DAWN UNDER ECLIPSE
From End To End
Etichetta: Graves Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2009
Durata: 44 min
Genere: death metal melodico/metalcore
Nati dalle ceneri degli Eclipse, i riminesi Dawn Under Eclipse hanno
esordito con questo "From End To End", pubblicato dalla Graves Records
e distribuito dalla Alkemist Fanatix. La copertina ci mostra un bosco
all'alba, con dei corvi che volano in cielo. A colori è anche il
libretto, di otto facciate, contenenti tutti i testi e le informazioni
relative alla realizzazione del CD. E' presente anche la formazione che
ha inciso il CD, vale a dire Gigs alla voce, Steve e Shane alle
chitarre, Ple al basso e Pasty alla batteria.
Il disco è aperto da "Overhear", introduzione inquietante e
fantascientifica che prepara il terreno a "Collision". Traccia dal
grande impatto, caratterizzata da riff di ottima fattura, mette subito
in mostra le qualità del gruppo: tecnica sicura, grande affiatamento,
potenza debordante, professionalità impeccabile. Gigs strilla come un
ossesso, ma nei ritornelli ariosi e melodici esibisce anche il suo
timbro pulito, molto bello e sicuro. "Collision", la cui struttura è
piuttosto tradizionale, si sviluppa tra strofe aggressive e ritornelli
di facile presa, il tutto realizzato con un arrangiamento stratificato
e pregevole. Affascinanti le sezioni strumentali, molto tecniche e
realizzate con una cura maniacale nel particolare. Stilisticamente, i
Dawn Under Eclipse possono essere considerati come parte del gran
calderone death melodico/metalcore attuale. Nonostante la concorrenza,
il gruppo ne esce a testa alta, perchè riesce a dimostrare
un'indipendenza caratteriale raramente riscontrabile in gruppi simili.
Neanche il tempo di rifiatare, e "Half Light" arriva come un treno
in corsa. I riff ritmici sconnessi e testardi dei nostri, già presenti
in "Collision", introducono una canzone nuovamente aggressiva ed
adrenalinica. "Half Light" è una cavalcata capace di slogare il collo
anche ai metallari più allenati. L'impatto è distruttivo;
l'aggressività è ai massimi livelli. Anche qui, come da copione,
riappaiono i ritornelli melodici: fortunatamente, la melodia è
utilizzata in maniera piuttosto intelligente, ed evita di copiare
quanto già fatto da gruppi più famosi. E' impossibile non farsi
trascinare dalla carica del quintetto, che mantiene alta la tensione
fino agli inevitabili sbocchi melodici (non solo nei ritornelli: un
esempio è il bell'assolo di chitarra dell'ospite Simone Mularoni,
vagamente alla Steve Vai). "Half Light" è una canzone sanguinaria ed
immediata allo stesso tempo, ma ricca anche di sorprese: valida anche
la sezione più moderata, con Gigs che canta nel suo registro più grave.
Coda conclusiva violentissima.
"Hailstorm" non vuole certo essere da meno delle due tracce che
l'hanno preceduta, imponendosi con un muro sonoro e ritmico davvero
possente. L'arrivo della melodia tende a smussare un pochino le
asprezze musicali di derivazione death, aprendo il brano anche a
notevoli influenze classicamente metal. Piacevole, "Hailstorm" è una
composizione meno interessante rispetto alle due precedenti, perchè
tende ad essere penalizzata da una maggiore aderenza ai soliti clichè.
Si risolleva alla grande nelle sezioni strumentali, con gli assoli di
chitarra davvero emozionanti.
La personalità dei nostri torna ad altissimi livelli con "Shapeless"
(eh beh, con un titolo così, sembra quasi un omaggio alla nostra zine,
eheh!). L'utilizzo costante di vocalizzi puliti, fa sì che la canzone
assuma dei connotati molto classici, sostenuti anche da un
arrangiamento sinceramente heavy metal. La pesantezza esecutiva, però,
ed i ritornelli hanno però un'indubbia natura metalcore (nell'accezione
moderna che ha assunto il termine). La canzone avanza con decisione,
dimostrando un appeal melodico veramente accattivante. Gran bel pezzo,
questo "Shapeless".
