DECAPITY
Skin Of Redemption E.P.
(MCD)
Etichetta: autorprodotto
Anno: 2005
Durata: 13 min
Genere: death metal / death melodico
I Decapity si sono formati nel 2003 in Inghilterra. La formazione
attuale, assestatasi dopo un buon numero di cambi, vede Denny Worley al
microfono, Al "Man" Jones e Will Barnes alle chitarre, Chris Clark al
basso e Lyn Jeffs alla batteria.
Dopo il demo del febbraio 2004 intitolato "Derision Of Profanity",
il quintetto ha esordito su full-length con "Be Pure Be Vigilant
Behave" qualche mese dopo.
"Skin Of Redemption E.P." è l'ultima pubblicazione della band: un MCD
racchiuso in una copertina in bianco e nero, raffigurante la fotografia
di un povero disgraziato che ha subito una decapitazione. All'interno
del libretto, i testi delle tre canzoni ben stampati.
Il ghiaccio è rotto da "F.U.C.K.E.D", le cui prime battute sono
veramente violente. Peccato per la qualità di registrazione non
eccelsa. L'influenza del death melodico svedese è evidentissima,
nonostante le vocals di Denny non siano proprio nella norma del genere.
Infatti, dopo qualche battuta il ritmo si fa più cadenzato, ed ecco
emergere l'aspetto meno melodico e più brutale/grindoso della band.
Beh, non che la velocità spicchi particolarmente, ma è tutto l'insieme
a rimandare la mente a quei generi. Il growling del cantate è piuttosto
suino, e rende al meglio con i riffoni pesanti ed ultraribassati delle
chitarre. Nel finale, comunque, viene ripresa la melodia dell'inizio,
con tanto di buon assolo di chitarra.
La title-track, aperta da un'intro orientaleggiante di chitarra
acustica (non avrebbe stonato se suonata col sitar), si fa presto
valere con una serie di riff di qualità. In questo caso, melodia e
parti più tradizionalmente death sono mescolate meglio rispetto a
"F.U.C.K.E.D.". La prima traccia dell'album, infatti, mi ha soddisfatto
parzialmente. Sembra un brano death al quale siano stati appiccicati
una parte iniziale ed una finale melodiche. Manca infatti la
naturalezza nei vari passaggi, ed i due generi non si amalgamano l'uno
con l'altro, ma rimangono separati. In "Skin Of Redemption" invece, la
cosa funziona meglio. La melodia sfuma nel riffing assassino, a tratti
brutale, dei Decapity più intransigenti. Al tempo stesso, si segnalano
passaggi più soft, quasi misteriosi, dove gli arpeggi sostituiscono le
bordate delle sei corde. L'atmosfera ricreata è fantastica, e mi
ricorda gli Opeth di "Still Life" (pur con le debite, immense
differenze tra i due gruppi). Vanno segnalati inoltre i soliti ottimi
assoli di chitarra.
Più diretta, e con meno fronzoli, è la terza e conclusiva "After
Birth". Riffing e ritmica serrata (di derivazione thrash) vanno a
braccetto con gli strilli del cantante, ormai non più solo growler.
Anche il connubio tra melodia e violenza funziona bene, senza scadere
eccessivamente sui modelli svedesi. Anzi, il gruppo riesce a dare il
suo meglio soprattutto nei momenti meno melodici. Nonostante la qualità
di registrazione nitida ma moscia, i Decapity riescono comunque a
comunicare un senso di potenza. La tecnica, oltretutto, è piuttosto
buona e consente al gruppo una buona gamma si soluzioni espressive.
"Skin Of Redemption E.P." ci presenta una band in forma, piena di
energia e con una buona potenzialità. A mio avviso, i Decapity
dovrebbero cercare sempre e comunque di scrivere canzoni scorrevoli,
dove il songwriting sia naturale e non forzato. "F.U.C.K.E.D.",
purtroppo, penalizza l'intero MCD con questo accostamento stridente tra
parti atonali e parti melodiche: pare una canzone scritta a tavolino.
Il gruppo è comunque composto da musicisti giovani, che cresceranno
sicuramente. I miei migliori auguri ed un risentirci a presto.
(Hellvis - Aprile 2006)
Voto: 7
Contatti:
Mail: info@decapity.co.uk
Sito internet: http://www.decapity.co.uk/