DEAD MAN
Euphoria
Etichetta: Crusher Records
Anno: 2008
Durata: 50 min
Genere: rock anni '60/'70
Toh, chi si rivede, il 1968! Lo so che tra le note di questo nuovo
lavoro degli svedesi Euphoria troverete scritto 2008, ma fidatevi,
questi ragazzi vivono completamente immersi in una meravigliosa
atmosfera hippie che farà la gioia di quanti amano quegli anni d'oro.
I Dead Man nascono nel 2003 e dopo tre anni arrivano al debutto
eponimo, che viene lodato in più di un'occasione grazie ad un
songwriting fresco che non lascia indifferenti. Arriva così il momento
di un nuovo capitolo, intitolato "Euphoria", che ho avuto il piacere di
ascoltare e riascoltare in questi giorni e che non può essere definito
altrimenti se non come una continua e appassionata dichiarazione
d'amore per il rock che si poteva ascoltare a cavallo tra gli anni '60
e '70. Tra i solchi virtuali di questo CD potrete trovare richiami a
nomi indimenticabili come Creedence Clearwater Revival, Byrds e
Beatles; la psichedelia dei Greateful Dead e dei Jefferson Airplane; il
folk rock più puro così come qualche sprazzo hard; momenti bluesy ed
altri pinkfloydiani. Insomma un vero e proprio tributo ad un'epoca
messo in musica da giovani che a quel tempo non erano nemmeno nati.
Derivativi? Certo che sì e pure tanto. Nostalgici? Assolutamente. Però
qui c'è buona musica e questo non lo si potrà mai negare ai Dead Man.
Si parte con "Today" e "High Or Low" ed entrambe mostrano subito
il carattere più diretto della band (naturalmente è sottinteso che qui
di metal non solo non ce n'è l'ombra, ma nemmeno viene sfiorato), con
ritmi più sostenuti e melodie retrò; "Footsteps" non brillerà per la
prova vocale, che viene divisa tra quasi tutti i membri del gruppo, ma
tocca il cuore con una melodia dolce e malinconica.
Arriviamo a "I Must Be Blind" e qui la Svezia scompare
completamente per andare a tuffarsi diretti nella grande tradizione
folk americana unita ad una vena zeppeliana che richiama direttamente
quel "Led Zeppelin III" che ancora oggi è una delle vette più alte
della band inglese (se non la più alta in assoluto). Restiamo intorno
al pianeta Led Zeppelin con "From A Window", un breve momento acustico
che sembra richiamare "Bron-Y-Aur", ed un brano tutto sommato evitabile
("Light Vast Corridors"). è il momento di tuffarci nelle vere gemme
dell'album: iniziamo con "The Wheel", un lungo brano di nove minuti che
unisce i Black Sabbath di "Planet Caravan" con i Pink Floyd. La band di
Gilmour e soci torna a farsi sentire anche nel pezzo successivo, "Rest
In Peace", in un altro brano dilatato che sembra uscire direttamente da
"A Saucerful Of Secrets". Splendido.
Dopo due botte del genere ci voleva un cambio di atmosfere e ci
pensano i tre pezzi successivi: "A Pinch Of Salt", un rock solare e
ballabile; "Euphoria", che torna ancora al folk rock a cavallo tra Led
Zeppelin e Jethro Tull e la conclusiva "July", un breve strumentale che
chiude questo viaggio nel passato.
Insomma, che vi posso dire? A me questo CD è piaciuto tanto e
ammetto che sono andato molto vicino a dargli un voto più alto. Non
l'ho fatto solo perché mi rendo conto che questi ragazzi sono davvero
troppo legati ad un'epoca irripetibile che adesso può essere solo
imitata ma mai eguagliata. Non sarebbe giusto criticare l'ennesimo
gruppo power senza inventiva e poi buttarsi il lodi sperticate sei Dead
Man solo perché adoro tutte le band da cui prendono origine. Se, però,
andate pazzi come me per la grande musica dei '60/'70, allora
fregatevene e buttatevi senza indugio su "Euphoria". Non lascerà il
vostro stereo per un bel po'!
(Danny Boodman - Maggio 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Dead Man: http://www.myspace.com/deadmansweden
Sito Crusher Records: http://www.crusherrecords.com/