DEATH BY DAWN
One Hand, One Foot And A Lot Of Teeth

Etichetta: STF Records
Anno: 2006
Durata: 47 min
Genere: death metal


Dalla Germania, ecco l'esordio dei Death By Dawn, che vedono alla voce Martin Van Drunen, già cantante dei Pestilence (nei primi due album) e degli Asphyx, oltre che dei Bolt Thrower per due tour.
Curiosissima la loro storia: in pratica Pippo Colapinto (italiano) si trasferisce in Germania e fonda la band; un paio di anni dopo lavora in Olanda e conosce un tipo lungocrinito che non ha la faccia nuova... Qualche tempo dopo gli nota un tatuaggio e scopre che è proprio Martin Van Drunen, ex cantante dei Pestilence!!!
Ovviamente non si lascia perdere l'occasione e lo invita nei Death By Dawn: tuttavia Martin decide solo di aiutarli cantando con loro, ma non entrando fisso nel gruppo. Dopo due demo però, registrati con un altro cantante, Martin (che intanto è diventato molto amico di Pippo) decide di entrare in pianta stabile nel gruppo.
Poi l'infortunio del chitarrista Jens, che lo costringe ad appendere la chitarra al chiodo per del tempo e il suo ritorno, che porta il gruppo alla definitiva line-up e, appunto, a questo disco prodotto dalla STF-Records.
Musicalmente parlando ci troviamo di fronte ad un death metal old school infarcito da pesanti influenze thrash e qualcosa di hardcore.
Come band ci sentiamo ovviamente i Pestilence degli esordi, e molto gli Obituary (quelli più "recenti" però, più hardcoreggianti), anche se meno "oscuri".
Tempi principalmente veloci, quindi, ma senza blastbeat, diciamo i tempi che "andavano" a fine anni 80 in campo death, e così anche il riffing, senza tanta tecnica né complessità.
Un gruppo, quindi, che pensa solo a spaccare il culo senza badare a molte cose, il tutto condito dalla voce di Martin, growl in pieno stile John Tardy, marcio ma "umano", che riesce comunque ad esprimere più rabbia di tanti "suini" attualmente in voga in campo brutal...
L'opener "DCF (Divorced, Convicted, Fired)'" è il perfetto biglietto da visita per il disco, un pezzo diretto, in cui si alternano riff veloci, stacchi assassini e unottimo assolo su un rallentamento di chiara scuola Obituary.
La seconda "A Day Without A Band" si sposta su territori più groove per gran parte della canzone, per poi partire con un'accelerazione seguita da un rallentamento, uno dei pezzi più "Obituari-style" del disco.
L'hardcore si fa più presente nella terza traccia "Profit", mentre non mancano parti più complesse come "Not Afraid To Die", pezzo di chiusura che alterna ottimi pattern di batteria a dei bei soli, per concludere con un finale un po' "bizzarro"...
In certi riff, come in quelli di "Welfare Paradise" ci ho sentito anche i Death, anche se in chiave totalmente diversa, soprattutto in quello successivo al solo.
L'esecuzione tecnica è impeccabile, anche se il gruppo non si perde dietro a grandi tecnicismi il suo lavoro lo fa con ottima perizia, e tuttavia il riffing e le ritmiche risultano comunque dinamiche, oltre che spaccaculo.
Ottima anche la produzione, che strizza l'occhio al passato senza però "puzzare di vecchio", quindi chitarre taglienti e non eccessivamente pulite, basso pieno e batteria naturalissima: insomma, la produzione perfetta per un disco e una band di questo tipo.
Insomma, un ottimo disco per gli amanti del death old school e, perché no, per i nostalgici fan dei primi Pestilence. Di certo non è il tipico disco che cambierà le sorti di un genere, anche perché si rifà ad un modo di suonare oramai datato, tuttavia non c'è da lamentarsi per questo, anzi, fa sempre piacere sentire un lavoro di questo tipo, anche nel 2006.
Consigliato ai fan del death metal in generale!
(DanieleDNR - Ottobre 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Death By Dawn: info@death-by-dawn.de
Sito Death By Dawn: http://www.death-by-dawn.de/

Sito STF Records: http://www.stf-records.de/