DARZAMAT
SemiDevilish

Etichetta: autoprodotto / Metal Mind
Anno: 2004
Durata: 49 min (esclusa traccia video)
Genere: black/death metal sinfonico e melodico


I Darzamat si sono formati nel 1995 in Polonia. Ai due membri fondatori, Flauros (voce) e Szymon Struzek (chitarra, basso, programmazione), si è unita qualche mese dopo la cantante Katarzyna Banaszak. Il neonato trio ha quindi pubblicato, nel 1996, l'album di debutto intitolato "In The Flames Of Black Art". I buoni responsi di pubblico e critica hanno spinto i musicisti a migliorare la loro proposta musicale. Gli arrivi del batterista Bomba e del chitarrista Daamr hanno permesso ai Darzamat di avere un suono meno artificiale. Il loro secondo album, "In The Opium Of Black Veil", è stato pubblicato nel 1998. Nel 1999 il gruppo polacco ha firmato un contratto con la nostrana Avantgarde Music. Svariati problemi, tra cui la costruzione di uno studio di registrazione personale, hanno fatto sì che il nuovo album "Oniriad" vedesse la luce soltanto nel 2003. La musica ha mostrato evidenti segni di evoluzione, tra i quali una maggiore propensione per le atmosfere gotiche. Subito dopo la sua pubblicazione Daamr, Bomba e Katarzyna hanno lasciato i Darzamat. Poco dopo anche il membro fondatore Szymon ha abbandonato la baracca, facendo piombare il gruppo in un momento di incertezze. La situazione si è risolta alla grande con il ritorno di Daamr e gli arrivi di Spectre (tastiera), Golem (batteria) e Nera (voce femminile). La nuova line-up è comprensiva del chitarrista Chris, entrato nei Darzamat durante la temporanea assenza di Daamr. I molteplici cambi di formazione, così come il sopracitato abbandono di uno dei membri fondatori, hanno fortemente influenzato la nuova direzione musicale del gruppo. Il risultato di questo percorso così travagliato porta il nome di "SemiDevilish".
"SemiDevilish" è stato registrato tra il giugno e il luglio 2004 presso lo studio Mular. L'ingegnere del suono, tale Maciej Mularczyk, è abbastanza noto in Polonia per la sua professionalità. L'album infatti è in possesso di un suono perfetto, nitido e potente. Il digipack è di buona fattura. In copertina campeggia la foto di Nera, proprio una bella ragazza, in una monocromia verdastra. La confezione si apre in tre sezioni, scarne di informazioni. C'è anche una foto di gruppo. Tra i credits si scopre che Cezar dei Christ Agony e Zaakh degli InDread Cold hanno contribuito alla stesura dei testi.
La musica dei Darzamat è difficile da descrivere con precisione: è estrema ed al tempo stesso sofisticata. Si potrebbe considerare un black/death metal pesantemente sinfonico e dagli spiccati tratti melodici. Prendiamo, come esempio, l'iniziale "In Red Iris" dove toccanti passaggi gothic emergono dalle possenti sferzate black/death. E' una continua altalena di stili e di emozioni. Sì, perché la musica è estremamente comunicativa.
La formula compositiva utilizzata dai Darzamat è, all'apparenza, molto comune. Analizziamo le parti vocali. Voce maschile e voce femminile: di questi tempi, una qualcosa di trito e ritrito. Eppure il gruppo polacco riesce a tirare fuori qualcosa di buono dall'utilizzo dei due tipi di vocals. Flauros si dimostra meno duttile di Nera dato che utilizza sempre il growling. Nera non ha un'estensione vocale eccezionale ma se la cava bene sia nel cantato pulito che nel gutturale. Il suo stile vocale ricorda da vicino quello di Anja Orthodox dei Closterkeller (gruppo questo che pare aver preso sotto tutela i Darzamat). I due vocalist fanno del loro meglio per allontanarsi dai cliché vuoi black sinfonici, vuoi gothic. Questo grazie alle melodie appassionanti ("Fistful Of Ashes", "The Darkest One", "Era Aggression") ed all'alternanza di ruggiti e digrigni.
Spectre, un tastierista molto abile, intesse abili arazzi di atmosfera sul sanguigno riffing delle chitarre e del basso. L'intelligenza compositiva è dimostrata dalla continua ricerca del sorprendente. Quando una traccia pare assestarsi sugli stilemi del black sinfonico, ecco che le chitarre si mettono a suonare riff schiettamente death metal. Quando la musica raggiunge livelli assoluti di aggressività, ecco partire una sezione malinconica ben interpretata dalla voce di Nera.
Il punto di forza dei Darzamat è la personalità. La loro proposta musicale è ricca di derivazioni ma nessuna di esse può essere considerata la principale. Si può parlare di una generica influenza del black sinfonico più melodico mescolata con il vivace dark/gothic moderno (Closterkeller su tutti). Il gruppo ama definire la propria musica come "black art" ma, a parer mio, si tratta di una descrizione troppo vaga.
"In Red Iris" ed "Era Aggression", da cui è stato tratto il video presente nel CD (e il cui file occupa la prima traccia, muta nel lettore), sono due canzoni di buon valore che potrebbero dimostrarsi singoli vincenti. Anche "The Darkest One" o "Absence Of Light" non sono male. Comunque sia, citare qualche traccia come maggiormente significativa fa torto a tutte le altre. Sì, perché il songwriting dei Darzamat è di livello notevole.
A onor del vero, non sempre queste canzoni sono convincenti in toto. In alcuni casi i Darzamat optano per la scelta più facile. Di conseguenza, alcuni passaggi risultano particolarmente prevedibili. Per contro, questo difetto fa sì che le canzoni risultino facilmente assimilabili (anche la bizzarra "In Its Cobweb", accompagnata da un campionamento ripetuto in loop).
"SemiDevilish" è un buon disco, piacevole all'ascolto e che non annoia. I Darzamat sono un gruppo di valore che merita di essere conosciuto. Un acquisto consigliato.
(Hellvis - Gennaio 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito internet: http://www.darzamat.art.pl/