DBC
Universe

Etichetta: Combat
Anno: 1989
Durata: 37 min
Genere: techno-thrash


"Universe" è il secondo album dei canadesi DBC, uscito a due anni di distanza dal precedente "Dead Brain Cells" e registrato con la stessa line-up a 4 del precedente. Se il primo album seguiva la tendenza dell'epoca (il thrash sparato), questo "Universe" segue la tendenza di quel periodo: i gruppi thrash stavano tutti rallentando i ritmi per dedicarsi a composizioni più intricate, sulla scia di "...And Justice For All" dei Metallica.
Questo album contiene 10 canzoni, di cui una ("Exit The Giants") è strumentale. Si tratta di un concept sull'evoluzione dell'universo, ossia dall'istante presupposto iniziale (l'esplosione che dà inizio a tutto), passando per la formazione delle stelle e dei pianeti, e finendo con l'arrivo dell'umanità. Si tratta di un progetto ambizioso, soprattutto perché i DBC cercano di sottolineare con la musica i vari momenti del concept. L'impresa era ardua ed è riuscita in parte, ma non si può biasimarli per questo: se uno prova a scoparsi 10 ragazze di fila e si ferma alla quinta, allora non ha raggiunto il suo scopo ma merita rispetto lo stesso, ahhaahahha.
Dal punto di vista musicale questo album è più controllato e cervellotico rispetto a "Dead Brain Cells". I tempi sono meno veloci, in pratica tutto l'album si gioca sui mid-tempo, se escludiamo qualche breve accelerazione in occasione di alcuni assoli. Le ritmiche sono intricate e mancano quasi completamente le parti diretta da puro headbanging. Le parti di batteria sono complesse ma non troppo, per capirci non siamo ai livelli dei WatchTower. Il basso stavolta è lo strumento meno in luce, in pratica è quello che regge l'ossatura delle canzoni, senza lanciarsi in parti strambe al livello dell'album precedente. I riff ovviamente sono contorti, hanno mantenuto la pesantezza sonora del thrash, ma non sono diretti ed incazzati. Le due chitarre si intrecciano in continuazione, e viene data la priorità al lato cervellotico della loro musica: per ascoltare questo album serve la completa attenzione, non è certo un lavoro da ascoltare in sottofondo mentre si fa qualcos'altro. La voce è più parlata che urlata, resta sempre rauca, ed in vari punti ci sono due linee vocali diverse sovrapposte, proprio per dare un effetto sullo stile delle voci degli alieni dei telefilm degli anni '60 e '70. Qua e là ci sono anche delle tastiere a dare un tocco psichedelico alla musica dei DBC.
La produzione di Garth Richardson è buona, i suoni sono piuttosto secchi e cupi, e sono adatti all'idea del concept. La confezione è discreta, in copertina c'è il disegno di un atomo sovrapposto ad una nebulosa. I testi ovviamente parlano del concept.
Questo album alla fine non è riuscito completamente, ci sono delle parti un po' mosce, ed alcune un po' forzate per poter star dietro al concept. Ci sono anche dei punti fighi, ma personalmente non arrivo mai all'esaltazione. Lo giudico un album molto buono nel complesso, nel genere c'è gente che ha fatto di meglio (Coroner ed Anacrusis, tanto per fare qualche nome di gruppi thrash cervellotici e cupi), ma "Universe" merita di essere conosciuto, sia per la curiosità di vedere come i DBC hanno affrontato questo concept, sia perché, pur non essendo un capolavoro, il livello medio delle canzoni è alto. La versione in vinile la si trova con un po' di impegno, mentre quella in CD è più rara (ed ha come bonus il primo album "Dead Brain Cells" esclusa una canzone).
(teonzo - Gennaio 2004)

Voto: 8


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Sito internet: http://www.dbcuniverse.com/