DARK TRANQUILLITY
The Gallery
Etichetta: Osmose Production
Anno: 1995
Durata: 47 min
Genere: Death Melodico
Assieme a 'The Jester's Race' degli In Flames, questo secondo disco della band svedese è diventato un caposaldo del Death melodico.
Alla voce troviamo proprio l'ex in Flames Michael Stanne (mentre cosa curiosa, il loro vocalist Anders Fridèn andrà a cantare negli In Flames) che si amalgama perfettamente con lo stile
più aggressivo e d'impatto dei Dark Tranquillity.
La musica di 'The Gallery' ha molti punti in comune con l'ottimo esordio 'Skydancer', anche se in questo frangente risulta più articolata, più melodica è più potente e le undici tracce del disco filano l'una con l'altra in modo perfetto, lasciando intendere già dalle prime note di 'Punish My Heaven' che l'album è un capolavoro senza paragoni.
La formula vincente è l'innesto della rabbiosa voce di Stanne su tappeti musicali che sanno ben poco di Death Metal... ma che sono più vicini alle soluzioni dell'Heavy Metal Classico più puro.
Su tutto il disco si stenta a percepire il Death come viene inteso solitamente, per lasciare spazio ad un ibrido potenziato costruito sulla melodia degli immortali Iron Maiden o dei vecchissimi Helloween, il tutto condito da una tecnica eccelsa e da passaggi intricati che farebbero invidia ai Dream Theather. E' difficile poter scegliere un brano che sia più rappresentativo rispetto ad un altro, ogni canzone fa parte di un'unica visione generale dell'album, che va ascoltato per intero ed assaporato nei minimi particolari. In questo lavoro i Dark Tranquillity stupiscono non poco, passano con tranquillità (scusate il gioco di parole... eheh) da partiture tiratissime e aggressive a soluzioni melodiche/maideniane, per poi lanciarsi in passaggi prog intricati e rituffarsi subito dopo in arpeggi malinconici e medioevaleggianti.
Lo stile e la personalità della band sono veramente di rilievo, sicuramente non è il Death Metal che vorrebbero sentire gli aficionados più brutali del genere, eppure chiunque ascolti questo disco non può che applaudire a tanta maestria e bravura.
Va a loro il merito, così come per i compaesani 'In Flames', di aver creato qualcosa di diverso e vario, che ha dato respiro al Death Metal, diventato di questi tempi sempre più scarno e ripetitivo.
Un album che sicuramente piace un po' a tutti, se ancora non lo avete compratelo ad occhi chiusi!
(Muad'Dib - Giugno 2002)
Voto: 10
Capisco che nel suo genere sia una figata questo album, ma il death melodico non mi ha mai esaltato, anzi... non c'è cattiveria in questo genere, come non c'è cattiveria in questo album. Insomma, è fatto molto bene, non sarò io a negarlo, ma non sarò nemmeno io a riascoltarlo spesso, e questa è una caratteristica fondamentale per un album.
(teonzo - Giugno 2002)
Voto: 7.5
Non sono un grande estimatore e conoscitore del
death, ma questo album mi è piaciuto forse anche perché è abbastanza
melodico e con un cantante non eccessivamente growl.
(metalchurch - Giugno 2002)
Voto: 7.5
Non si può dire che non abbia un suo stile, che non sia suonato bene,
che non sia raffinato, ecc. ecc, ma alla lunga non riesce a scuotermi.
Questo perchè non c'è una vera unione tra violenza (poca) e
introspezione, ma un compromesso che sfocia in un risultato scolorito,
senza essere nè carne nè pesce. Lo ascolto poco, in situazioni
particolari, in ogni caso non mi verrebbe mai voglia di ascoltarlo più
volte di seguito. Ciò non toglie che meriti di essere ascoltato, anche
se ritengo superiore il precedente mini "Of Chaos and Eternal Night"
che possiede praticamente lo stesso stile musicale.
(bist - Luglio 2002)
Voto: 6.5
A me questo album piace molto. Non lo considero il capolavoro assoluto
del death melodico, ma lo reputo ugualmente un ottimo lavoro. Le song
sono mediamente molto belle, adoro le atmosfere tra l'onirico e
l'incazzato che questi ragazzi riescono a creare. In particolare la
capacita' di Stanne di scrivere liriche e' seconda a pochi nel panorama
della musica dura: non mi stupirei di trovare Neil Gaiman tra le letture
preferite di questa band. Ogni testo e' un arazzo composto da mille
fili,
e le musiche contengono benissimo le parole, l'incastro e' perfetto.
(Mork - Luglio 2002)
Voto: 8.5
In un genere che non mi è più particolarmente caro come il death melodico, è
difficile però dimenticare la bellezza di un disco come "The Gallery".
Perfettamente bilanciato tra momenti aggressivi e melodici, tra la
delicatezza di certe intense linee melodiche e la dinamicità di alcune
mirate accelerazioni. Un disco che ha fatto la storia del (sotto)genere e
che viene, a ragione, ricordato come uno dei punti più alti della scena
melodica svedese.
(Orion - Luglio 2002)
Voto: 8.5
Forse ripeterò sempre le stesse cose, forse è solo una mia fissazione, ma penso che il contributo che Fredrik Johansson è stato in grado di apportare ai Dark Tranquillity sia notevole. "The Gallery" è l'apice della carriera del gruppo, grazie all'elemento appena citato, ma non solo. Infatti trovo che i pezzi siano qualitativamente eccellenti. La registrazione evidenzia bene le linee di basso (per fortuna!). Mikael Stanne è grande, Jivarp fa paura dietro le pelli. Personalmente trovo poco entusiasmanti la title-track, "Lethe" e "...Of Melancholy Burning", ma per il resto il CD è spettacolare! Un must per gli amanti del death melodico... e un'ultima cosa: "The Gallery" sul piano della tecnica è un CD di altissimo livello! Spesso ciò passa inopportunamente in secondo piano.
(EverEve - Novembre 2004)
Voto: 9