DARKSKY
Crimson Butterfly (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 36 min
Genere: death metal melodico con influenze prog


Tornano sul mercato i milanesi Darksky, band dedita ad un interessante mix che unisce death metal melodico, stacchi thrash, melodie più vicine al classic metal e partiture intricate di stampo prog.
Nati nel 1997 con il nome di Deliverance, il gruppo attraversa la classica fase di assestamento, fatta di partenze e di arrivi, che durerà fino al 2002. In questo lasso di tempo, oltre a cambiare il proprio nome in Darksky, la band registra prima un demo, "Shadows" (1998), e, successivamente, un MCD autoprodotto intitolato "Beyond Life" (2000). Dopo un anno di inattività il gruppo subisce una vera e propria tempesta, tanto che della line-up iniziale rimangono solo i due fondatori, ovvero i fratelli Diblasio, Francesco (chitarra) e Max (tastiere), ai quali si aggiungono Francesca Bos (voce), Alessandro Bertagna (voce), Marco Banfi (basso) e Davide Martinelli (batteria). Con la nuova formazione il sound si sposta su sonorità più oscure, con un riffing che pesca a piene mani dal death metal melodico e la voce in growling di Bertagna che si intreccia con la brava Francesca Bos.
"Crimson Butterfly" si presenta davvero bene, con un artwork semplice e casalingo, ma curato, e una produzione davvero ottima e professionale. Nonostante la lunghezza notevole, il MCD è composto da cinque brani, tutti piuttosto lunghi, tranne la conclusiva "Instrumental", un brano strumentale (ma va??) che mostra l'ottima abilità esecutiva dei Darksky, pur rivelandosi, a conti fatti, un semplice divertissement.
Al contrario i due brani iniziali, "Throth Shall Be" e "Conceiled By An Illusion", esemplificano alla perfezione lo stile del sestetto: riff potenti e dinamici si incrociano senza sosta in entrambe le composizioni, che si aggirano intorno ai nove minuti l'una, su una base ritmica solida e aggressiva. Le tastiere di Max Diblasio costruiscono tappeti atmosferici e non risultano mai invadenti.
Tutto molto buono, quindi, tranne le parti vocali che, almeno a mio parere, presentano qualche problema. Intendiamoci, Francesca e Alessandro sono entrambi convincenti come cantanti, almeno presi singolarmente; il problema è che assieme non riescono ad amalgamarsi al meglio. Mi spiego: innanzitutto le voci sono onnipresenti, lasciando poco respiro ai passaggi strumentali; in secondo luogo le linee vocali, che non sono semplicemente alternate ma, molto spesso, si incrociano e si sovrappongono, non comunicano un senso di unità; sembra quasi che ciascuno vada per conto suo, senza curarsi dell'altro. Un peccato perché questo rischia di appesantire dei brani che, altrimenti potrebbero scorrere molto più facilmente, nonostante la lunghezza.
Fortunatamente i due pezzi successivi ("Lex Aeterna" e "Break All") risultano più equilibrati, limitando i difetti a cui accennavo e alleggerendo la durata delle canzoni, entrambe sui sette minuti. La prima, in particolare, si candida come miglior pezzo del lotto, complice anche una melodia azzeccata e un uso più moderno delle tastiere.
Detto questo, comunque, non vorrei far passare "Crimson Butterfly" per un lavoro scandente: le canzoni sono di buona fattura, l'esecuzione impeccabile e la band ha uno stile ben definito e personale. Aspettiamo quindi la prossima uscita, magari in un full-length, nella speranza che i Darksky riescano a cesellare ulteriormente il loro sound, raggiungendo dei livelli ancora maggiori.
(Danny Boodman - Gennaio 2006)

Voto: 7


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