarra), Tony Gora
(voce), Damon Bernklau (chitarra), Mike Mazylewski (basso) e Rick
Gonzales (batteria) sono cinque ragazzi piuttosto stagionati, come si
può notare dalle foto del booklet, e con molta probabilità sono
cresciuti a pane e heavy metal, ascoltando proprio le band che ho
citato. Questo loro album d'esordio è una vera calamità naturale per le
orecchie tanto è saturo di riff micidiali, assoli iper-tecnici,
passaggi di batteria esplosivi e melodie vocali da cantare a
squarciagola brandendo la nostra Excalibur immaginaria. Mi sbilancio
ulteriormente, senza paura di essere smentito: se non fosse per la
produzione purtroppo piuttosto approssimativa, sarebbe sicuramente uno
dei dischi di metal classico più belli dell'anno, da custodire
gelosamente nella propria discografia. Infatti, pur rimanendo
indiscutibile lo spessore artistico delle composizioni, la qualità
sonora non è all'altezza di una produzione seria. La registrazione non
sarebbe male, perchè alla fine gli strumenti si distinguono tutti
chiaramente e non hanno dei brutti suoni, ma complessivamente il
risultato non ha dinamica, suona tutto estremamente medio/alto e privo
di bassi, la batteria è piccola e dalla cassa difficilmente intuibile.
Anche il volume con cui suona il CD è nettamente più basso di quello
della maggior parte dei dischi con cui l'ho confrontato. Un' occasione
persa per i Dedkor di realizzare un grande album sotto tutti i punti di
vista.
L'apertura di "Man Upstairs", prima track, ricorda i Metal Church di
"Beyond The Black" e finita l'intro arpeggiata, la partenza non è molto
veloce ma ha potenza da vendere. Grandi le parti del cantato con la
voce di Gora potente e mai su tonalità molto alte. Sia "At War With
God" che "The Face" sfruttano in maniera completa le potenzialità
tecniche del combo, impegnando i musicisti in tempi e passaggi
articolati e impegnativi, ma eseguiti con tale naturalezza da risultare
comunque immediati. La strumentale "War Song", dedicata alle forze
armate americane in missione nelle varie parti del mondo, pur essendo
molto tecnica rimane melodica e godibile. Particolarmente epica e
granitica la seguente "Rise Of Machines", dall'incedere power di chiara
matrice Omen. Importante nell'economia della canzone e in generale di
tutto l'album sono le tastiere, anche se purtroppo non ci è dato sapere
da chi siano suonate. Non si limitano infatti ad eseguire tappeti
riempitivi ma hanno parti soliste ben precise ed importanti. Come è
evidente anche nella successiva "Head Shot", introdotta proprio dal
synth, o in "Out Of Anger-Stone Heart " dove le tastiere eseguono parti
melodiche molto importanti e duellano con le chitarre negli assoli che
compongono la lunga parte strumentale che occupa circa la prima metà
degli otto e passa minuti complessivi. Solo tre minuti bastano invece a
"Shell Shocked" per scatenare l'inferno, veloce ed immediata lascia
solo terra bruciata intorno a se. Più lenta ma comunque sempre molto
carica anche "Leave It Alone" che mi porta alla mente anche i Pantera
di "Power Metal", primo album con Phil Anselmo alla voce. Bello
l'assolo di chitarra molto classicheggiante. Tempo in levare e chitarre
che cavalcano sulla melodia del cantato per la più tradizionale tra le
composizioni che compongono questo album e che non può chiamarsi in
nessun altro modo se non "Heavy". Seguono poi momenti più veloci, ma
nel finale si ritorna sull'epico e agli inni di battaglia, così cari a
Manowar e soci.
Per concludere, un consiglio: per godervelo al massimo ascoltatelo
a orecchie completamente fredde, senza avere sentito niente prima, a
volume abbastanza alto: eviterete di soffrire dei pochi difetti e
godrete dei grandi pregi di questo ottimo album... non ve ne pentirete.
(J.L. Seagull - Ottobre 2007)
Voto: 8
Contatti:
Sito Dedkor: http://www.dedkor.com/