DARKTHRONE
F.O.A.D.

Etichetta: Tyrant Syndicate / Peaceville / Halidon
Anno: 2007
Durata: 40 min
Genere: black heavy metal


"Fuck Of And Die", ecco il significato di "F.O.A.D.". Una piccola censura che fa specie, quando ci si trovi di fronte ai DarkThrone (anche se questa citazione omaggia i Venom!). E comunque, eccoli di nuovo tra noi, coriacei e resistenti. I DarkThrone sono una certezza, e l'ascolto di ogni loro nuovo CD è sempre preceduto da una fervida attesa. Non si sa mai quale tipo di coniglio potrebbero estrarre dal cilindro. Eppure, qualche anticipazione l'avevamo già avuta, grazie alla politica della Peaceville, secondo la quale ogni album dev'essere preceduto da un EP apripista: nello specifico, mi riferisco a "NWOBHM". In tale EP sono presenti due canzoni destinate in seguito ad apparire su "F.O.A.D.": "Wisdom Of The Dead" e "Canadian Metal". Ambedue presentano alcune differenze rispetto alle versioni definitive. Nel vinile dell'EP, le traccie presenti sono solo due. Nella versione CD, la tracklist è integrata da altri due brani: "Hedninger Fra Helvete" e la cover dei Testors "Bad Attitude". Tra l'altro, questa canzone era anche apparsa in un 7" singolo uscito in 2000 copie sempre per la Peaceville: ne occupava il lato B, mentre quello includeva la title-track "Forebyggende Krig".
Passiamo ora al commento del nuovo lavoro dei DarkThrone.
La copertina, in bianco e nero, è molto "vecchia scuola". C'è un mostro che indica una tomba aperta, come se invitasse qualcuno ad entrarci. Questo mostro sembra una versione black metal dell'Eddie di maideniana memoria. Dalle note del libretto, apprendiamo come il suo nome sia Mr. Necro.
Le canzoni sono state scritte tra l'ottobre del 2005 e il maggio del 2007, e sono state registrate tra il 2006 ed il 2007 nel Necrohell studio di Nocturno Culto.
"These Shores Are Damned", la prima canzone, porta la firma di Nocturno Culto. Le note, scritte da Fenriz, la indicano come un esempio di NWOBHM (un richiamo all'EP), ovvero New Wave Of Black Heavy Metal, e suggeriscono come la voce gli ricordi gli Amebix. Credo che queste dichiarazioni vadano prese con ironia, anche se stilisticamente vediamo i DarkThrone seguire dei binari stilistici decisamente personali. Se la sezione principale è nel tipico stile del gruppo, in altre parti viene alla luce una strana vena melodica, decisamente inedita. Il brano è suonato con il classico trasporto del gruppo, e lo stile vocale di Nocturno Culto non è mutato più di tanto. Tutta la composizione è velata da una consistente malinconia. Si segnala un assolo molto melodico di chitarra, quasi dark come sonorità.
"Canadian Metal" è dedicata ai fan dell'America Centrale, checchè ne dica il titolo. Il testo ha invece a che fare col metal canadese, secondo le solite note folli scritte da Fenriz. E Fenriz stesso si occupa della voce, in questa canzone, con Nocturno Culto ai cori (assieme ad altri due individui). Stilisticamente siamo vicini ai territori dei primi Celtic Frost, anche se le fonti di ispirazione andrebbero da ritrovarsi, secondo l'autore, in Onslaught, DeathStrike e Motörhead... mah. Ascoltabile, divertente, è alla fine di tutto la classica canzone alla Fenriz degli ultimi tempi: basilare, vicina ai Celtic Frost e poco creativa. Anche qui si segnala un assolo melodico di livello discreto, e un pizzico di melodia.
"The Church Of Real Metal", il cui titolo potrebbe ricordare i Manowar, è di fatto un omaggio a Manilla Road e J.D. Kimball, il cantante degli Omen. In più, nelle note vengono ricordati altri gruppi heavy ed epic metal. oltre ai greci Zemial e Burzum, che c'entrano poco o nulla. Ma qualcosa che potrebbe ricordare l'epic metal c'è, ad esempio il ritmo cadenzato dell'intera composizione, e l'incedere deciso e severo. Ovviamente fa un po' sorridere sentire sbraitare "Church Of Real Metaaaaal!" nel tipico stile vocale di Nocturno Culto! E' praticamente una contraddizione in termini! Però la traccia risulta alla fin fine piacevole, e sebbene sia realizzata con spirito goliardico, potrebbe dare le paste a tutti quei gruppetti che cercano di mescolare spirito eroico al black metal. Molto particolare, e distante anni luce da ciò che hanno fatto i DarkThrone in passato. La canzone poi accelera, rendendo ancora più evidenti le influenze del metal classico, mescolate con un immancabile tocco punkeggiante. Da segnalare il lavoro strumentale di Nocturno Culto, che in questo disco sembra volersi sfogare col suo strumento dopo essersi trattenuto nel corso di tutti gli album precedenti! Però l'assolo finale è dell'ospite Czral (Aura Noir, Virus, ecc.)...
"The Banners Of Old", della quale evito di riportare le note perchè troppo deliranti, è una strana composizione di Nocturno Culto. Il cantante si dedica ad uno stile vocale più contenuto, cupo e quasi narrato. Anche il ritmo non è esplosivo, e il riffing è costituito più che altro da note lunghe e poco dinamismo. L'arrangiamento è strano, con tante sonorità che si sovrappongono a questo riffing dall'incisività scadente. La seconda parte del brano è più classica, più vicina al tradizionale DarkThrone-sound. Alla fine dei conti però, "The Banners Of Old" convince poco.
