DECEIVER
Riding With The Reaper

Etichetta: Iron Fist
Anno: 2005
Durata: 37 min
Genere: thrash metal


Che fatica! Sono ore, giorni che non sto facendo niente, ma... Che fatica! L'ultimo momento di godimento ce l'ho avuto con la grandinata apocalittica di qualche giorno fa. Godimento di breve durata, perché poi mi sono in un attimo ritrovato a portare fuori secchiate di acqua che mi penetrava in casa da più punti del soffitto!! Che fatica! Poi di nuovo l'afa, ed ora è più di un'ora che sto davanti a questa schermata bianca. Finalmente riesco ad alzare le mie braccine, buttarle sulla tastiera e scrivere qualcosa sui Deceiver.
I Deceiver noi di Shapeless li abbiamo già incontrati, o meglio li ho incontrati io, che recensii qualche tempo fa il loro primo mini-CD, del quale questo full-length album è il seguito. E nel frattempo nulla sembra essere cambiato. La produzione è sempre della svedese Iron Fist, di Tomas Nyqvist (già con la No Fashion Records in passato). La registrazione è sempre ad opera degli Abyss Studios di Tommy Tägtgren (e quindi non dovreste avere dubbi sulla qualità del suono). La formula utilizzata è sempre quella. Thrash/heavy metal della vecchia, vecchia scuola. Venom, Motörhead e Mercyful Fate sembrano essere i numi (sì, numi, non nomi!) di riferimenti più palesi, con conseguenti orgasmi multipli per chi di queste sonorità è un inguaribile nostalgico. E probabili grosse rotture di coglioni per chi del metal degli anni '80 non ne può più. Infatti questo disco, sound compreso, sarebbe potuto essere uscito nel 1988, o anche nel 1985. Se ce l'avessero scritto ci avrei creduto. L'unica cosa un po' troppo di classe per il metal del tempo è la copertina. Come per l'omonimo mini-CD precedente abbiamo delle immagini semplicissime (un teschio, una fiamma...) ma proposte con notevole stile, almeno secondo i miei gusti.
Scendendo più nel dettaglio, "Riding With The Reaper" (questo è il titolo dell'album) contiene 10 brani, tutti ben poco dissimili l'uno dall'altro. La sunnominata triade d'ispirazione è sempre presente (soprattutto i Venom, direi!), anche se di tanto in tanto fanno capolino anche influenze slayeriane e maideniane. Come nel caso del breve strumentale "She-Ghost", che parte con un campionamento da un film horror che or or non mi sovvien! Mannaggia! Si può considerare differente anche il seguente brano "Cover The Wounds", ma solo per la presenza di una voce femminile non meglio identificata (molto rrock e metallo, niente sdolcinatezze) che fa coppia con quella di Destormo. Di brani tosti ce ne sono (anzi, in fondo lo sono tutti!), ma sceglierne qualcuno tra gli altri è difficile. Sicuramente però il brano spaccaculi e sbregacolli per eccellenza è il "Destroy'em All"!! Si tratta del brano posto in chiusura dell'album. Dura 2 minuti e 19 secondi. Il brano parte con un'introduzione tastieristica di stampo horror che dura 30 secondi. Quindi rimangono circa 110 secondi per un brano thrash/death molto veloce, con un riff infernale che sembra partorito direttamente dalle viscere dei Destruction di una volta!! Si sfiora l'esaltazione e, gliene do merito, questi Deceiver non avrebbero potuto concludere l'album in maniera migliore!
Però questa breve esaltazione non mi deve abbagliare. "Riding With The Reaper" è un album che non va di un passo oltre a quanto già fatto con il proprio predecessore. Quindi l'album è del tutto prevedibile e non possiede la freschezza di "Deceiver". Ciò non toglie che sia comunque un album ottimamente realizzato e gustosissimo per chi è legato al thrash metal degli eighties. Ma più di 7 no, non ve lo posso dare.
(MoonFish - Luglio 2005)

Voto: 7


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