DARK QUARTERER
Symbols

Etichetta: My Graveyard Productions
Anno: 2008
Durata: 78 min
Genere: heavy epic prog metal


Molte volte i grandi del passato riescono, anche nel presente, a ritornare ed a dare una lezione alle nuove leve (Metallica esclusi ovviamente!). I Dark Quarterer li avevo conosciuti in occasione dell'altra release della My Graveyard, e se devo essere sincero non mi avevano colpito così tanto, come invece hanno fatto ora con il loro nuovissimo "Symbols", in uscita a Giugno. Nella precedente riedizione, vuoi i suoni che nonostante la rimasterizzazione non erano così attuali ed avvolgenti, vuoi le idee anch'esse di ottima fattura, ma ancorate al passato e che risentite ora nel 2008 risultano un po' più scontate, non riuscirono a esaltarmi al 100% come invece è accaduto ora, ancora nel 2008 ma con un lavoro al passo con i tempi e suonato con tutti i suoni giusti al posto giusto! I Dark Quarterer, oggi, riescono ad essere ancora più personali e convincenti (dal mio punto di vista, non me ne vogliano i fan storici!! - difatti non condivido, ma ogni giudizio è comunque prezioso - nd Hellvis). La produzione molto più curata e convincente riesce a far splendere tutte, e dico tutte, le canzoni, vuoi per un motivo o per l'altro. Considerate che la musica è molto ben concepita e strutturata; la media dei pezzi è di nove minuti e se dico "media", vuol dire che ci sono pezzi sia da tredici che da otto minuti... ma non temete, nonostante la lunghezza le canzoni scorrono alla grande.
Si parte direttamente dagli anni settanta con "Wandering In The Dark", dal riff caldo e grosso, per poi cambiare diventando epici e solenni per adattarsi alla figura di Tutankhamon, primo protagonista del personale concept dei nostri, i quali hanno dedicato ogni pezzo ad un grande della storia. Il CD è pieno di musiche diverse, adatte alla figura descritta; ci si lancia in cavalcate lunghe e ricche di pathos, in "Ides Of March" per poi soffermarci su ottime marce avvincenti, per non parlare delle grandiose parti melodiche sia di piano che di fiati di "Pyramid Of Skulls", dove appare la figura maligna del grande Genghis Khan (ascoltatevi le voci). Insomma ragazzi, non vorrei dilungarmi troppo in inutili parole, visto che quì è la musica, solo quella che deve parlare. In genere sono solito a fare un bel track by track ma qui mi è veramente impossibile, vuoi la lunghezza vuoi la difficolta per spiegare a parole un disco che attinge a piene mani dalla musica degli ultimi trent'anni.
Troverete davvero tutto; dalle aperture prog degli anni settanta alle chitarre heavy che hanno infuriato negli ottanta, alle ritmiche ricche di groove dei novanta, fino alle voci in parte moderne, urlate e recitate,che stanno facendo tanto anche in questi ultimi nostri anni.
Mi sono rimaste in particolare molte cose di questo CD, alcune ottime ed altre un po' meno, e se devo essere sincero quelle "un po' meno" non sono altro che alcune parti di voce che a volte mi sembrano un attimino forzate; la forzatura sta nel fatto che le parti musicali, in alcuni frangenti, non si incastrano perfettamente con le melodie vocali... inezie, non si puo' avere proprio tutto, vero?
Tra le cose che mi hanno colpito di più ci sono in particolar modo le entrate e le progressioni nei pezzi, ovvero la capacità di fare il bello e cattivo tempo durante lo sviluppo della canzone senza troncare nettamente un giro melodico per un altro (cosa che fanno gli ultimi Dream Theater e chefa schifo: sono capaci tutti i "maestri" del proprio strumento ad infarcire il pezzo di stacchie parti ultra complesse, ma il feeling e il phatos che fine fanno?). Detto ciò non posso che consigliarvi un disco così, a condizione però che abbiate voglia di "sperimentare". Avete voglia di chiudere gli occhi e rilassarvi sul letto o il divano? Avete voglia di prendere il booklet, e fare come si faceva una volta, ovvero leggere? Leggare i testi e capire attentamente come le musiche si avvinghino al tutto. Insomma se la musica la venerate e non la trattate come dei fazzolettini di carta, buttatevi nell'acquisto di questo lavoro che forse, visti i gusti dei giovani d'oggi, passerà forse un po' in sordina.. ma se avrete il coraggio di scoprirlo poco per volta lo troverete uno dei migliori dischi alternativi, dove "alternativo" non deve per forza essere il genere musicale ma il significato della parola stessa, alternativo ai soliti gusti, ma che sicuramente sazierà il vostro palato di ascoltatori di musica, visto che quì non ci sono ritornellini da canticchiare a pezzo finito, ma solo grandi musiche... Un must per tutti, consigliatissimo.
(Hellcat - Giugno 2008)

Voto: 8


Contatti:
Mail Dark Quarterer: info@darkquarterer.com
Sito Dark Quarterer: http://www.darkquarterer.com/

Sito My Graveyard Productions: http://www.mygraveyardproductions.com/