DEATHROW
Raging Steel
Etichetta: Noise
Anno: 1987
Durata: 42 min
Genere: thrash
E dopo un anno tornano i tedeschi Deathrow col loro secondo album. Lo stile è sempre un thrash tedesco bello sparato e diretto, ma nel frattempo hanno corretto i loro difetti, imparando a suonare meglio i loro strumenti, ed evitando le parti mosce dell'album precedente.
Nell'album sono comprese 9 canzoni, di cui la prima è una intro strumentale. Anche stavolta la canzone migliore è la strumentale "The Undead Cry", in cui ci sono un bel po' di finezze tecniche e stilistiche che fanno intravvedere quale strada prenderanno in futuro. Le altre canzoni sono tutte fighe, belle tirate e cattive, ma non per questo suonate alla cazzo: stavolta hanno limato tutti i difetti sia come composizione che come esecuzione. Il batterista Markus Hahn non fa più cazzate, ed ha anche imparato a suonare delle parti personali, senza riciclare i soliti fills di base. I due chitarristi Sven Flugge e Thomas Priebe ci sparano una bella serie di riff incazzosi e con un gran tiro, a cui aggiungono anche un po' di assoli curati e non sparati alla cazzo come nell'album precedente. Milo al basso non fa nulla di straordinario, ma compie il suo lavoro ritmico senza pecche, mentre il suo cantato risulta meno urlato rispetto all'esordio, resta su buoni livelli ma lo preferivo quando si sgolava.
La produzione è buona, nulla di clamoroso ma rende per bene. La confezione è carina, il disegno di copertina è molto metal, visto che c'è in primo piano un guerriero con una spada in mano che urla il proprio grido di battaglia, con dietro le schiere di fedeli soldati a seguirlo. Peccato solo che i colori siano troppo tenui, avessero usato dei colori più cattivi sarebbe stata una copertina perfetta.
In conclusione questo secondo album dei Deathrow è proprio figo, e rappresenta un passo in avanti rispetto all'esordio. Le canzoni hanno tutte un gran tiro, e non ci sono parti mosce a rovinarle. Tecnicamente inoltre hanno fatto dei passi in avanti, qua e là ci sono delle finezze stilistiche che anticipano quanto faranno con l'album successivo. Quindi consiglio questo album a tutti gli amanti del thrash puro: è cattivo e pestone, le canzoni hanno tiro, e la tecnica non viene messa in primo piano. Per me questo album merita di far parte della collezione di ogni thrasher che si rispetti, quindi segnatevi il nome e se lo trovate ricordatevi che è thrash figo! Occhio che all'epoca venne stampato solo su vinile (forse anche su cassetta, boh?), ora si trova in giro una versione su CD, non è un originale, bensì un bootleg copiato da vinile.
(teonzo - Febbraio 2003)
Voto: 8