DEADLY CARNAGE
Decadenza

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 32 min
Genere: black metal


Tempo fa, girellando in rete, mi sono imbattuto in questi Deadly Carnage e devo dire di essere rimasto particolarmente colpito dalla loro proposta: pur non essendo un consumatore assiduo di black metal, infatti, non disdegno affatto il genere, soprattutto quando si tratta di gruppi che, come in questo caso, mettono in luce il lato più disperato e depressivo del genere.
I Deadly Carnage, infatti, nascono nel 2006 inizialmente come una realtà black/death metal più canonica e tradizionale, ben presto, però, la componente black prende il sopravvento come viene dimostrato nel demo "Noise Of War, Noise Of Doom" (2006), tuttavia già nel secondo lavoro, "Sentiero I - Empi Inni Alla Consapevolezza Di Sè" (2007), vengono gettati i semi di quella che sarà l'evoluzione del gruppo, evoluzione che li porta oggi alla pubblicazione di questo "Decadenza", un CD autoprodotto che però la band considera già come la sua prima uscita ufficiale, piuttosto che un semplice demo. D'altra parte, pur non avendo alle spalle un'etichetta e nonostante la durata contenuta, è pur vero che quest'opera mostra una professionalità e una cura che non ha niente da invidiare a molte produzioni del genere: la copertina, molto canonica con il suo nero dominante e la sua illustrazione sul genere 'antica incisione', è comunque ben realizzata e curata; senza contare, poi, la qualità sonora, davvero ottima, con tutti gli strumenti ben in evidenza e amalgamati in una colata metallica che riesce ad essere chiara e nitida senza per questo risultare patinata o artificiale. Complimenti!
Passando invece alla musica di questo "Decadenza", ci troviamo di fronte ad un black metal atmosferico e depressivo, con composizioni molto lunghe, riff spesso ossessivi e ipnotici ed un saltuario uso delle chitarre acustiche a dare un tocco di raffinatezza al tutto. Tanto per fare qualche nome accostabile a loro mi viene in mente Nargaroth, lo splendido lavoro degli Alcest che ho recensito qui su Shapeless (sebbene qui lo screaming sia l'unico stile vocale presente), il Burzum più straziante (tipo "Det Som Engang Var", il brano, o "Filosofem"), oppure Forgotten Tombs.
La qualità delle composizioni è sicuramente buona, con alcuni momenti di rilievo assoluto ma anche qualche aspetto su cui lavorare per migliorare. Partiamo parlando dei punti di forza di questo lavoro che, a mio parere, sono tutti rispecchiati nella pregevolissima "Antica Europa", una lunga composizione di dieci minuti che mostra davvero un songwriting ispirato. Il pezzo si apre con una introduzione acustica, ma ben presto esplode in un flusso elettrico di grande spessore; la band è abile nel variare toni e atmosfere, dando dinamismo ad un pezzo che, se mal gestito, avrebbe potuto annoiare facilmente. Accelerazioni, momenti funerei, assalti di puro odio e una sorta di altera magniloquenza attraversano la composizione e convincono dal primo minuto all'ultimo.
Credo che questo brano rappresenti un po' il punto massimo dell'intero CD, ma anche la seconda composizione è degna di nota: "1486" si avvicina anch'essa ai dieci minuti e mostra gran parte delle buone qualità di "Antica Europa", ma manca un po' di quella grandezza e di quel dinamismo che rendeva così affascinante il primo brano.
Con "Sogno Evanescente", invece, incappiamo in una battuta d'arresto: qui i Deadly Carnage sembrano perdere un po' il controllo della situazione e scivolano su un brano che dura circa sette minuti ma che sembrano il doppio a causa di momenti un po' prolissi. In particolar modo l'introduzione, con i suoi due minuti di riff ossessivo, non riesce a dare quella sensazione ipnotica che vorrebbe raggiungere, ma al contrario spezza l'attenzione su un brano che, almeno nella seconda parte, potrebbe essere interessante.
Arriviamo quindi al quarto e ultimo pezzo, "Facing The Path To Eternity", e qui non c'è molto altro da aggiungere, si tratta di una composizione più breve e diretta che era già presente nel secondo demo del gruppo e mostra il lato più aggressivo del gruppo. Ecco, a questo proposito ci tengo a precisare che i Deadly Carnage non rinnegano affatto gli assalti sonori del black metal primordiale, anzi, sono una componente ancora centrale del loro sound e questo non fa che aggiungere punti alla qualità delle loro composizioni. Certo, si tratta comunque di un lavoro piuttosto melodico, quindi se per voi tutto ciò che non suona come "Transylvanian Hunger" è roba commerciale, allora fareste meglio a stare lontani da questo CD. Allo stesso tempo, se vi piacciono questi lavori di confine, che non disdegnano eleganza e raffinatezza, pur mantenendo un livello di furia molto elevato, allora potrà sicuramente interessarvi questo "Decadenza". Alla band, infine, auguro di poter concretizzare presto un nuovo lavoro e spero che la loro evoluzione li porti ad un ulteriore miglioramento. Per ora, comunque, un lavoro degno di nota.
(Danny Boodman - Ottobre 2008)

Voto: 7.5


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