Ecco ora la title-track, e anche qui Fenriz è dietro al microfono. Questa canzone è estremamente più dinamica della precedente, ed è mossa da un vero spirito heavy metal. Almeno questo per quanto riguarda il riffing iniziale, perchè dopo una partenza decisa l'avanzare si inchioda su un rallentamento sensibile. Poi si ha una ripartenza, che si concretizza in una accelerazione molto old-school. Anche lo stile vocale di Fenriz, molto meno potente di quello di Nocturno Culto, sà molto di vecchia scuola. Probabilmente, se avesse cantato il cantante ufficiale della band, il ritornello "Fuck Off And Die!" sarebbe risultato decisamente più arrabbiato. Ma può andare bene così, in fondo ai DarkThrone si può perdonare tutto. E anche se gli si desse un consiglio, non lo ascolterebbero!
Il lato B (così è riportato sulla copertina del CD: ah che nostalgici!) è aperto da "Splitkein Fever". Anche in questo caso le note lasciano il tempo che trovano, soprattutto in riferimento al suono assolutamente "vecchio" della chitarra. Sì, è presente un pochino di fuzz in più, però non siamo differenti dal suono di tante altre band. Anzi, in confronto ai vecchi DarkThrone, il suono di questa chitarra è quasi lussoso! Brano deciso, è strutturato in maniera molto semplice, e lascia poco spazio all'inventiva. Procede in maniera prevedibile dall'inizio alla fine, anche se in seguito ha luogo un rallentamento piuttosto pesante. Ottima interpretazione di Nocturno Culto al microfono.
"Raised In Rock" cita i Venom, ed è dedicato da Fenriz a suo zio, che per primo l'ha introdotto nel mondo del rock pesante.. La voce di Fenriz risulta più "piena" che nei casi precedenti: lui stesso, nelle note, afferma di aver finalmente trovato un microfono adatto alla sua voce (veramente lo afferma nella nota del brano successivo, ma penso vada bene anche in questo caso). La canzone è pervasa da una forte spinta rock, e da una discreta attitudine punk. Fenriz ha scritto proprio una bella canzone, in questo caso. Ha evitato di cadere nelle solite derive stilistiche alla Celtic Frost, e questo è un bene. Dura solo tre minuti, ma si fa applaudire. Rock on, guys!
"Pervertor Of The 7 Gates", nelle cui note vengono citati Axegrinder, Humble Pie, Celtic Frost ed Impostor, i quali c'entrano tutti veramente poco, sorprende per la consueta indipendenza stilistica del gruppo. O meglio, i DarkThrone si sono fatti negli anni via via più derivativi, ma è difficile trovare una sorta di coerenza nella loro musica. Ogni album sorprende, perchè non si sà mai cosa potrebbero sfornare i due diavoli! La canzone, un po' più strutturata rispetto alle altre, presenta diversi cambi ritmici e differenti stati d'animo. L'elemento black non manca di certo, e anzi, sottintende l'intera traccia (così come l'intero album, in caso non si fosse capito!). Buona la prova di Fenriz al microfono.
"Wisdom Of The Dead" è un bel brano black metal. Molto buono il riff iniziale, così severo e deciso. Davvero valido il lavoro complessivo del gruppo: il songwriting è sempre più rilassato, libero da vincoli. Il gruppo non deve più dimostrare nulla, e negli ultimi tempi pare divertirsi. E c'è da dire una cosa. Dopo aver toccato il fondo con "Hate Them", il gruppo ha progressivamente risalito la china da quando ha deciso di non cercare più di suonare nella maniera intransigente dei vecchi DarkThrone, ma piuttosto di suonare così come venga, seguendo la propria ispirazione.
Ecco che quindi "F.O.A.D" risulta un album convincente, nel quale i DarkThrone si fanno portavoce di un modo libero di intendere la musica, nonostante la fama. L'album è un omaggio al heavy metal nella sua interezza, senza confini. La maturità del gruppo si nota nella lista dei dischi da avere, che non includono più soltanto black metal, ma metal anche tradizionale. Riporto qui per curiosità i nomi dei gruppi citati, non includendo i titoli degli album: Bludwulf, Agent Steel, Zemial, Sentinel Beast, English Dogs, Cirith Ungol, Attacker, Manilla Road, Axegrinder, Blessed Death, Slaughter, Merciful Fate, Venom, Repulsion, Black Sabbath, Bathory, The Residents, Mayhem (con "Ordo Ad Chao", secondo me un gran bell'album!), Autopsy e Treblinka. Questi "consigli per gli acquisti" arricchiscono il bel libretto di venti facciate, ricco di foto a colori dei musicisti: anche questa quasi una novità (se si escludesse l'EP precedente).
Il ritorno dei DarkThrone ci porta lontani dal punk di "The Cult Is Alive", e sembra riscoprire le radici heavy metal presenti nel cuore di ogni metallaro. Ed i DarkThrone sono metallari veri, più tendenti al black ma pur sempre metallari. Un disco senza pretese artistiche, ma dopotutto più sincero di tanti altri pubblicati da gruppi di minor fama. L'ennesima sorpresa dei DarkThrone che, come al solito, non guardano in faccia nessuno e proseguono per la loro strada.
(Hellvis - Febbraio 2007)

Voto: 7


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