DEATHROW
Deception Ignored
Etichetta: Noise
Anno: 1988
Durata: 47 min
Genere: techno-thrash
Passa un altro anno ed i tedeschi Deathrow ritornano col terzo album. Prima di tutto va segnalato l'ingresso in formazione del chitarrista Uwe Osterlehner al posto di Thomas Priebe. Questo Uwe dà una marcia in più al gruppo, portando un bel po' di idee nuove ed un bagaglio tecnico non indifferente. Ma anche gli altri 3 componenti dimostrano di essere musicisti di talento, visto che in un anno hanno fatto dei passi in avanti notevoli.
Lo stile dell'album rientra nel techno-thrash, ossia una musica molto intricata e complessa, in cui la tecnica strumentale ha il ruolo principale, ed in cui le canzoni hanno un impatto tipico del thrash. Non si tratta di thrash puro, perché le canzoni sono molto cervellotiche e non sono dirette come pretende il genere, pertanto occhio che con album di questo tipo si deve parlare di techno-thrash, che è un genere a parte e non una branchia del thrash.
Le canzoni sono tutte fighe, a patto di riuscire a digerire la musica complessa: qui non troverete mai una parte in cui gli strumenti pensano solo a pestare e fare casino... ogni passaggio è contorto e pieno di finezze stilistiche, di dettagli da scoprire ascolto dopo ascolto. Certamente restano canzoni con un impatto sonoro bello tosto, ma hanno anche e soprattutto un impatto cervellotico non indifferente, tant'è che di solito i puristi del thrash tedesco bollano questo album come "una accozzaglia di seghe mentali". A me invece la musica cervellotica piace, ed anche tanto, quindi adoro questo album.
Come dicevo nelle rece dei due album precedenti, anche stavolta la canzone più figa è la strumentale (dal titolo "Triocton"). Si tratta di una canzone monumentale di 8 minuti, che comincia con una parte di pianoforte e finisce con una parte di chitarra classica (entrambe suonate da Uwe Osterlehner), mentre in mezzo succede il finimondo!!! Non c'è un cazzo di assolo in tutto lo strumentale, ma ci sono "soltanto" una sessantina di riff diversi... robetta vero??? Qui i due chitarristi hanno sputato fuori l'anima per creare un mostro del genere, e pure il batterista Markus Hahn ci delizia con dei passaggi pieni di controtempi e finezze varie.
Il resto delle canzoni sono tutte di alto livello e meno complesse di questa, visto che durante le parti cantate non potevano permettersi di svolazzare troppo (relativamente parlando eh). Il cantato del bassista Milo è ancora meno aggressivo rispetto agli album precedenti, certo non si tratta di una voce pulita e perfetta, ma è meno aggressiva ed urlata.
La produzione dell'album è molto buona, con dei suoni puliti e di ottimo impatto. La confezione è piuttosto strana, il disegno di copertina rappresenta due immagini tagliate a listarelle e poi sormontate... un effetto un po' psicotico, ma che raffigura per bene il contenuto dell'album. Io ho la stampa su CD e nel libretto ci sono i testi stampati a caratteri microscopici, non so se la versione in vinile abbia i testi.
In conclusione il consiglio è il solito per gli album techno-thrash: se già i Testament o i Megadeth vi sembrano troppo intricati allora lasciate perdere in partenza questo album, non fa per voi. Se invece vi piacciono le canzoni complesse e piene di finezze tecniche, e non siete dei fighetti che si spaventano sentendo musica incazzata, allora segnatevi il nome di questo album e cercatelo, è una chicca poco conosciuta che invece merita attenzione.
(teonzo - Febbraio 2003)
Voto: 9