DARKTRANCE
Ghosts In The Shells

Etichetta: Bad Mood Man Music
Anno: 2008
Durata: 42 min
Genere: black / dark metal


Darktrance è un progetto solita di Dmitry Gubsky, un artista ucraino noto anche con lo pseudonimo di Deimos. Nel giugno del 2007, anno di nascita del progetto, Dmitry ha registrato due canzoni, "Ghosts In The Shells" e "Long Dark Heath", che hanno dato vita ad un promo.
"Ghosts In The Shells", pubblicato quest'anno dalla Bad Mood Man Music, succursale della Solitude, è l'album d'esordio di Darktrance. Il full-length contiene sia le tracce del promo, sia altre sette composizioni registrate tra il maggio e l'agosto del 2007, nel Damaged System Studio di Kiev.
La copertina dell'album è molto bella ed evocativa. E' stata realizzata in una deprimente monocromia grigia, e mostra una città in rovina. Gli edifici sono tutti ruderi, come se fosse appena finito un bombardamento. Le otto pagine del libretto mantengono lo stesso grigio intenso come colore di sfondo. In esse troviamo il testo della canzone "Ghosts In The Shells", un paesaggio lacustre, una foto di Dmitry, le informazioni relative alla registrazione ed i contatti. L'artwork ci comunica un gran senso di vuoto e di destino fatale. Lo stesso testo presente evoca una disperazione senza fine: "Fantasmi nelle conchiglie / siamo fantasmi nelle conchiglie / andiamo in putrefazione, sanguiniamo, moriamo / siamo una razza sofferente". Nessuna speranza. Solo rassegnazione.
La musica proposta da Darktrance è a metà strada tra un black metal deprimente e un dark metal gelido. Gelido ma non distante. Il suono creato dagli strumenti è quasi confidente: è come un abbraccio freddo che non vuole certo confortarci, ma che almeno vorrebbe comunicarci la sensazione che non siamo soli nella sofferenza.
I quarantadue minuti di durata del CD sono un viaggio nell'introspezione, quasi un percorso iniziatico, o una via crucis per espiare la colpa stessa dell'esistere. Il linguaggio scelto da Dmitry è molto vario. In alcune canzoni il black è predominante, un black melodico nel quale campionamenti, tastiere ed atmosfere svolgono i ruoli principali. Mi viene in mente "Prison Inside Us", ma anche la title-track (che nonostante questo privilegio, non rientra tra le mie favorite), oppure la canzone d'apertura "Long Dark Heath". Oppure l'artista privilegia lente ballate suicide, come l'ottima ed affascinante "Black Sun". Ecco, nel corso delle nove canzoni Dmitry si dimostra un'artista completo e talentuoso. Nulla è lasciato al caso, e non cade nel solito errore di tanti progetti solisti, cioè quello di fare le cose alla buona. No. Dmitry agisce e pensa da professionista. Quindi, ci troviamo di fronte a canzoni scritte con criterio e capacità, ad una tecnica strumentale buona e sicura, ad una qualità di registrazione ottima. Da questi punti di vista, il lavoro di Dmitry è incriticabile. Formalmente, "Ghosts In The Shells" è un disco perfetto.
Ci sono anche dei difetti, prevedibili dato che il progetto si è formato solo due anni fa, ed in considerazione del fatto che le registrazioni risalgono a pochi mesi dopo la data di formazione. Tali difetti sono evidenti nella musica derivativa, che può ricordare tante altre band dell'underground, e che come suggestioni può portare alla mente i vari campioni del dark/black metal che non sto qui a citare. Anche le melodie sanno sovente di già sentito, e non sempre arrangiamenti e musica sorprendono l'ascoltatore. Nel suo insieme però, "Ghosts In The Shells" è un disco solido. Solido e vario. Nei limiti del genere, il songwriting ha una certa vivacità ed è chiaro che Dmitry non sia mai a corto di idee. Chiunque ami questo tipo di musica, non potrà che godere le atmosfere plumbee di Darktrance. Io l'ho apprezzato parecchio, e ho goduto sensazioni deprimenti ogni volta che l'ho messo di sottofondo. Però devo comunque essere obiettivo, mettendo da parte i miei gusti personali, nella speranza di dare un giudizio il quanto più possibile reale. Ed è per questo che affermo che Darktrance è solo all'inizio del suo percorso musicale. "Ghosts In The Shells" è un buon lavoro, ma è come un orto immenso del quale però ne sia stata seminata solo una piccola parte. Per quanto sia ricco quel piccolo appezzamento, l'intero orto potrebbe rendere immensamente di più. Ma i grandi risultati si raggiungono poco per volta. E confido che Darktrance vada avanti per il suo percorso, regalandoci in futuro album ancora più belli, intensi, da vivere.
(Hellvis - Marzo 2009)

Voto: 7


Contatti:
Mail Darktrance: darktranceband@hotmail.com
Sito Darktrance: http://www.myspace.com/darktranceband

Sito Bad Mood Man Music: http://www.myspace.com/badmoodman

Sito Solitude Prod.: http://solitude-prod.com/