DARK SANCTUARY
Exaudi Vocem Meam Part II

Etichetta: Wounded Love Records / Avantgarde Music
Anno: 2006
Durata: 62 min
Genere: dark atmospheric


Il nome dei Dark Sanctuary, probabilmente, non giungerà nuovo a tutti coloro che amano le atmosfere oscure e sacrali del dark ambient e del folk apocalittico. Questo ensemble francese, infatti, album dopo album è riuscito a crearsi un seguito di tutto rispetto, proponendo musica di qualità e ricca di quella intensità che rende così affascinanti queste composizioni arcaiche.
I Dark Sanctuary iniziano la loro carriera nel 1997, anno in cui pubblicano un MCD intitolato "Funeral Cry", in cui erano presenti solo due musicisti, il tastierista Arkdae e la cantante Marquise Ermia. L'anno successivo il duo decide di allargarsi ad una formazione più completa, ed ecco quindi arrivare Hylgaryss (secondo tastierista), Sombre Cyr (basso e percussioni) ed Eliane (violino). Con questa formazione viene registrato il primo full-length, "Royaume Mélancolique". L'album successivo, pubblicato nel 2000 e intitolato "Lumière Et D'Obscurité", vede l'abbandono della cantante Marquise Ermia, subito sostituita da Dame Pandora, e l'arrivo di una seconda violinista, Marguerite. Con questa nuova formazione la band continua il suo percorso musicale pubblicando "L'Etre Las-l'envers Du Miroir" (2003), "Les Memoires Blessées" (2004) ed "Exaudi Vocem Meam part I" (2005).
Arriviamo al 2006, anno in cui viene pubblicata questa seconda parte di "Exaudi Vocem Meam", un album che contiene al suo interno una musica antica, dilatata e triste, che si rifà al dark ambient, al folk apocalittico, senza dimenticare accenni al gregoriano, alla musica classica e alla musica sacra.
Se avete già avuto modo di ascoltare e apprezzare la prima parte dell'opera, allora potete andare sul sicuro: questo nuovo capitolo non si discosta di molto da quanto presentato in precedenza, mantenendo inalterato lo stesso spirito e la stessa direzione musicale. L'unica differenza importante, per quanto posso capire non avendo sottomano i testi, riguarda gli argomenti trattati che si spostano leggermente dall'argomento mistico-religioso, per tornare a parlare del dolore e dei sentimenti umani.
Entriamo quindi un po' nel dettaglio delle composizioni. Il CD si apre con "Dies Mortis", che mostra un po' la struttura base delle composizioni dei Dark Sanctuary: la musica dei francesi richiama in molti punti quanto fatto dagli Elend, con le tastiere a fare da tappeto con suoni dilatati e gravi di archi, strazianti violini a disegnare le melodie principali e l'eterea e malinconica voce di Pandora a sussurrare nenie antiche e piene di dolore. Massima espressione di questo stile, all'interno del CD, è la penultima "Un Jour, Peut-être", che riesce davvero a portare al massimo grado quelle che sono le caratteristiche peculiari dei Dark Sanctuary.
Questa è l'atmosfera generale dell'album, che però viene anche impreziosita da diversi strumenti, ognuno dei quali è in grado di dare un maggiore apporto timbrico ai pezzi. Prendiamo il caso della lunga "Vision Meurtrie", che viene resa viva e pulsante dal martellante picchiare di un timpano, suonato sa Sombre Cyr; oppure "La Rêveuse", un brano giocato su un unico giro di pianoforte ripetuto all'infinito, in un picchiettare ipnotico che lascia davvero lo sguardo a vagare nel vuoto. Allo stesso modo non possiamo non citare "L'Autre Monde", una canzone interamente acustica, giocata sulle chitarre e sugli interventi di violino, che questa volta abbandonano le atmosfere sacrali in favore di una sorta di intermezzo romantico e malinconico. Tutto il contrario della successiva "Au Cœur De L'Oubli", che invece ritorna alle sonorità corali ed ecclesiastiche che ci riportano alla mente le navate scure e marmoree delle grandi cattedrali gotiche.
Un altro brano che secondo me merita attenzione è la bella "Femme D'Un Soldat Mort", che interpreta in maniera perfetta il dolore di un canto funebre per una vittima di guerra, grazie ad un bell'intermezzo in cui un tamburo scandisce una marcia militare, mentre le tastiere simulano il suono di cornamuse per l'estremo saluto al caduto.
Particolarissima poi la chiusura del CD con "Le Compliante De Sally", una sorta di canzoncina per voce e organo che si discosta completamente dal tono misurato dell'album, riuscendo a ricreare in poco più di un minuto in mezzo un'atmosfera completamente diversa, più profana e quotidiana, priva quindi di quella sofferenza smisurata che, invece, caratterizza tutti gli altri brani.
"Exaudi Vocem Meam part II", quindi, è un lavoro davvero apprezzabile, che mostra una realtà consolidata della scena. Come dicevo in apertura, se già conoscete i Dark Sanctuary ed apprezzate la loro proposta, allora anche questo nuovo disco non vi deluderà. Se invece volete iniziare a conoscerli, allora sarebbe più giusto partire con il primo volume. Ciò che è innegabile, comunque, è il livello di maturità raggiunto dal songwriting di questa band francese, che merita sicuramente attenzione. L'unico appunto che, a mio parere, impedisce alla band di raggiungere un voto maggiore sta proprio nella continuità di questo lavoro con il precedente. Se da un lato, infatti, questo renderà felici tutti quelli che amano la loro proposta, dall'altra rimane il lecito dubbio che la band abbia trovato una formula vincente e voglia un po' 'adagiarsi sugli allori', come dice il proverbio. Per ora, comunque, godiamoci questa nuova uscita, che sicuramente non mancherà di ammaliare tutti gli ascoltatori di questo genere difficile ma anche profondo e ricco di fascino.
(Danny Boodman - Gennaio 2007)

Voto: 7.5


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