DECEMBER'S COLD WINTER
Ablaze All Shrines
Etichetta: autoprodotto / Envenomed Records
Anno: 2008
Durata: 48 min
Genere: death metal melodico
Sebbene il nome di questa band possa far pensare ai gelidi paesaggi del
nord, o alle malinconiche brughiere dell'Inghilterra, i December's Cold
Winter provengono in realtà dall'America Centrale, in particolare dal
Costa Rica. Questa piccola repubblica situata tra il Nicaragua ed il
Panama, ha dato vita negli ultimi anni ad una scena eroica ma
interessante, che ruota spesso attorno alla capitale San Josè. Tra le
tante band note e meno note, si possono segnalare Pneuma, Katharzys,
Mantra, Cangrena, Pseudostratiffied Epithelium, Morbid Funeral, Alastor
Sanguinary Embryo, e così via. Una scena in costante movimento, che si
arricchisce giorno dopo giorno di nuovi gruppi, tutti di discreto
livello. Purtroppo, come succede spesso, le scene nazionali
dell'America Latina, centrale e meridionale che sia, vengono spesso
raggruppate in un gran calderone che vuol dire tutto e niente,
generalizzando su delle realtà che andrebbero analizzate più a fondo.
Infatti, di gruppi talentuosi ce ne sono a bizzeffe, ma spesso stentano
ad affermarsi al di fuori dei confini del proprio stato. Ed anche
quando ci riescono, le loro speranze sovente non trovano sbocchi al di
fuori del continente.
I December's Cold Winter, con ogni probabilità, sono il gruppo del
Costa Rica che potrebbe avere maggiori possibilità di un riconoscimento
internazionale. Questo per vari motivi. Innanzitutto, la qualità della
musica proposta. In secondo luogo, il quintetto di San Josè sembra
avere dalla sua la giusta attitudine per sfondare, un carisma capace di
imporli un po' ovunque. E infatti, basta navigare un po' il web per
scoprire che "Ablaze All Shrines" sia stato recensito dalle webzine di
tutto il mondo, ottenendo riscontri sempre positivi e molto
incoraggianti. In più, i December's Cold Winter sono un po' il gruppo
spalla di tutte le band famose che facciano tappa in Costa Rica. Nella
loro breve carriera, infatti, il gruppo ha aperto per Dismember,
Behemoth, Fear Factory, Death By Stereo, Sepultura e molti altri.
Ragion per cui, la speranza di trovare un gruppo mentore che li
sostenga e li promuova in giro per il mondo, non è poi così azzardata.
Come ho scritto in precedenza, i December's Cold Winter sono una
band piuttosto giovane. La loro carriera è iniziata nel 2000, e si è
subito dimostrata un successo. I concerti erano sempre strapieni e,
qualche mese più tardi, il gruppo ha vinto la National Battle Of Metal,
guadagnando brevemente una fama nazionale. Questo primo exploit ha
rischiato di essere vanificato da qualche cambio in formazione, ma la
band non si è data per vinta e, anzi, ha avuto tra il 2000 ed il 2001
la possibilità di suonare due volte in Panama. Dopo aver aperto per i
Sepultura nel 2003, nel 2004 i December's Cold Winter sono stati
invitati al Rock Fest, l'evento musicale più importante del Costa Rica:
si è trattato del primo gruppo metal estremo che abbia mai partecipato
alla manifestazione.
Nel 2005 il gruppo ha esordito con il suo album "Decaying
Recollections". All'epoca, il gruppo aveva tra le sue fila anche un
tastierista.
Nel periodo successivo, i December's Cold Winter hanno tenuto
concerti sempre più interessanti, evolendo la loro musica. Presto però
il gruppo ha perso il tastierista, ma è stato deciso di non
rimpiazzarlo.
Il resto è storia recente. Altri concerti, altri cambi in
formazione e, soprattutto, un nuovo album. Questo album, "Ablaze All
Shrines". A differenza del disco d'esordio, il gruppo ha voluto fare
tutto da sè. Registrazione e missaggio sono stati realizzati tutti in
casa (allo studio Cavan), ed il disco è stato pubblicato dalla
Envenomed Records, l'etichetta del gruppo.
