DEATHROW
Satan's Gift / Riders Of Doom
Etichetta: Noise
Anno: 1986
Durata: 39 min
Genere: thrash
Questo è il primo album dei tedeschi Deathrow, ed uscì in due stampe differenti, con copertine e titoli diversi, uno era "Satan's Gift", l'altro "Riders Of Doom", quindi se ne avete già uno e vi capita in mano l'altro sappiate che la musica contenuta è la stessa, cambia solo la confezione.
Lo stile di questo album è un classico thrash metal di stampo tedesco, e non poteva essere altrimenti visti l'anno di uscita e la provenienza del gruppo. Quindi troviamo delle canzoni pestate e senza tanti orpelli, in cui la melodia è un optional riservato al solo intro arpeggiato di "Dark Tales". Il gruppo è composto da una classica formazione a 4, in cui il cantato è opera del bassista Milo, e si tratta di una voce bella grezza ed urlata, di livello molto buono considerato il genere (nel senso che spacca per bene e non fa ridere i polli). I nostri non si fanno certo notare per le doti tecniche, anzi, il batterista non fa nulla di clamoroso, si limita a passaggi elementari e fa anche qualche cazzatella. I chitarristi sparano un bel po' di riff, e pure qualche assolo, ma niente di curato, tutta roba grezza messa lì per fare casino.
Nell'album sono comprese 9 canzoni, di cui la prima "Winds Of Death" è una intro strumentale. La canzone più bella per me è la quarta "Hell's Ascent", uno strumentale con un gran bel tiro, ed i Deathrow si ripeteranno ancora in futuro, nel senso che negli album seguenti la traccia strumentale si rivelerà la più figa di tutte. Le altre canzoni sono tutte carine, ma mancano del colpo finale che fa godere: si alternano sempre tra parti fighe che ti spaccano il collo, e parti un po' monotone che fanno cadere la tensione. Se avessero mantenuto il livello qualitativo delle parti migliori allora questo album sarebbe diventato un classico minore, ma purtroppo non è stato così. E questo pregiudica la valutazione finale sull'album, almeno nel mio caso: passare da parti fighe a parti mosce mi fa sempre incazzare, dà un senso di frustrazione che non si addice ad un album thrash.
Riguardo le copertine delle due versioni, in quella dal titolo "Satan's Gift" è raffigurato un demonio con in mano il cuore di cristo (che si vede in sottofondo ormai morto sulla croce), una copertina decente e nulla più; quella dal titolo "Riders Of Doom" raffigura i 4 cavalieri dell'apocalisse a cavallo, e quello in primo piano tiene in una mano la testa decapitata di uno sfigato... nemmeno questa copertina è sta grande opera d'arte, anzi.
Insomma, questo album non è certo una schifezza, ma non merita nemmeno un posto di rilievo nella collezione di un thrasher. Compratelo solo se siete maniaci del genere, si può vivere bene anche senza. Occhio che venne stampato solo su vinile, ora si vede in giro una stampa su CD, non è un originale ma un bootleg copiato dal vinile.
(teonzo - Febbraio 2003)
Voto: 7