"Cult Of Thelema", introdotto dalle note di una chitarra acustica,
riesce di nuovo a sorprendere l'ascoltatore, con i suoi riff prima
arzigogolati e successivamente diretti e decisi. Non velocissima,
avanza però speditamente fino ai soliti ritornelli melodici (ma non
tantissimo). Il brano è permeato da una densa oscurità, rischiarata
dall'ottima tecnica dei nostri e dal loro talento in sede
d'arrangiamento. Alla fine, "Cult Of Thelema" risulta essere un altro
brano maiuscolo, capace di convincere anche i più refrattari al death
melodico/metalcore. Segnalo ancora le solite parti strumentali,
costruite con grande intelligenza e di rara bellezza. Finale sfumato.
Le battute iniziali di "A Night On Earth" sono di una malinconia e
di una delicatezza uniche. La canzone è in realtà una ballata, se così
si può dire. Gigs interpreta il testo con molto trasporto, ed il suo
timbro nel registro più basso è personale e convincente. La
composizione si muove su un'estetica molto americana ed alternativa, ed
è un felice diversivo all'interno dell'album. Molto interessanti anche
gli sviluppi melodici e compositivi. Finale più potente, da
false-ballad, vagamente alla Metallica del "Black Album".
"Relief" è un ritorno alla violenza, e all'impatto così tipici dei
Dawn Under Eclipse. Però la velocità è frenata, e "Relief" avanza in
maniera faticosa, salvo per qualche indizio di cavalcata in occasione
della strofa. Il risultato è onesto, forse non eccezionale. Comunque,
anche le canzoni meno intriganti del gruppo, risultano efficaci lo
stesso. Questo grazie ad un songwriting ricco di talento, istintivo ma
al tempo stesso ragionato.
"Valve" unisce un accompagnamento tirato e ricco di mordente, a
linee melodiche pulite nella strofa e che si distorgono solo in un
secondo tempo. E se i ritornelli sono un po' di maniera, nel suo
complesso "Valve" riesce a convincere. Canzone sfaccettata, dai molti
stati d'animo, risulta anche sfuggente nei suoi riferimenti stilistici,
saltando sovente di palo in frasca senza perdere però la forte coerenza
interna. Mi piacciono questi Dawn Under Eclipse, molto bravi.
Eccoci giunti all'ultima canzone dell'album: "Seven Circles"
(nella quale, la chitarra acustica è suonata dall'ospite Lols).
L'inizio è fantastico: l'arrangiamento acustico, sghembo, è ammirevole.
La canzone si sviluppa poi seguendo le coordinate più classiche del
metalcore/death melodico, personalizzate da riff staccati e nevrotici,
passaggi di raccordo folli ed i soliti preziosismi del gruppo di
Rimini. Ciò nonostante, "Seven Circles" soffre più di altre
composizioni la pesante influenza degli stilemi classici del genere
proposto dal gruppo. Il difetto è smussato dalle particolarità che
fanno capolino nel songwriting di quando in quando. Ed è proprio dalle
sue caratteristiche più personali che il gruppo dovrebbe ripartire, in
vista di un secondo album, perchè sono proprio quelle a renderlo unico
ed inconfondibile. Ad esempio, molto bella la parte nella quale Gigs
canta con la sua voce pulita: questa sì che è creativa e libera da
qualunque legame col genere proposto. Si avverte qualche eco degli
Opeth.
"From End To End" è un album di gran valore, suonato da un gruppo
giovane e dotato di un talento. Se i Dawn Under Eclipse avessero
limitato ulteriormente l'utilizzo di stilemi triti e ritriti, il disco
sarebbe stato un capolavoro. Ma già così va bene, perchè "From End To
End" è ben al di sopra di tanti altri album. Se tutti i gruppi avessero
la stessa libertà creativa dei Dawn Under Eclipse, la scena metalcore e
quella death melodica non sarebbero inflazionate da migliaia di gruppi
fotocopia.
Sono convinto che i Dawn Under Eclipse avranno un grande futuro davanti
a loro. Speriamo non tradiscano questa mia aspettativa. Grandi ragazzi,
avanti così! E non perdetevi!
(Hellvis - Maggio 2010)
Voto: 8
Contatti:
Mail Dawn Under Eclipse: dawnoundereclipse@hotmail.it
Sito Dawn Under Eclipse: http://www.myspace.com/dawnundereclipse
Sito Graves Records: http://www.gravesrecords.com/
Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/