La formazione che ha inciso il CD consiste in Alfredo Guzman alla
voce, Max Gutierrez e Isak Arrojo alle chitarre, Esteban Gonzalez al
basso e Allan Chavez alla batteria. Poco dopo le registrazioni, Chavez
se n'è andato e, attualmente, alla batteria troviamo Alex Ovares. La
materizzazione è avvenuta alla Cisma Producciones, sotto la
supervisione di Esteban Rojas.
La copertina ci mostra un uomo arrabbiato e ferito, con in mano
una pistola ed un crocifisso. E' legato alle parete tramite dei fili,
come una grossa ragnatela. Una copertina inquietante. Il resto
dell'artwork non è a mia disposizione.
Dunque, l'album ci propone sette canzoni per un totale di quasi
cinquanta minuti di musica. Va da sè quindi che le composizioni
risultino piuttosto complesse e lunghette ma, credetemi, l'ascolto del
CD è agevole ed una durata così consistente non è per nulla pesante. Il
quintetto infatti ha composto i propri brani con cura, dando vita a
canzoni perfettamente equilibrate, e li ha interpretati in maniera
vigorosa, senza concedersi e concedere attimi di tregua. Le tracce sono
tutte molto varie, e mettono in mostra le influenze più disparate. Con
uno sguardo piuttosto vasto, da una parte tengono d'occhio il vecchio
continente, in particolare i paesi scandinavi; con l'altro invece, non
perdono di vista gli Stati Uniti, ai quali sembrano ispirarsi nei
momenti più brutali. La musica proposta è una miscela di death melodico
unito a spunti black metal e brutal, e rarissime incursioni thrash.
Insomma, da spiegare è un gran casino. Ascoltando però questo disco,
tutto risulta più agevole ed a volte anche un pochino scontato. Eppure
bisogna ammettere che i December's Cold Winter abbiano davvero una
marcia in più. Il gruppo infatti suona principalmente un death melodico
svedese di derivazione scandinava, con tutti i pro e i contro. Le
melodie sono spesso ovvie, derivative, sentite e risentite. Esattamente
come nel caso di tutti i gruppi mondiali che suonino il cosidetto stile
di Gotheborg. I giri d'accordi sono sempre gli stessi, le
armonizzazioni sono costantemente le medesime, e così via.
Intelligentemente però i December's Cold Winter limitano queste
melodie, e le confondono con improvvise incursioni nel black metal (più
come attitudine e voce, però), oppure si fiondano sul brutal. Il tutto
mettendo in mostra un alto tasso tecnico che sfocia, talvolta, in
piccole parentesi techno-death, o di brutal tecnico. E' difficile
indicare quali siano le tracce più rappresentative perchè, tutte, hanno
delle loro peculiarità e, insieme, danno vita ad un quadro musicale
affascinante e molto promettente. A partire dall'opener "Envenomed
Cult", passando attraverso "Your Sordid Pride", la title-track, "Black
Garden's Sculptures", "Manipulating Human Emotions", "Kings Of Lie",
per arrivare infine allo strumentale "Consequences", "Ablaze All
Shrines" non dà un attimo di tregua. Colpisce, affascina, trascina.
Strizza l'occhio ad un sound di successo, ma evita di compromettersi
troppo variando in continuazione, senza esagerare però. Il death metal
melodico della band, quindi, assume dei connotati relativamente
personali. Ho scritto relativamente, in quanto in assoluto non è che
sia originalissimo, ma rispetto alla media di altre band simili nello
stile, i December's Cold Winter si ritagliano senza dubbio una nicchia
a sè.
In conclusione, "Ablaze All Shrines" è sicuramente un disco da
ascoltare, e da acquistare a cuor sereno. I December's Cold Winter sono
un gruppo molto interessante e promettente, di caratura internazionale.
Certo, molte cose potrebbero essere migliorate, in primis le servili
concessioni al death melodico svedese. Per il resto, la ricetta
funziona e, con qualche piccolo accorgimento, non potrà che garantire
il successo a questa notevole realtà del Costa Rica. Spero che a breve
una grossa etichetta si accorga di loro.
(Hellvis - Marzo 2009)
Voto: 8
Contatti:
Mail: decemberscoldwinter@gmail.com
Sito internet: http://www.decemberscoldwinter.com/