DARK HAUNTERS
Aeternal Wile (MCD)

Etichetta: Black Havoc Productions
Anno: 2007
Durata: 34 min
Genere: black/death metal melodico e sinfonico


Giungono all'esordio su MCD i Dark Haunters, autori già nel 2002 del demo "The Haunter of The Dark". Un debutto che corona un percorso duro, ma ricco di soddisfazioni, cominciato nel 1999. Autori di ottime prove dal vivo, testimoniate dalla partecipazioni a concorsi di livello, i musicisti sono entrati di recente nell'Acme Recording Studio, e "Aeternal Wile" è il risultato del loro lavoro.
La formazione che ha inciso il disco vede Emanuele "Aramor" Bizzarro alla voce, Sergio Nallira e Piergiorgio Annibale alle chitarre, Danilo Cantarini al basso, Riccardo Ferretti alla tastiera e Claudio Martella alla batteria. Il tastierista Riccardo ha abbandonato il gruppo dopo la registrazione del MCD: al suo posto, ora, troviamo Luke "Helsior" Del Re. Il bassista Danilo ha anche suonato nei Sothis, mentre il nuovo arrivato Luke fa parte anche dei Draugr.
La copertina di "Aeternal Wile" è davvero bella, con un angelo femminile sinistro e sensuale allo stesso tempo. Il libretto, completo di testi, foto e informazioni, è molto professionale. Dal punto di vista grafico, questo MCD è davvero attraente. Passiamo però alla musica.
"All Threads Of Our Life", aperta da una brevissima introduzione, mette subito in mostra il suono pieno, eccessivo e decadente della band. Un suono che nasce dal lavoro intenso delle chitarre, enfatizzato dalle notegrandiose della tastiera. La sezione ritmica, molto potente, dona un gran tiro a tutta la composizione, sulla quale spiccano le urla violentissime del cantante. A metà strada tra il death metal melodico e le suggestione del black metal sinfonico, la proposta dei Dark Haunters è stuzzicante e piacevole, sebbene spesso risulti derivativa. L'arrangiamento è notevole, e la qualità di registrazione, seppur non impeccabile, garantisce alla musica tiro e comunicatività. Le qualità tecniche dei musicisti sono indiscutibili.
"Guilt And Expiation" presenta già più spunti di interesse, episodi che impreziosiscono una composizione di livello. In questo brano, l'elemento death metal è dominante, anche se il lavoro della tastiera mantiene inalterato il suo potenziale melodico ed evocativo. Belli i passaggi nei quali il ritmo rallenta; un po' meno le aperture melodiche talvolta scontate. Il songwriting è comunque sicuro e convincente, anche se sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più personale, da un gruppo come i Dark Haunters.
"Lord Of The Wolves" è una canzone molto dinamica, e affascinante nel suo arrangiamento ricco e barocco. L'esecuzione è perfetta, come al solito, e dimostra come i Dark Hauntes siano attenti ad ogni più piccolo particolare. Nulla è lasciato al caso, o all'istinto. Belli gli stralci di testo in italiano. Anche questa canzone ha un minutaggio piuttosto consistente: la lunghezza media delle canzoni di questo MCD ruota attorno ai sei minuti e mezzo. Per il resto, le caratteristiche stilistiche del gruppo rimangono immutate, segno di una grande coerenza musicale.
"My Noble Creature" ha un inizio potentissimo, che non lascia superstiti. L'attitudine del brano è prepotente e sfacciata. Le premesse sono molto buone, peccato solo quel arenarsi su terreni eccesivamente death melodici, con tanto di armonie di chitarra. Così come il successivo rallentamento gotico e malinconico: ci sta bene, lo sò, ma è estremamente prevedibile. E' infatti un clichè del genere. Meno male che interviene una voce femminile (ad opera dell'ospite Stefania Salladini), presto doppiata da un'altra (di Gilda Giorgini), utili a creare un gradito diversivo. La canzone poi torna a far male, anche se non preme eccessivamente sull'acceleratore. La melodia è infatti sempre in primo piano. Continuo però a chiedermi: perchè utilizzare le stesse successioni di accordi usate da altre duemila band? Perchè riprendere le stesse sonorità abusate da altri? Non è un autolimitarsi eccessivo? Già solo ascoltando gli assoli di chitarra, ci si può rendere conto del grande talento dei musicisti. Perchè quindi questo adagiarsi sulle soluzioni più facile e sfrutate? Che peccato...
"Inside The Temple Of Devotion" parte in maniera molto delicata e sognante. All'ingresso della voce tutto si incattivisce, anche se le atmosfere malinconiche sono sempre presenti. Per il resto, la canzone non tradisce le coordinate stilistiche della band, sempre in bilico tra tentazioni aggressive e rilassamenti struggenti. Nel bene e nel male, i Dark Haunters non accusano cali di sorta. Diciamo che lo standard qualitativo è elevato per tutte le cinque canzoni del MCD. Allo stesso tempo, non si ravvisano picchi di genio particolari.
Un lavoro onesto, questo MCD. Consigliato a tutti gli amanti delle atmosfere oscure e sensuali, barocche e decadenti. L'Italia sta producendo ottimi gruppi in questo ambito musicale, tutti bravissimi dal punto di vista tecnico ed esecutivo, anche se molto derivativi in quanto a stile.
Un esordio solido ed onesto. Per il futuro comunque, è necessario che il gruppo personalizzi la proposta musicale, per non correre il rischio di diventare un gruppo come tanti altri: i musicisti sono troppo talentuosi per accontentarsi di questo!
(Hellvis - Marzo 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail Dark Haunters: info@darkhaunters.com
Sito Dark Haunters: http://www.darkhaunters.com/

Sito Black Havoc Productions: http://www.blackhavoc.com/