DEATH
Leprosy
Etichetta: Combat
Anno: 1988
Durata: 38 min
Genere: death
Volete sapere cos'è il death metal? Semplice, basta comprare quest'album ed ascoltarlo, più death metal di "Leprosy" non c'è nulla! Qui è racchiusa la pura essenza del genere, e non penso che sia una puttanata dire che questo è il manifesto del death metal, sia perché questo album lo rappresenta nella sua più pura essenza, sia perché con questo album si è cominciato a dividere il death metal dal thrash, sia perché ha influenzato praticamente tutti i gruppi death metal che verrano in seguito.
Per inaugurare quella che diverrà una tradizione, Chuck Schuldiner (chitarra solista e voce) cambiò totalmente la line-up dall'album precedente (l'esordio "Scream Bloody Gore"), difatti qui troviamo alla seconda chitarra Rick Rozz, alla batteria Bill Andrews ed al basso Terry Butler. Va fatto notare che in seguito questi 3 tizi, dopo essere stati cacciati dai DEATH, formeranno i Massacre, altro gruppo death floridiano.
Nell'album sono comprese 8 canzoni, una più tirata dell'altra, è tutto un massacro continuo e non ci sono momenti di pausa per chi lo ascolta. Troviamo la batteria pestata come poche altre volte prima d'ora, una marea di riff violenti e privi di melodia, un bel po' di assoli sparati lì senza guardare alla forma ma solamente all'impatto. E sopra a tutto questo c'è la voce di Chuck, a cantare in growl di una serie di morti, malattie, sangue, budella, e tutte queste belle tematiche che diventeranno un punto fisso per la gran maggioranza dei gruppi di questo genere. Non mi metto a descrivere ulteriormente la musica di questo album, non va descritto, va ascoltato ed adorato. E basta.
La produzione è molto buona (tenendo conto che si tratta di death metal degli anni '80), e va fatto notare che è stato registrato presso i Morrisound Studios di Tampa, ossia gli studi che poi diventeranno il tempio del death metal americano. La confezione è ottima, sia per la presenza dei testi, sia per la copertina strafiga che raffigura un lebbroso marcio.
Non ho molto altro da dire, questo è IL death metal. Spero vivamente che lo conosciate già, altrimenti non potete dirvi amanti del metal estremo se non avete mai sentito "Leprosy". Ed è un album che dovrebbero conoscere tutti, proprio perché è il manifesto del death metal. Ora c'è in vendita la ristampa su CD a mid-price, quindi non ci sono scuse per nessuno.
(teonzo - Agosto 2002)
Voto: 10
L'essenza del metal estremo, il suo lato greve, giovane, rozzo, schietto,
eppur così compiuto, con un Chuck già capace di musica così grande. Un Chuck
ancora ragazzino, con le sue ossessioni morbose che con l'andare del tempo
si evolveranno in quegli strapiombi mentali che compariranno nelle sue
profonde riflessioni. Un disco che porta alto un vessillo, quello dei Death,
anzi, quello del death metal tutto, il suo storico manifesto. L'apoteosi
dell'estremismo sonoro di quel tempo, sì insomma, ci vorrebbe una frase ad
effetto. quando i classici parlano da soli!
(Orion - Agosto 2002)
Voto: 9
DEATH METAL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(EvilEnry - Agosto 2002)
Voto: 9
Pur non essendo un grossissimo cambiamento rispetto al disco
precedente (cosa alla quale i DEATH ci abitueranno coi successivi
album), "Leprosy" non è certo una fotocopia del debut "Scream Bloody
Gore". Rispetto a quest'ultimo è meno grezzo ed ignorante, però sia
chiaro che pure "Leprosy" è molto grezzo se confrontato ai dischi del
genere che oggi vanno per la maggiore. Il primo capitolo dei DEATH
aveva un certo fascino dovuto proprio all'ignoranza adolescenziale,
che qui è assente. Nonostante questo, "Leprosy" è un disco fantastico,
la musica è ottima, death metal bello potente, da headbanging
macellaio (in modo più lucido rispetto a SBG) e... come altro
descrivere 'sto disco... death metal floridiano, puro e semplice. Da
segnalare la straordineria "Pull The Plug", che si distacca abbastanza
dalle altre.
(bist - Luglio 2003)
Voto: 9