DARK ILLUSION
Beyond The Shadows

Etichetta: Battlefield Records
Anno: 2005
Durata: 49 min
Genere: heavy / power con influenze hard rock


La Svezia è un paese estremamente prolifico: praticamente, da quelle parti, nasce una band al giorno e, purtroppo bisogna dirlo, di molte di queste non se ne sentiva la mancanza. È anche vero, però, che in tutto questo marasma capita di imbattersi in qualche novità davvero degna di nota e di supporto. È successo esattamente questo con i Dark Illusion, una band che, benché sia arrivata solo adesso al debutto ufficiale, non può certo essere considerata alle prime armi. Sì, perché i Dark Illusion si formano addirittura del 1982, sebbene l'unico membro rimasto della prima formazione sia solo Tomas Hultqvist, chitarrista e songwriter del gruppo. Nei due anni tra il 1983 e il 1985 la band registra due demo dove facevano la comparsa alcuni brani presenti proprio sul recente full-length ma, sfortunatamente, poco dopo gli svedesi sono costretti a sciogliersi. Ci sono voluti quasi vent'anni prima che Tomas Hultqvist, accompagnato da Niklas Tengblad (chitarra acustica), Pontus Egberg (basso) e Jonas Östman, si decidesse a riformare ancora i Dark Illusion, affidando le parti vocali a Thomas Vikström, cantante di talento che molti ricorderanno per le sue collaborazioni con Stormwind e Candlemass. Con questa formazione rinnovata il gruppo registra un MCD di quattro pezzi, intitolato "For Just Another Night", che riceve ottimi consensi in patria, in Germania ed anche in Italia, tanto che Hultqvist non si lascia sfuggire l'opportunità di registrare un vero e proprio full-length. Il CD si presenta ottimamente, con una copertina in stile fantasy che, per fortuna, non ha niente a che vedere con le pacchianate che si vedono in giro normalmente. Rappresenta, infatti, il ritratto notturno di un cavaliere solitario, che osserva una vallata bagnata dai raggi della luna, con un castello sullo sfondo. Niente di innovativo, sicuramente, ma realizzata in maniera egregia e molto evocativa. Non meno curate le illustrazioni sul retro e all'interno del libretto, a prova di come sia possibile creare un artwork professionale e accattivante pur senza avere a disposizione budget faraonici.
Passando invece alla musica, il lavoro dei Dark Illusion si apre ottimamente con la potente "Night Knight", un brano che unisce perfettamente l'heavy/power ottantiano con l'hard rock epico dei migliori Rainbow. La band continua su questi binari anche con la successiva "Child Of The Night", dove vengono ripresi i Judas Priest più classici (quelli di "Screaming For Vengeance" o "Defenders Of The Faith", per fare un esempio) con sempre presente l'ombra di Ritchie Blackmore, soprattutto in fase solista. Il ritmo si fa meno serrato con la prima ballad dell'album, "Warrior", che si rivela un ottimo episodio acustico, supportato da un pregevole hammond settantiano, per poi riprendere a pieno regime, senza sosta, mostrando il lato più melodico della band: "Power Of The Evil" e "Reaper Of Souls", per esempio, sono due composizioni che ben rappresentano il sound della band, fatto di riff rocciosi e accattivanti, capaci di coinvolgere fin dal primo ascolto. A questo contribuiscono senza dubbio le linee vocali di Thomas Vikström, versatile e azzeccato sia nei momenti più rilassati che in quelli più graffianti, ed anche la durata dei pezzi, che non superano mai i quattro minuti.
Pur rimanendo sempre nell'ambito del metallo più tradizionale, i Dark Illusion riescono a variare il loro songwriting in maniera convincente, attraversando momenti più vicini al power metal europeo ("Into The Depths I Stare"), altri più catchy e rockeggianti ("Secret Journey") ed altri più epici ed atmosferici ("Tragedy"). Il tutto, ovviamente, senza dimenticare vere e proprie bordate metalliche come "Weeper Deeper" e "Leave No Trace", due treni che ricordano, rispettivamente, "Freewheel Burning" dei Judas Priest e "Kill The King" dei Rainbow. Ultima, doverosa nota va fatta all'ammiccante "Sensational Walk", hard rock robusto e sensuale che, sebbene un po' fuori contesto, riesce davvero a colpire grazie all'ottima prova vocale di Vikström.
Una bella sorpresa, dunque, dalle terre del nord, che mi auguro possa avere un seguito al più presto. L'album è davvero privo di punti deboli e, a voler essere proprio severi, ci si dovrebbe attaccare giusto ad un paio di brani che, seppure non malvagi, non rimangono allo stesso livello degli altri; oppure ad una certa superficialità e banalità a livello lirico (sfido chiunque a pronunciare "Night Knight" senza sentirsi un po' idiota...). Per il resto, davvero, ci troviamo di fronte ad un lavoro coi fiocchi. Complimenti!
(Danny Boodman - Novembre 2005)

Voto: 8


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